Una barca che non è una barca

Un lettore ci racconta il suo lungo percorso per acquistare un’imbarcazione, pieno di ostacoli e insidie. Una vicenda che vede protagonisti cantieri, società di leasing, avvocati 
e un armatore deluso
Il sottoscritto, appassionato di nautica, nel settembre 2007 decideva di cambiare la vecchia barca. Per far questo si recava a Fiumicino, al cantiere della Med One Sales Srl, in via Monte Cengio 102, dove poteva visionare l’imbarcazione Klase A 40 Fly decidendone l’acquisto. Per questo sottoscriveva in data 20.10.2007 un regolare contratto di acquisto, che veniva perfezionato con la stipula, il 24 dicembre 2007, di un regolare contratto di leasing con la Mercantile Leasing Spa (per un importo di 282.904 euro al netto di oneri e spese di legge da restituire in 84 canoni mensili di cui il primo d’importo pari a 26.356 euro versato in anticipo).
Il 27 dicembre 2012 veniva convocato a Genova negli Uffici della Mercantile per firmare un verbale di consegna che affermava: «Il sottoscritto dichiara di aver ritirato i beni nuovi di fabbrica, di averli esaminati, controllati e collaudati sia per quanto riguarda la loro composizione che il loro funzionamento trovandoli in ottimo stato di efficienza e manutenzione». E veniva firmato solo dopo aver ricevuto assicurazioni, sia dai rappresentanti della Med One Sales che della società di Leasing, che si trattava di mera formalità.
Il 13 febbraio 2008 la barca arrivava finalmente nel porto di Varazze unitamente a un nuovo verbale di consegna datato 4 febbraio 2008, che questa volta veniva firmato “con riserva” dal momento che subito risultava evidente che la barca appena consegnata non era quella visionata a secco nel cantiere della società venditrice, bensì un natante usato che presentava evidenti segni di logoramento connessi con un utilizzo prolungato, come indicato dallo strumento di bordo che indicava un funzionamento di 227 ore di moto contro un valore medio in Italia di 80/100 ore (sul contratto di leasing il bene è classificato come «NUOVO»).
Tanto veniva constatato sia dallo stesso skipper che dal responsabile del cantiere di Varazze, il signor Graziano. Di tanto veniva immediatamente informato il general manager della società venditrice, il signor Marani, che mi rassicurava promettendo che avrebbe mandato un proprio tecnico per visionare il natante e confermare quanto da me lamentato.
Il 14 febbraio 2008 aveva luogo il sopralluogo con la conferma delle problematiche da noi evidenziate sia pure minimizzate per ovvie ragioni.
Non essendo un esperto del settore conferivo incarico al dottor Schiappacasse, con studio in Genova, per un accertamento del reale stato dell’imbarcazione, accertamento che confermava quanto già evidenziatosi con la barca in acqua.
Dopo lunghe trattative il 5 maggio 2008 si giungeva a un accordo transattivo che comprendeva, oltre a un indennizzo economico, l’eliminazione di ogni difetto presente. Il lavoro veniva affidato alla Alfa Yacht Service che restituiva la barca sempre in acqua nel giugno 2008. Prima di prendere il mare veniva conferito incarico al signor Graziano di rifare il fondo della barca, operazione che consiste nel tirare la barca a secco per pulire da alghe e altro la chiglia e apporre l’antivegetativa.
In seguito a tale operazione si evidenziavano ulteriori difetti quali presenza di crepe sullo scafo che, oltre a compromettere il buon funzionamento della barca, ne rendevano estremamente pericoloso l’uso, mettendo a rischio la incolumità degli occupanti.
Veniva allora dato nuovamente mandato al dottor Schioppacasse per un accertamento del reale stato dell’imbarcazione, ricevendo nuova conferma con documentazione fotografica delle lesioni presenti sullo scafo. A questo punto veniva abbandonata la via extragiudiziale e veniva dato mandato al mio avvocato di adire le vie legali a tutela dei miei legittimi interessi. Infine cito solo sommariamente una frase presente nella conclusione della perizia del Ctu: «Barca con gravi vizi di progettazione e costruzione […] non adatta alla navigazione».
Michele Esposito
(Ottobre 2012)