Seguire l’evoluzione del tempo consente di ancorare e navigare in sicurezza. Vediamo quali sono le condizioni meteomarine più indicate per una tranquilla sosta in rada o di quali elementi dobbiamo tener conto prima di effettuare una traversata
di Gianfranco Meggiorin e Daniele Vitri*
L’ancoraggio in rada può rappresentare uno dei momenti più affascinanti della crociera estiva e al tempo stesso può essere una necessità causata dai marina troppo affollati. In entrambe le situazioni è importante scegliere, in funzione dell’evoluzione della situazione meteo, un posto sicuro. Se predominano le brezze costiere non ci sono particolari difficoltà, più complesse sono invece le valutazioni da fare nel caso ci sia del vento di gradiente e una situazione meteo che rischia di cambiare. Gli aspetti da considerare sono molteplici e basati principalmente sull’analisi della carta nautica, sullo studio dei documenti (portolani) e, naturalmente, sulle condizioni del tempo in atto e previsto (osservazioni e bollettini). Partiamo dalla carta nautica che, per essere utile per l’ancoraggio, deve avere scala 1:25.000, per poter di individuare:
– le linee batimetriche che indicano la profondità dei fondali (ricordiamo che un buon ancoraggio dovrebbe essere compreso in generale tra 5 e 10-12 metri);
– eventuali scogli o secche pericolose, rotte di fuga nel caso in cui si volesse o si dovesse salpare;
– il tipo di fondale (sabbia, fango, rocce ecc.), la cui tenuta è ben evidenziata anche dal portolano;
– quali protezioni avremo rispetto al vento e al moto ondoso. Non sempre questi hanno, all’interno di una rada, la stessa direzione: al passaggio di un sistema perturbato la rotazione dei venti determina, per un certo intervallo, un cambio di direzione rispetto al moto ondoso.
Vediamo alcuni esempi:
A) Immaginiamo di avere scelto un ridosso dal moto ondoso e dal vento da SW presenti al momento dell’ancoraggio; all’aumento della pressione, rilevato dal nostro barometro di bordo, osserviamo una repentina rotazione del vento da NW. Il nostro ancoraggio si trova improvvisamente esposto (ricordiamo che tanto più veloce sarà il rialzo barometrico, tanto più rapidamente il vento ruoterà e rinforzerà). Vediamo quindi che un buon ancoraggio può in breve tempo rivelarsi addirittura una zona esposta al vento e al mare dalla quale dovremmo fuggire. Ecco perché è necessario saper rilevare con precisione una rotta di fuga sgombra da pericoli nel caso si dovesse salpare con il mare che s’increspa e non lascia trasparire i pericoli dei fondali, oppure durante le ore notturne.
È determinante riuscire a posizionarsi rispetto ai sistemi del tempo per dedurre la più probabile rotazione dei venti. Va tenuto presente infatti che, lungo alcune coste, non è sempre possibile poter contare su un ridosso che protegga contemporaneamente dal vento in atto e dal vento previsto. Il fatto di considerare per tempo l’eventuale o più probabile rotazione del vento consente di non farsi cogliere impreparati quando le situazioni cambiano.
B) Immaginando di essere all’àncora in una baia ridossata dal vento in atto e di osservare da bordo la comparsa di un’onda lunga che si propaga dal mare aperto all’interno della rada, la barca, con un vento e un moto ondoso di direzione diversa, inizia a rollare in modo ritmico. Dovrete aspettarvi una rotazione del vento e l’aumento di quell’onda che muterà le condizioni dell’ancoraggio.
Ancora una volta la vostra capacità di osservare i segni del tempo, e in particolare il vostro barometro, dovrebbe potervi dare qualche indicazione utile.
In definitiva il consiglio è quello di non ostinarsi a scegliere un dato ancoraggio senza prima aver valutato, sulla base di un’attenta analisi meteo, le possibili alternative.
Prepariamo la traversata
La rotta verso le isole oppure verso il largo per la destinazione delle nostre vacanze ci porta, talvolta, ad affrontare la navigazione più lunga proprio al primo giorno. In teoria la situazione meteo dovrebbe essere studiata con attenzione, ma capita invece che molti arrivino al momento di partire con un’organizzazione frettolosa e approssimativa. Ecco alcuni consigli per pianificare e seguire al meglio la rotta in funzione delle condizioni meteo.
1. Iniziare a studiare la situazione meteo con alcuni giorni di anticipo.
2. Per i mari a ovest della penisola italiana, ascoltare con attenzione i bollettini sia Meteomar che Météo France.
3. Subito prima della partenza cercare di raccogliere informazioni sulle condizioni meteomarine relative alla zona di destinazione. È bene confrontare i bollettini Meteomar e Météo France con le proprie analisi e cercare di capire eventuali diverse interpretazioni e discordanze di contenuto.
È utile riportare su un brogliaccio di bordo i bollettini non solo relativi al tratto di mare interessato ma anche alle zone circostanti, specialmente se sono battute da venti forti e mare mosso. Bisogna, poi, abituarsi a schematizzare su un foglio, anche in modo approssimativo, la direzione e la forza del vento, per capire il tempo e l’evoluzione dei fenomeni atmosferici. Ricordiamo a tale proposito che la suddivisione per zone dei bollettini Meteomar e dei bollettini stranieri sono diverse, sia come aree considerate sia come denominazione. Un promemoria con gli orari dei bollettini in ora locale è sempre molto utile a bordo, unito a un glossario con la nomenclatura meteo più usata in francese e in inglese. Avere un piccolo registratore vi consentirà, infine, di riascoltare i bollettini evitando dubbi o errori di interpretazione. Non potendo sempre contare sull’uso delle connessioni ai siti internet, sarà comunque utile seguire la situazione generale con l’aiuto della carta sinottica. Partendo dalla situazione generale, tenendo conto dei dati e delle osservazioni disponibili, si può cercare di simulare sulla carta la situazione meteo che si andrà a incontrare e in base a essa si determineranno la rotta e l’itinerario. Bisogna cercare di cogliere in anticipo i segni del tempo che cambia, anche le piccole anomalie possono rivelarsi importanti segni precursori di un eventuale cambiamento. Per questo è importante compilare il brogliaccio meteo e cercare di dare importanza anche alle sensazioni personali dando una propria interpretazione della situazione.
* www.navimeteo.it
In breve
ANCORAGGIO
Quando si vuole ancorare la barca è bene osservare con attenzione la carta nautica (profondità e tipo di fondali, scoglie o secche, eventuali protezioni ecc.) e i documenti, come i portolani, oltre a osservare le condizioni meteo e leggere o ascoltare i bollettini.
NAVIGAZIONE
È utile iniziare a studiare la situazione meteo con alcuni giorni di anticipo, ascoltando i bollettini Meteomar e Météo France per i mari a ovest dell’Italia. Bisogna raccogliere informazioni sulle condizioni meteo relative alla zona di destinazione subito prima della partenza e confrontare i bollettini con le proprie analisi per capire eventuali diverse interpretazioni e discordanze di contenuto.
Riportare su un brogliaccio di bordo i bollettini relativi al tratto di mare interessato e zone circostanti può risultare un’abitudine importante, schematizzando su un foglio la direzione e la forza del vento, senza mai dimenticarsi di osservare e fidarsi anche delle proprie sensazioni.
(Settembre 2012)






