Ole Kirk Christiansen


Giocattoli senza tempo
Curiosa storia quella del Lego: la semplicità dei pezzi consente un’assoluta versatilità di impiego e costituisce un esempio delle possibilità creative del sistema modulare. L’invenzione dei Christiansen, padre e figlio, “giocattolo del XX secolo” di Decio G. R. Carugati

Gillo Dorfles indica nell’oggetto che appartiene al disegno industriale «la presenza di un quoziente estetico, dovuto alla iniziale progettazione e non a un successivo intervento manuale». E precisa: «Noi siamo avvolti, a ogni istante della nostra giornata lavorativa e ricreativa, da una marea di oggetti prodotti industrialmente, in serie, e con più o meno palesi intendimenti estetici». È dunque incostante, negli oggetti che compongono il paesaggio artificiale, il quoziente estetico ché l’intenzione progettuale differisce in essi. A distanza di anni dalla comparsa sul mercato, alcuni appaiono datati, altri, e sono rari, senza tempo. Tra questi ultimi il Lego, quel mattoncino in plastica dai colori vivaci che è già forma architettonica prima ancora che il bimbo ne impalchi lo sviluppo. Agli inizi del ’900 Ernst Froebel, architetto tedesco aveva progettato giocattoli che influenzavano i metodi di educazione dell’infanzia. Forme lignee, geometriche, accostabili in più modi portavano il suo nome. «Frank Lloyd Wright doveva in seguito renderli famosi», annota John Heskett, «sostenendo di essersi ispirato a una serie regalatagli dalla madre, appassionata cultrice di Froebel, per la definizione delle sue teorie progettuali e architettoniche». Ole Kirk Christiansen, con il Lego, negli anni ’30, reinterpreta quei primi tipi e il figlio Gotfred ne perfeziona, nel dopoguerra, l’aggregazione: i mattoncini si incastrano l’un l’altro. La semplicità dei pezzi consente un’assoluta versatilità di impiego costituendo un esempio delle possibilità creative del sistema modulare. Curiosa storia quella dei Christiansen padre e figlio. Il primo apre una fabbrica per la costruzione di giocattoli in legno, nel 1932, a Billund, in Danimarca. A detta fabbrica dà nome Lego, dalla contrazione del danese leg godt (gioca bene). Nel 1942, un incendio la distrugge. Ricostruita, viene attrezzata con una macchina per la fabbricazione di giocattoli in plastica. Nel 1958, anno della morte del padre, il figlio Gotfred brevetta il mattoncino in plastica Lego. Nel 1960, un secondo incendio distrugge la fabbrica che, ricostruita, produrrà solo giocattoli in plastica. Nel 1963, Gotfred cambia la lavorazione, sostituendo l’acetato di cellulosa, fino allora impiegato, con l’Abs. Nel 1967 progetta e realizza i mattoncini Duplo per bambini in età prescolare. Seguono poi la famiglia Lego nel 1974 e le minifigure nel 1978. Primo nel 1995. Il 31 gennaio 2000 una Giuria inglese, composta da imprenditori del settore, dichiara Lego il gioco del XX secolo.

Ole Kirk Christiansen
Nel 1932 Ole Kirk Christiansen, danese, apre una fabbrica di giocattoli in legno che nel 1942 viene distrutta da un incendio. Ricostruita, inizia a produrre giocattoli in plastica. Nel 1958 il figlio, succeduto al padre nella conduzione dell’azienda, brevetta il mattoncino in plastica Lego. Nel 2000 Lego sarà dichiarato “gioco del secolo”.
(settembre 2012)