Vismara V80 Vismara V80
Progettata per regatare, avrebbe dovuto destreggiarsi tra boe, layline e linee di partenza. Invece ha trovato la sua collocazione nel mondo dello yachting come... Vismara V80

Second life

Progettata per regatare, avrebbe dovuto destreggiarsi tra boe, layline e linee di partenza. Invece ha trovato la sua collocazione nel mondo dello yachting come family cruiser

V80 È STATA REALIZZATA TUTTA IN FIBRA DI CARBONIO per il team Giò Style per le regate, ma il destino le ha riservato un’altra opportunità. L’armatore regatante ha rinunciato e lo scafo ha trovato una seconda occasione grazie a Rudolph Gentile, un giovane diportista molto creativo. Lo studio Vismara si è rimboccato le maniche e ha quindi iniziato con lui una collaborazione che ha portato al varo di Nakupenda. Non più uno scafo da regata, ma un family cruiser votato alla filosofia dell’easy sailing. Una premessa è d’obbligo: Rudolph Gentile è alla sua prima barca a vela. In passato ha avuto un motoscafone con due motori da 1.300 cavalli ciascuno. Chi ha la mente aperta alle contaminazioni potrà apprezzare o non apprezzare le scelte stilistiche, ma comunque rispettarle. Chi, al contrario, appartiene alla razza dei “duri e puri”, quelli, per intenderci, che si definiscono “velisti-leninisti”, difficilmente potrà appassionarsi ai layout di interni e coperta del V80. Lo scafo, come abbiamo detto, era già pronto ed è anche particolare. Tutto alluminio resinato in carbonio, praticamente senza stucco. Gli interni erano quasi spogli, proprio perché la barca era stata inizialmente pensata per le regate. C’erano, più o meno, solo dei corridoi nei quali mettere delle brandine per l’equipaggio impegnato nelle lunghe, mentre l’attuale armatore desiderava una barca in grado di accogliere una decina di ospiti. Il risultato è un allestimento con due cabine equipaggio all’estrema prua, una tripla, una matrimoniale e una grande cabina armatore. Il salone è spostato verso poppa e comunica direttamente con il pozzetto rialzato attraverso ampie vetrate curve con apertura a scomparsa. Le vetrate non si limitano a fornire tanta luce naturale, ma anche un panorama fuori dal comune per una barca a vela. L’animo “motoraro” dell’armatore è ancor più evidente in coperta. Tutta l’area del pozzetto ospiti è circondata da una sorta di parabrezza basso. Verso poppa, dopo la tuga con le vetrate curve, ci sono le due ruote del timone e la zona dedicata alle manovre. Questa area è sovrastata da un bimini rigido in carbonio che assomiglia molto a un fly o un hard top di una barca a motore. Se il V80 è particolare, lo è anche la prova che ci attende. La barca è ormeggiata in banchina a Cannes, ha il motore acceso e appena la raggiungiamo il comandante è pronto a mollare gli ormeggi. A bordo, oltre a lui e a un giovane marinaio, ci sono l’armatore con moglie e due figli piccoli e una tata con relativo marito. Non si tratta del solito test di mezza giornata. Ci attende un trasferimento fino a Viareggio. Salpiamo alle due circa del pomeriggio senza molto vento. Dopo mezz’ora issiamo randa e srotoliamo il genoa. Il meteo è variabile, la poca aria che c’è è praticamente in faccia. Facciamo qualche bordo e navighiamo di bolina stretta. Il genoa è al 110%, quindi con un bel po’ di sovrapposizione. Tutta questa tela è possibile grazie alla chiglia in grado di garantire un elevato coefficiente di raddrizzamento. La winged keel è stata studiata dallo studio Vismara in collaborazione con il cantiere polacco Rega Yachts. Ha un pescaggio ridotto e delle ali che aumentano la portanza e riducono lo scarroccio. Questa particolare chiglia riduce anche la tendenza orziera della barca, per questo motivo è possibile avere tanta tela a prua. L’unico inconveniente del genoa al 110% è che, per evitare di incattivire la tela sulle crocette, a ogni virata bisogna arrotolare il genoa quasi per metà e poi riaprirlo sul nuovo bordo. I winch sono tutti elettrici, pertanto l’operazione non è particolarmente faticosa. Attendiamo la rotazione del vento da Ovest che ci farebbe comodo per la nostra rotta e invece il vento proviene sempre da Est. Dopo diversi bordi, il comandante e il suo giovane aiutante vengono assaliti dalla sindrome dello skipper da trasferimento: ammainiamo le vele e accendiamo il motore con prua verso Viareggio. Inevitabile. Hanno avuto perfino troppa pazienza visto che l’intensità del vento reale era intorno ai sei nodi, poi cinque e, infine, quattro. Con lo Yanmar da 240 cv bastano 1.900 giri per filare a 7,4 nodi di velocità. Il regime di rotazione massimo arriva a 3.300 giri/minuto, ma, probabilmente, a tutto gas si corre il rischio di planare. Scende la sera e ci prepariamo per la notturna. I turni toccano a me, al comandante e al suo secondo. Rudolph Gentile, l’armatore, pensando di farci un favore, inizia a montare il singolare spray hood che ha personalmente disegnato. In realtà non si tratta di uno spray hood perché sono “pareti” di PVC trasparente che scendono dal “fly” fino al piano di calpestio. Quando è il mio turno di guardia preferisco aprire la cerniera tra due pareti trasparenti e cacciare fuori la testa per riuscire ad avere una visibilità accettabile. A parte la postura per tutta la durata dei turni, la notturna è filata abbastanza liscia. Verso le quattro di mattina si è alzato un vento tra i 14 e i 20 nodi che ci arriva dal lasco. Il comandante decide di aprire la tormentina e proseguire con il motore acceso. La sindrome dello skipper da trasferimento non è passata. In versione motorsailer, comunque, procediamo spediti a 8,2 nodi verso Viareggio. Poco prima dell’alba il cielo si presenta nuvoloso con bei groppi e qualche scroscio intenso di pioggia. La cosa più fastidiosa però è un’onda di un metro e mezzo che ci entra proprio al traverso. Il mare formato ci impedisce l’ingresso in porto a Viareggio. L’armatore decide quindi di fare rotta su Cala Galera, meta finale del trasferimento.

 

Designed to race, it should have had to cope with buoys, layline and starting lines. But it has found its slot as a family cruiser in the yachting world

CONSTRUCTED ENTIRELY IN CARBON FIBRE, V80 was originally intended for the Giò Style racing team, but fate had other plans. The original racing owner pulled out and the hull was given a second chance by Rudolph Gentile, a young creative sports enthusiast. The team at Vismara shipyard rolled up its sleeves and started collaborating with him on the project that led to the launch of Nakupenda. No longer a racing hull, but a family cruiser devoted to easy sailing. This was, it must be said, Rudolph Gentile’s first sailing boat. In the past he owned a large motorboat with two engines of 1300 hp each. Anyone who can accept this type of cross contamination may or may not agree with the style, but will respect it. However, hard-core sailing boat enthusiasts will find it difficult to appreciate the interior layout of the V80 and the choices made above deck. As we mentioned, the hull had already been built and it had some distinctive features. It was entirely constructed in aluminium and fibreglass carbon. As it was initially designed as a racing boat, the interior was almost completely bare. It had just two corridors for the crew’s hammocks during long cruises, but the current owner wanted a boat which could accommodate about ten guests. Now, the layout includes two forward crew cabins, a treble and a double cabin and the owner’s large master cabin. The saloon positioned at the aft is connected directly to the raised cockpit thanks to two concealable floor-to-ceiling curved windows. The windows don’t just let in natural light, they also offer extraordinary views, unusual for a sailing boat. The owner’s “motorboat soul” is more obvious above deck. The entire area around the cockpit is surrounded by a sort of low wind shield. Towards the front, after the deck house with the curved windows, there are the two helm wheels and manoeuvring area. This part of the boat is covered by a carbon bimini that looks a lot like the fly or hardtop of a motorboat. If the V80 is unique, so is the testing that is about to start. The boat is moored in Cannes, the engine is running and as soon as we get on board the captain is ready to set off. On board with the captain and a young crew member there is the owner with his wife and two young children and the nanny with her husband. It is not the usual half-day test. We are headed all the way to Viareggio. We leave around 2pm without much wind. Half an hour later, we hoist the mainsail and unroll the genoa. The weather forecast is variable, there is very little wind and it is blowing in our faces. A few tacks and we sail close-hauled. The genoa is 110%, with quite a bit of overlapping. The maximised sail area is possible thanks to the keel that guarantees the boat’s straighter course. The winged keel has been designed by Vismara Studio in collaboration with the Polish shipyard Rega Yachts. It has a small draught and wings which increase the carrying capacity and provide added stability. This particular keel reduces the boat’s tendency to head up, and allows for more sails up front. The only inconvenience of the 110% genoa is that, to prevent the spreaders from damaging the sail, after every tack it must be rolled up nearly half way and then unrolled again after the manoeuvre. As all winches are electric the operation is not too demanding. We hope for some wind from the West, to help us along our course, but the wind keeps blowing from the East. After a few manoeuvres, the captain and his second in command are struck by “transfer impatience”: with the boat pointing towards Viareggio they lower the sails and switch on the engine. Inevitable. They have been far too patient considering that the intensity of the wind was around six knots, then five, then four. With the 240 hp Yanmar at 1900 rpm we reach a speed of 7.4 knots. The maximum is 3300 rpm, but probably at top speed we would be gliding. As the evening approaches we get ready for the night sail. Myself, the captain and the second in command will do the shifts. Rudolph Gentile, the owner, to do us a favour, starts putting up the unique spray hood he has personally designed. It is not a real spray hood, because its PVC sheets go from the fly to the floor.  When my shift starts I decide to open one of the zips between the sheets and stick my head out to see where I’m going. Apart from the unnatural position during the shifts, the night went well. Around 4am we met winds between 14 and 20 knots. The captain decided to open the storm jib and keep the engine on. Transfer impatience still running high. In motorsailer mode we cruise on towards Viareggio at a speed of 8.2 knots. Just before sunrise the weather becomes cloudy with some heavy showers. But the worst is the 1.5m wave we catch transversally. The rough sea prevents us from entering Viareggio’s port. So the owner decides to head to Cala Galera, our final destination.

SCHEDA TECNICA//PERFORMANCES AND DETAILS

VISMARA MARINE

Piazza San Benedetto del Tronto 1, 55049 Viareggio (Lucca),

tel. +39 0584 371194,

www.vismaramarine.it

 

Progetto: Alessandro Vismara

Scafo: Lunghezza fuori tutto 24,00 m • baglio massimo 5,80 m • dislocamento 36.000 kg • zavorra 10.500 kg • pescaggio 3,20 m • superficie velica 318 mq • materiali di costruzione carbonio e alluminio

Motore: Yanmar 4LHA • potenza 240 cv (177 kW) • alesaggio per corsa 100×110 mm • regime di rotazione massimo 3300 giri/minuto • 4 cilindri in linea • iniezione diretta • peso a secco 388 kg

Project: Alessandro Vismara

Hull: LOA 24.00m • Max beam 5.80m • displacement 36,000 kg • Ballast 10,500Kg • Draft 3.20m • Sailing surface 318 sqm • Building materials: carbon and aluminium

Engine: Yanmar 4LHA • Power 240 hp (177 kW) • Bore x Stroke 100X110 mm • Max torque 3300 rpm • 4 cylinders in line • Direct injection • Dry Weight 388 kg

 

(Febbraio 2016)

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