Versilia Yachting Rendez-Vous, l’anno della verità Versilia Yachting Rendez-Vous, l’anno della verità
Versilia Yachting Rendez-Vous, l’evento nautico organizzato a Viareggio da Fiera Milano, è ormai alle porte. Abbiamo incontrato Paolo Borgio, exhibition manager della manifestazione di Luca Sordelli... Versilia Yachting Rendez-Vous, l’anno della verità

Versilia Yachting Rendez-Vous, l’evento nautico organizzato a Viareggio da Fiera Milano, è ormai alle porte. Abbiamo incontrato Paolo Borgio, exhibition manager della manifestazione

di Luca Sordelli – foto di Andrea Muscatello

A pochi mesi dalla seconda edizione del Versilia Yachting Rendez-Vous, in programma a Viareggio dal 10 al 13 maggio, abbiamo incontrato l’Exhibition Manager di Fiera Milano, Paolo Borgio. Ci ha accolti con simpatia nel suo grande ufficio a Rho e ci ha raccontato nel dettaglio come è andata l’edizione dello scorso anno e quali sono gli obiettivi per la prossima. Sfruttando poi la sua conoscenza in molte altre filiere industriali, data dal ruolo che riveste come direttore delle manifestazioni ospitate, sponsorizzazioni e ristorazioni, ci ha fornito il suo punto di vista sul mondo della nautica.VERSILIA YACHTING RENDEZ-VOUS_5

Partiamo da un breve giudizio sull’edizione passata. «Le cose sono andate bene, soprattutto in termini di qualità delle visite e dei commenti ricevuti da chi ha visitato o ha esposto al Versilia Yachting Rendez-Vous.
Si respirava un’aria frizzante, divertente, cordiale. L’atmosfera ha permesso di mettere a proprio agio sia espositori che visitatori e ci sono state anche diverse vendite. Tutto ciò nonostante il poco tempo a disposizione per organizzare l’evento».

In effetti, il lancio è stato fatto a gennaio, a Düsseldorf, e poi l’evento a maggio… «Esattamente. Fiera Milano è coinvolta con le sue manifestazioni in 14 diversi settori merceologici. Il 2017 è stato un anno significativo perché siamo entrati in due nuovi settori, la nautica, con Versilia Yachting Rendez-Vous, e l’editoria con Tempo di Libri. Due realtà che però hanno visto la luce dopo periodi di gestazione molto differenti. Per Tempo di Libri abbiamo avuto poco più di un anno per organizzare l’evento. Il progetto di Versilia Yachting Rendez-Vous è invece nato a quattro mesi dalla manifestazione».

Un tempo che sembra veramente breve, troppo breve. «Se abbiamo accettato è perché pensavamo che le premesse per provarci ci fossero. Ha contato molto la forza di volontà di Nautica Italiana, ma prima di tutto esisteva la domanda: la necessità per il polo cantieristico Made in Italy di medio e alto livello di avere una sua manifestazione fieristica».

Viste queste premesse, visti i tempi stretti in cui siete stati costretti a lavorare nel 2017, il 2018 sarà l’anno della verità? «Lo abbiamo sempre ripetuto, quella passata è stata l’edizione delle prove generali, l’anno zero. Ora partiamo veramente, per fortuna sulla base di buoni feed-back di quanto è successo nel maggio scorso. L’obiettivo è ovviamente crescere e diventare la più importante fiera nautica del periodo primaverile».

Parlando di numeri ci saranno 180 spazi a terra rispetto ai 107 precedenti. Le barche in acqua, che erano 57, saranno tra 80 e 90. «Poi lavoreremo molto anche sulla qualità, non solo sulla quantità. – continua Borgio – Aumenteranno molto gli eventi fuori salone, il palinsesto sarà più ampio. Ci sarà un servizio di auto di cortesia con Maserati e con Alfa Romeo. Avremo sempre una collaborazione molto stretta con Altagamma, importante per creare attenzione fuori dal contesto degli addetti ai lavori. Abbiamo poi lavorato per migliorare sia il percorso della visita in fiera, ci sarà infatti un ponte per unire le banchine esterne dove l’anno scorso non si passava, sia per abbellire la zona e via Coppino. Ci sarà anche la connessione wi-fi, che l’anno scorso mancava».

VERSILIA YACHTING RENDEZ-VOUSOltre ad un nuovo layout espositivo, composto da aree più ampie e funzionali, alVersilia Yachting Rendez-Vous ci sarà un’evoluzione concettuale degli stand, ancora più eleganti e versatili rispetto all’edizione precedente.

Nuova anche la posizione per le biglietterie: non ci sarà più il desk in via Coppino, ma una postazione collocata sul lungomare di Viareggio, a ridosso del molo e prima dell’accesso al porto. Due gli ingressi collocati strategicamente a Nord delle darsene sul Lungo Canale Palombari dell’Artiglio, per rendere il percorso del visitatore integrale e omogeneo lungo tutto il perimetro di mostra.

Paolo Borgio non viene dalla nautica, ma, per la sua professione, incrocia molti altri mondi industriali. Non possiamo non chiedergli che idea si è fatto delle barche. «Dopo l’abbuffata, con i numeri sempre positivi durati fino al 2009, la nautica ha dovuto un po’ imparare a guardare più lontano del suo ambito. E in questo senso il legame con Fiera Milano per la nostra natura generalista, può essere virtuoso».

Ma, visto dall’esterno, appare come un sistema maturo? «Da un lato un aspetto che lo caratterizza è che dal punto di vista dimensionale, di pezzi creati, è necessariamente un settore dai numeri contenuti. Poi, ma questo ci capita di notarlo un po’ in tutte le filiere merceologiche italiane, c’è poca interazione. I nomi, i volti, sono sempre gli stessi da tanti anni. E poi c’è una notevole somiglianza con il mondo del fashion, perché c’è molta competizione orizzontale, molto protagonismo. C’è talmente tanto di personale nel creare e vendere un grande yacht che poi si riflette sulla relazione con gli altri competitor, l’orgoglio di ciascuno è veramente molto». 

Se tutto andrà bene, se nei prossimi tre o quattro anni lo sviluppo di Versilia Yachting Rendez-Vous avverrà secondo i piani, a cosa mirate? «A quello che abbiamo sempre detto: trovare il nostro posto nel mercato in una posizione, per tipo e dimensioni di barche, che si può idealmente inserire nel mezzo tra il salone di Montecarlo e quello di Cannes». Viareggio è il luogo giusto? «Prima di tutto bisogna dire che le possibilità erano decisamente limitate. In Italia i luoghi con le infrastrutture necessarie per un evento del genere sono ben pochi. La scelta di Viareggio alla fine è stata da un lato naturale, dall’altro bisognerà capire se a lungo termine si dimostrerà anche una scelta “smart”».

Ce lo racconta meglio? «Naturale perché il distretto nautico della Versilia è il primo al mondo. Qui puoi incontrare un numero altissimo di produttori e terzisti. Fare queste grandi barche, in queste terre è la quotidianità, la normalità, per il resto del mondo rappresenta qualcosa di raro e affascinante. Non a caso gli artigiani che mettevano in mostra, in via Coppino, la loro manualità, sono stati apprezzatissimi. Viareggio è stata una scelta naturale anche perché Versilia è un brand forte da vendere all’estero, ha vicino luoghi come Forte dei Marmi e Pietrasanta e poi a due passi c’è tutta la Toscana, e quest’anno stamperemo anche una guida per orientare i visitatori verso le bellezze della zona. Le problematiche, a più lungo termine, possono emergere proprio perché questo distretto è così forte da poter apparire, soprattutto per gli operatori esteri, un po’ come una fortezza privata. È come se venissero a giocare in trasferta, in casa d’altri. E la presenza di grandi cantieri esteri è per noi fondamentale. Per fare un esempio, la più importante fiera di food al Mondo è ad Anuga, in Germania, in territorio neutro, in un paese che, in quel campo, non è visto come reale competitor».

(Versilia Yachting Rendez-Vous, l’anno della verità – Marzo 2018)

 

 

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