Lo stato dell’industria nautica                Lo stato dell’industria nautica               
All’ultimo Versilia Yachting Rendez-Vous di Viareggio si è discusso di Leasing, Brexit, Cantieristica, Sted e nuovo Codice durante gli Stati Generali dell’Industria Nautica di Mariateresa... Lo stato dell’industria nautica               

All’ultimo Versilia Yachting Rendez-Vous di Viareggio si è discusso di Leasing, Brexit, Cantieristica, Sted e nuovo Codice durante gli Stati Generali dell’Industria Nautica

di Mariateresa Campolongo – foto Andrea Muscatello

IL VYR NON È SOLO UN APPUNTAMENTO NAUTICO dove poter osservare le ultime novità del settore, ma è anche un momento di confronto e di scambio di idee. In questa terza edizione, i diversi convegni, conferenze e tavole rotonde intelligenti e con relatori di alto livello, organizzati da Nautica Italiana e Fiera Milano, hanno forse lasciato più il segno rispetto le barche esposte dai diversi cantieri, molte già viste nei saloni di fine estate.

Questi incontri suscitano attenzione, curiosità e partecipazione proprio perché toccano le diverse tematiche connesse al settore nautico e aprono dibattiti interessanti ad ampio raggio, come nel convegno Stati generali dell’Industria Nautica: Leasing, Brexit, Cantieristica, Sted e nuovo Codice moderato dall’Ing. Lorenzo Pollicardo.

Come ricordato da Matteo Italo Ratti, Vice Presidente di Nautica Italiana, questo è il terzo tavolo organizzato dall’Associazione negli ultimi dodici mesi e l’intento è stato quello di focalizzarsi sulle criticità a tutto tondo del settore perché – ricordiamoci – l’industria nautica cresce se migliora la totalità di quanto ad essa connesso.

L’intervento dell’Avvocato Andrea Berlingieri ha portato l’attenzione al tema socialmente importante della sicurezza sul lavoro nella cantieristica da diporto. Il relatore ha esposto come tutta questa complessa struttura in Italia è oggi regolamentata da due disposizioni, ovvero il testo unico 81/2008 e il d.lgs. 272/1999, pensato per attività commerciali, ma applicato anche nel diporto.

L’Avvocato Berlingieri ha più volte sottolineato la necessità di un coordinamento della sicurezza nei cantieri, poiché oggi abbiamo questi due testi normativi che disciplinano spesso situazioni simili in maniera diversa. Il tema di coordinare queste due normative è anche quello di individuare quali sono le figure chiave in materia di sicurezza: da una parte abbiamo il datore di lavoro e dall’altra il lavoratore, a cui però vengono date definizioni diverse con la consequenziale difficoltà ad applicare le norme. Parlando di cantieristica e di mondo del lavoro, l’avvocato Roberta Caragnano ha fatto un intervento sui temi di occupazione e occupabilità, argomento certamente di grande interesse visto il numero notevole delle persone impiegate in questo settore.

Caragnano ha parlato dell’importanza di ragionare sul rapporto di contratto collettivo nazionale e profili professionali, anche perché in questo settore è forte l’impatto delle teorie cosiddette intersettoriali. Secondo la relatrice ci sono vari aspetti che devono essere valorizzati: al momento non esiste un contratto collettivo del settore della nautica da diporto, questo perché la materia è stata disciplinata solo nel 2017 e tuttora si vede questo settore come ancillare rispetto altri. Il primo passaggio è di dare un grande contenitore nel quale inserire i vari profili professionali, portando all’interno anche figure transfrontaliere, e di ragionare sugli inquadramenti delle figure. Dove occorre, si devono cucire sartorialmente le varie figure professionali di un settore che può vantare una grande qualità e specificità.

Marco D’Agliano ha affrontato un tema molto attuale, ovvero lo S.Te.D. (Sportello Telematico del Diportista). Con il d.lgs. n.229 del 2017 si è approvata la revisione ed integrazione del d.lgs. n.171 del 2005; una novitàfondamentale è stata lo S.Te.D., strumento con cui ogni diportista potrà risolvere le incombenze burocratiche in maniera semplice. A che punto siamo in questo processo? Domanda troppo difficile per una risposta puntuale, il pensiero del relatore è che è inutile essere valutati come eccellenza se poi non si riesce a mettere in campo norme che la sostengono, rimane la speranza che queste riforme inizino davvero a sostenere il comparto nautico, prima che sia troppo tardi.

L’avvocato Luigi Bertoli ha chiarito le due principali possibili implicazioni della Brexit. La prima è relativa ai contratti che sono stati già firmati e soggetti a giurisdizione inglese e che potrebbero creare, in caso di conflitto tra le parti, enormi problemi. Il secondo aspetto è quello dell’IVA: le barche da diporto con bandiera inglese non saranno più vidimate poiché l’imposta sarà pagata a tutti gli effetti in UK e questo potrà creare conseguenti problemi. Nicola Galleani ha affrontato il tema del leasing, dove la situazione oggi è evoluta in maniera abbastanza negativa. Si sta cercando di individuare quella che potrebbe essere una soluzione valutando cosa mettono in campo gli altri paesi, osservando la situazione maltese e cosa viene accettato dalla commissione europea per poter suggerire in un futuro incontro con l’Agenzia delle Entrate un eventuale intervento sulla stessa scia.

Per capire come tutte queste logiche, molto articolate, esposte dai diversi relatori vengono recepite, ci sono stati due interventi finali da parte di operatori del settore. L’avvocato Antonio Bufalari, di Marinedi, ha aggiunto che tutti i temi presentati sono rappresentati dall’infrastruttura portuale, soprattutto la problematica legata alla qualificazione professionale e il poter dare norme certe ad operatori che si impegnano per portare questo settore a livelli di eccellenza. Giorgio Casareto, direttore del Marina di Varazze, ha infine posto l’attenzione sui porti turistici, sottolineando che queste strutture non sono solo delle realtà ricettive, ma anche luoghi che proteggono il litorale. Senza certezze sul futuro nessun imprenditore rischia investimenti; i porti, in contenzioso con lo Stato da dodici anni, sono nati con un certo bilanciamento economico che oggi è sbilanciato dalle imposte con conseguenti ricadute per tutto il territorio.

(Lo stato dell’industria nautica – Barchemagazie.com – Luglio 2019)

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