Veneta Marina Racing

Varie 1 gennaio 2009

Spettabile Redazione, mi permetto di scrivere dopo aver letto l’ultimo numero di novembre del vostro bellissimo giornale Barche. Purtroppo sono rimasto, ancora una volta,...

Spettabile Redazione, mi permetto di scrivere dopo aver letto l’ultimo numero di novembre del vostro bellissimo giornale Barche. Purtroppo sono rimasto, ancora una volta, molto deluso dall’articolo che tratta del Campionato mondiale di P1 scritto da Andrea Dini. Una volta di più vi siete completamente dimenticati del nostro team Veneta Marina Racing. Una dimenticanza ingiustificata, visto che siamo, con l’imbarcazione Gfn-Gibellato 60, il miglior team italiano nella categoria più prestigiosa, la Evolution. Dopo aver vinto il Campionato italiano e aver conquistato la piazza d’onore al Mondiale, guardando l’articolo “incriminato”, non si vede, fra moltissime foto, neanche l’ombra della nostra imbarcazione e il mio nome è scritto due volte e anche sbagliato! Tra l’altro, dopo un incontro al Salone di Cannes, Silvia Montagna mi aveva assicurato che le cose sarebbero cambiate. L’unico cambiamento è stato che ho incontrato il signor Dini a Vigo, in Spagna, e davanti al mio team manager mi ha detto le testuali parole: «Visto che avete fatto i furbi (non capisco a cosa si riferiva!) vorrà dire che le cose continueranno così!». Evidentemente, a differenza di voi, il signor Dini le promesse è in grado di mantenerle. Detto questo, non capisco veramente la vostra strategia, visto che parte dei miei sponsor, come vedrà a lato di questo foglio, sono anche vostri inserzionisti.  Negli articoli riguardanti la P1, c’è sempre uno strapotere, nella mia categoria, degli scafi Kiton e Fantastic 1 arrivati rispettivamente terzi e quinti al mondiale. Tutto questo è, a dir poco, curioso. L’unica cosa che riesco a pensare è che qualcuno paghi al signor Dini una “tangente” – ovvio che la mia è solo una supposizione, però… Questo scontenta molto i miei e… vostri sponsor che non capiscono la ragione di tutto ciò, visto che i risultati ci sono. In Classe 1 c’è lo stesso problema: sono di gran lunga il migliore degli italiani, ma sono appena citato come barca di contorno. Certo, noi italiani non siamo mai generosi di spazi per i nostri equipaggi, ma a questo punto sfioriamo il ridicolo. Concludendo mi auguro, insieme ai miei sponsor, di avere, in futuro, in considerazione dei miei risultati e proporzionalmente con essi, un maggiore spazio nella vostra rivista. Ringrazio fin d’ora per l’attenzione e porgo i più cordiali saluti. Giampaolo Montavoci Egregio signor Montavoci, anche se la sua lettera è indirizzata alla nostra caposervizio, la dottoressa Silvia Montagna, ritengo sia più corretta una mia risposta come responsabile della rivista. Il suo sfogo è giustificato solo dalla passione che un pilota mette nel fare il suo sport preferito. Purtroppo le sue affermazioni non hanno alcun riscontro nella realtà. Andrea Dini è un giornalista correttissimo che non influenza in alcun modo la scelta delle immagini da pubblicare, che viene fatta da me personalmente sulla base assolutamente arbitraria del mio gusto estetico; evidentemente non abbiamo mai avuto immagini sufficientemente spettacolari delle sue barche. Le accuse che fa al signor Dini sono molto gravi e la invito a provare ciò che dice. Sono gravi e risibili, segno che lei non conosce molto bene il mondo dei giornali. Probabilmente lei è abituato a questi tipi di comportamenti tanto da fare una velata minaccia di farmi togliere la pubblicità dei suoi sponsor che sono miei inserzionisti. Un modo decisamente sbagliato per costringermi a pubblicare le immagini delle sue barche. Mi permetto io di farle una richiesta per amor di verità: renda pubblico il conto economico del suo team con i relativi costi e ricavi di sponsorizzazioni, sono sicuro che ci sarebbe di che stupirsi. Franco Michienzi Direttore responsabile