Veem Gyro, arrivano i piccoli Veem Gyro, arrivano i piccoli
Davanti a San Marco, a Venezia, con le onde al traverso di vaporetti, traghetti e navi, abbiamo testato l’efficienza del più piccolo giroscopico di Veem... Veem Gyro, arrivano i piccoli

Davanti a San Marco, a Venezia, con le onde al traverso di vaporetti, traghetti e navi, abbiamo testato l’efficienza del più piccolo giroscopico di Veem Gyro. VG120 è stato progettato per imbarcazioni da 50 a 130 tonnellate di peso

by Niccolò Volpati – photo by Andrea Muscatello

 Tutti sanno cosa sono e a cosa servono. La stabilizzazione è un settore in crescita esponenziale. Possono sembrare accessori piuttosto costosi, ma il comfort che assicurano è impagabile e il calcolo di questo prezioso strumento va fatto in base al costo dell’imbarcazione. Per stabilizzare si spende dal 5 al 10% del valore complessivo della barca, ma eliminare o ridurre quasi del tutto il rollio non è poca cosa.

veem GyroSarà per questo che praticamente tutte le barche nuove che escono dai cantieri ne montano almeno uno. E sono tanti gli armatori che decidono di installarlo a bordo anche se la barca non è nuova. Gli stabilizzatori hanno avuto un vero e proprio boom. È successo perché sono molto efficienti, perché chi li ha provati non ha intenzione di rinunciarvi per niente al mondo e perché la richiesta è davvero diffusa. Me ne sono accorto pochi anni fa, passeggiando tra gli stand del Mets di Amsterdam.

C’erano stabilizzatori ovunque, di tutte le forme e dimensioni. Ma vidi anche qualcosa di completamente diverso e cioè i Veem Gyro. Si trattava di enormi stabilizzatori giroscopici, pensati per barche molto grandi. Recentemente, a Venezia, a due passi dal campanile di San Marco, ho avuto mezza giornata di tempo per testare l’efficacia del modello più piccolo di Veem: il VG120.

L’azienda australiana, dopo aver prodotto giroscopici di enormi dimensioni, dato che nessuno vuol più rollare, né in rada, né in navigazione, ha ampliato la gamma “verso il basso”. Grazie a Saim che importa Veem Gyro in Italia, ho potuto farmi un’idea dell’efficacia di questo prodotto. La barca della prova era un Viking 64 Open Convertible, un fisherman di 19 metri di lunghezza e il VG120 era stato montato in refitting. Quale miglior occasione per verificarne l’efficacia?

Era uno solo e addirittura smorzato nel numero dei giri perché, al posto dei nominali 4.000 al minuto, qui è stato impostato per un massimo di 2.500 giri/minuto. Gli installatori di Veem si sono accorti che 2.500 erano più che sufficienti. Meno giri, meno consumo elettrico, meno sforzi sulla struttura della carena e in sentina.

Nonostante fossimo nella condizione peggiore, ovvero a Zero Speed in mezzo al Canal Grande con navi, vaporetti, traghetti, chiatte e chi più ne ha, più ne metta, il Viking è sempre stato ben piantato sull’acqua.

Bastava mettere il giroscopico in standby per notare la differenza. Il rollio era forte e fastidioso, mentre con lo stabilizzatore in funzione era praticamente impercettibile. E la stessa buona sensazione l’ho provata con la barca in navigazione. Ottimo anche il lavoro che è stato fatto per l’insonorizzazione. Nonostante fosse privo di carter per consentire a noi di vedere come funziona, il fonometro ha registrato solo 66 dbA. Poco, anzi pochissimo. Praticamente la stessa rumorosità che una barca a motore fa al minimo dei giri.

La punta massima di assorbimento è stata 7,5 kWe a regime ne bastavano solo 3,3. Anche questo è un valore molto basso. Ma non finisce qui. I vantaggi sono anche quelli di una grande possibilità di customizzazione, per esempio nei giri. Se ci si trova in rada e l’onda non è molta, infatti, perché far andare il giroscopico alla massima velocità? Così si consuma più energia. Meglio ridurre i giri, dato che i 700 kg di massa in movimento sono sufficienti per stabilizzare, così servono meno chilowatt per farlo funzionare.

veem Gyro

Confrontandomi con i tecnici di Veem Italia che erano presenti durante la prova, ho scoperto altre caratteristiche interessanti di questi giroscopici. Innanzi tutto la qualità e quantità dei sensori che sono due tipi diversi di accelerometro che servono per rilevare la posizione e le vibrazioni. Gli accelerometri passano le informazioni a un software che le elabora e quasi istantaneamente, dice al giroscopico cosa deve fare. Non c’è quindi solo una grande palla di ferro che gira molto veloce, ma anche l’elettronica. Il connubio di questi due elementi è la stabilizzazione quasi perfetta.

Un altro aspetto molto importante è la manutenzione. Presumo che un armatore o un comandante si chiedano quando la devo fare? Come la devo fare? E anche, quanta usura c’è, visto che 700 kg che viaggiano a 4.000 giri/minuto, non sono uno scherzo. Per rispondere a tutti questi dubbi, l’azienda australiana ha realizzato dei cuscinetti immersi in un bagno d’olio.

In questo modo lavorano a basse temperature, cioè a 35° C e se la temperatura è bassa, sono meno sollecitati e si riduce anche l’usura. Inoltre, il bagno d’olio garantisce che siano sempre lubrificati e, non a caso, sono garantiti per 16.000 ore. Hai voglia a prendere onde e a rollare per 16.000 ore. E anche quando si raggiungono le 16.000 di moto, per la manutenzione non serve sbarcare nulla, perché è stato studiato un sistema che permette di sollevare il giroscopico in modo da intervenire sui cuscinetti sottostanti.

Veem Gyro – VG120
Coppia di stabilizzazione  120 KiloNewton • dimensioni 163x156x115 cm • consumo  12 kW• regime di rotazione  4.800 giri/minuto • peso complessivo 2.650 kg di cui 700 kgdi parti in movimento • ideale per imbarcazioni da 21 a 35 metri di lunghezza o da 50 a 130 tonnellate di dislocamento – Prezzo 215.000€

Veem Ltd
22 Baile Rd, Canning Vale
Western Australia 6155
www. veemgyro.com

Dealer
Saim Spa
Via E. Fermi, 19
I-20090 Buccinasco (MI)
02 48853.1
[email protected]
www.saim-group.com

(Veem Gyro, arrivano i piccoli – Barchemagazine.com – Ottobre 2018)

 

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