Un modello vincente, l’editoriale di Franco Michienzi Un modello vincente, l’editoriale di Franco Michienzi
Il salone del Mobile di Milano è indubbiamente un modello da studiare per capirne il successo. L’industria nautica italiana, leader nel mondo come il... Un modello vincente, l’editoriale di Franco Michienzi

Il salone del Mobile di Milano è indubbiamente un modello da studiare per capirne il successo. L’industria nautica italiana, leader nel mondo come il settore del legno e arredo, potrebbe farsi ispirare per replicarne i punti di forza

di Francesco Michienzi

Il grande successo del Salone del Mobile di Milano è il frutto di un lavoro che trova le sue origini negli anni 2000 quando gli industriali italiani decisero, con una buona dose di coraggio, che non avrebbero portato più i nuovi prodotti a Colonia, sede della fiera leader di allora, ma li avrebbero riservati per la vetrina di Milano.

La loro speranza era di riuscire un giorno a scalzare dal primo posto la manifestazione tedesca. Forse pochi allora ci avrebbero scommesso, ma è andata esattamente così. È accaduto che attorno a un consistente gruppo di aziende leader, capaci di fare squadra, è nata, e si è sviluppata, un’esperienza tra le più lusinghiere del capitalismo italiano.

I visitatori di questa edizione sono stati quasi 400 mila, di questi circa due terzi stranieri. Quello di Milano è un evento a cui i migliori architetti e designer del pianeta non possono mancare. Naturalmente ogni riferimento a quanto succede nell’industria nautica italiana non è puramente casuale.

Come nel settore dei mobili, l’Italia è leader nel mondo per la costruzione di navi da diporto, con una quota del 40 per cento del portafoglio ordini mondiale, ed è seconda in termini assoluti dopo gli Stati Uniti. Per quale ragione gli imprenditori della nautica del nostro paese non potrebbero fare ciò che i mobilieri hanno fatto nel 2000 quando decisero di presentare le loro novità a Milano anziché a Colonia?

Oramai tutte le premiere della nautica si fanno nei boat show esteri o in eventi privati. Ognuno ha le sue valide ragioni per perseguire questo tipo di scelte, ma io credo che con un poco di coraggio e collaborazione ci si potrebbe riappropriare di quella centralità che l’Italia ha perso.

Non è questa la sede per analizzare le ragioni di questa mancata collaborazione tra le aziende nautiche italiane, ma credo che una riflessione su cosa debba essere l’industria nautica del nostro paese nel futuro andrebbe fatta senza pregiudizi.

Parlare di futuro in Italia significa affrontare una resistenza ancestrale nei confronti di una prospettiva di lungo termine e, quindi, di una possibilità stessa di una visione strategica.

Nella tradizione italiana riconosciamo infatti una cultura vitale che si esprime tutta nel presente e che, in modo spontaneo e inconsapevole, ha mescolato l’insegnamento stoico con quello epicureo.

In questo mese di Giugno ci saranno le elezioni del nuovo presidente di Ucina. I candidati sono tre: Andrea Razeto, vice presidente di Ucina e presidente dell’International Council of Marine Industry Associations, Piero Formenti, vice presidente di Ucina e presidente dell’European Boating Industry, e Saverio Cecchi, presidente dimissionario dei probiviri Ucina, in corsa come membro del cda Gruppo Fipa.

Tutte persone di valore che hanno dichiarato di avere come primo punto del loro programma la riunificazione di tutte le anime dell’industria nautica italiana. Spero proprio che ciò avvenga senza indugi per poter competere in un mercato globale sempre più complesso. Oggi più che mai c’è bisogno di mettere in campo una visione che superi quella dimensione di precarietà permanente che porta anche a una mancanza di rigore nel rispettare il senso etico del proprio lavoro.

Come italiani siamo specialisti nel produrre una serie di scappatoie, stratagemmi, strategie che stimolano l’intelligenza e la capacità di leggere un contesto o una situazione, ma rendono difficile la gestione collettiva di una qualsivoglia idea di futuro.

La storia dei tre candidati dice che sono le persone giuste per affrontare questa sfida e noi abbiamo fiducia che l’affronteranno con passione ed energia.

(Un modello vincente – Barchemagazine.com – Giugno 2019)