La prima volta di Eleva Yachts. The Fifty: il trucco c’è, ma non si vede. La prima volta di Eleva Yachts. The Fifty: il trucco c’è, ma non si vede.
Cammino lungo il passavanti per raggiungere la prua. Poco dopo metà barca sono disorientato, perché sto camminando in salita. Mi sento come quando sei... La prima volta di Eleva Yachts. The Fifty: il trucco c’è, ma non si vede.

Cammino lungo il passavanti per raggiungere la prua. Poco dopo metà barca sono disorientato, perché sto camminando in salita. Mi sento come quando sei un po’ brillo che non riesci a camminare molto stabilmente. È una sensazione che si percepisce appena. L’alcol non c’entra (questa volta). È la famosa “sheer line” disegnata da Giovanni Ceccarelli.

di Niccolò Volpati

L’avevo già vista in cantiere a Fano, quando The Fifty era ancora in costruzione. L’idea mi era piaciuta già allora e adesso che la vedo “dal vivo” l’apprezzo ancora di più. Il teak contribuisce a mascherare gli sbalzi di altezza tra prua e poppa, la sheer line c’è, ma non si vede quasi. A cosa serve? A guadagnare abitabilità a prua senza dover realizzare una tuga che assomigli a un grattacielo. I volumi sono notevoli, basta entrare nella cabina armatoriale a prua per rendersene conto. I puristi della vela storceranno il naso, ma sono pronto a scommettere che tra qualche anno vedremo sheer line in abbondanza.

Sottocoperta, i volumi sono generosi non solo per l’altezza nella zona di prua. La dinette mi sembra davvero ben riuscita. La barca è larga perché il baglio supera i quattro metri, la sensazione però, stando seduti nel quadrato, è quella di essere “a bordo di uno scafo di dimensioni maggiori“. Lo so che è forse la frase più abusata che si possa immaginare nella descrizione di una barca, ma questa volta è proprio azzeccata. Merito anche di alcuni piccoli accorgimenti “visivi”. Dietro gli schienali dei divanetti, per esempio, non c’è subito la paratia, ma altro spazio, così si percepisce un volume maggiore rispetto a quello che è veramente.The fifty Eleva Yachts

Altra cosa che mi ha colpito è la pulizia della coperta. Più che flush, direi che qui siamo in presenza di un “superflush”. All’inizio, appena salito a bordo, ho avuto l’impressione che l’attrezzatura di coperta non ci fosse nemmeno. Capita ai saloni nautici. Quando il cantiere arriva last minute a esporre, è possibile che rinunci a scotte, drizze e bozzelli. Non è questo il caso di The Fifty. C’è tutto quello che serve, solo che è nascosto ed è nascosto bene. I carrelli delle genoa sono sulla tuga, ma sono incassati, così i passavanti sono completamente sgombri e anche la tuga è pulita.

Il trasto di randa è sotto il piano di calpestio in pozzetto. Normalmente è una soluzione che mi lascia perplesso. Mi è capitato di navigare in crociera su una barca con il trasto incassato sotto il piano di calpestio e in pochi giorni c’era finito dentro di tutto: dai tappi delle birre ai ciucci di mia figlia. Dopo una settimana era diventata un’impresa perfino provare a spostare il carrello della randa. Il trasto di The Fifty, invece, s’ispeziona molto facilmente. A pochi centimetri, sul piano di calpestio, c’è un portello che permette di raggiungere con facilità il carrello della randa.

The fifty Eleva YachtsQuesto è il secondo incontro con The Fifty. Il primo è stato un paio di mesi fa in cantiere. In entrambe le occasioni, la barca ci ha convinto. Rimangono solo da testare le prestazioni. La curiosità sarà presto soddisfatta, ma sono pronto a scommettere che non deluderà nemmeno sotto quell’aspetto. Il curriculm di Giovanni Ceccarelli è una garanzia più che sufficiente.

The Fifty – Scheda tecnica 

Costruttore
Eleva Yachts, Carbon Line
Via Papiria 63, 61032 Fano (PU)
tel +39 07211542160,
www.elevayachts.it

Progetto
Giovanni Ceccarelli

Misure principali
– lunghezza fuori tutto 16,50 m
– larghezza 4,86 m
– dislocamento 10.500 kg
– zavorra 3.000 kg
– serbatoio acqua 510 litri
– serbatoio carburante 270 litri
– superficie velica 154 mqThe fifty Eleva Yachts

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