Un nuovo brand per una barca a vela, tutta italiana. Il merito di questo debutto va diviso al cinquanta per cento con il mondo... The FIFTY di Eleva Yachts, un fast cruiser diverso dagli altri

The Fifty è la primogenita di un nuovo brand per una barca a vela, tutta italiana. Il merito di questo debutto va diviso al cinquanta per cento con il mondo del motore

di Niccolò Volpati

The Fifty è una barca a vela di 16,50 metri di lunghezza fuori tutto. L’ha disegnata Giovanni Ceccarelli e l’ha fatta per essere veloce e, al tempo stesso, facile da condurre. Il brand che l’ha creata si chiama Eleva Yachts. In che senso un brand? La storia che porta alla nascita di The Fifty, paradossalmente, inizia nel mondo del motore.

Nel 2012 due soci di nome Samuele Poli e Michele Pierleoni, fondano Carbon Line, un cantiere che prende sede a Fano in quelli che erano gli stabilimenti Benetti. Iniziano a lavorare come terzisti per Azimut e Benetti. Devono essere proprio bravi perché nel giro di poco tempo arriva anche il gruppo Ferretti.

Il fatturato cresce a vista d’occhio: nel 2012 è solo 150 mila Euro, poi 1,5 milioni l’anno successivo, 6 nel 2014, 9 nel 2015, fino ai 19 milioni di fatturato con il quale prevedono di chiudere il 2017. I dipendenti diretti sono 170 e 130 sono le maestranze esterne.

«Le richieste come terzisti nel motore sono sempre in crescita, per questo abbiamo delle solide basi per investire nel progetto Eleva Yachts», spiega Michele Pierleoni. Il progetto è serio e poggia su solide basi proprio perché può contare su una realtà come Carbon Line. Non a caso non hanno intenzione di fermarsi a The Fifty.

Dopo The Fifty il prossimo potrebbe essere “The Sixty” o comunque qualcosa di più grande, ma ogni cosa a suo tempo. «Quando abbiamo visto il disegno di Giovanni Ceccarelli ce ne siamo subito innamorati», ammette Samuele Poli.

 «È un progetto che volevo realizzare già da qualche anno, ora ho trovato un cantiere che ha le carte in regola per farlo», racconta Giovanni Ceccarelli. Oltre alla prova che vedete in video abbiamo potuto fare una visita guidata nel cantiere dove è in costruzione la barca. La guida era d’eccezione perché, oltre ai due titolarti di Carbon Yachts, a spiegarci le scelte progettuali è stato lo stesso Giovanni Ceccarelli. La qualità costruttiva è molto alta.

Lo scafo è tutto in infusione e la coperta in carbonio. L’intenzione è quella di posizionarsi allo stesso livello degli standard più elevati dei cantieri di barche a vela italiani. L’obiettivo, ambizioso, ma comunque dichiarato, è quello di offrire una qualità possibilmente maggiore dei competitor, ma allo stesso prezzo.

Le linee di The Fifty sono pulite ed essenziali, lo si capisce già da questa fase della costruzione. E quello che balza agli occhi è la sheer line, la curva della coperta.

Non è tutta sullo stesso livello, ma all’altezza dell’albero appare quasi spezzata. Assomiglia a quella di un fisherman, con la poppa più bassa e la prua più alta rispetto alla linea di galleggiamento.

Oltre a distinguersi dalle altre barche a vela, l’utilità di una sheer line di questo tipo, è quella di guadagnare abitabilità a prua senza dover ingigantire la tuga. Linee sportive, quindi, come è richiesto da un fast cruiser, senza sovrastrutture appesantite. Lo stile di Ceccarelli è quello del design al servizio della funzionalità. Lo è sempre stato. Lo si nota anche nella parte di prua dello scafo. C’è un piccolo spigolo, ma non è pronunciato come quelli che abbiamo visto negli anni passati.

Qui lo spigolo non è né una moda, né un modo per aumentare i volumi della cabina di prua. Serve per spezzare l’onda e garantire alla coperta di essere il più asciutta possibile.

www.elevayachts.it

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