Team Italia, integrazione totale Team Italia, integrazione totale
Come ci hanno spiegato gli esperti di Team Italia si fa presto a dire integrazione, ma cosa succede sulla plancia di un megayacht che... Team Italia, integrazione totale

Come ci hanno spiegato gli esperti di Team Italia si fa presto a dire integrazione, ma cosa succede sulla plancia di un megayacht che ha strumenti di produttori diversi che rispondono alle normative internazionali per le navi commerciali?

di Niccolò Volpati

Più le barche sono grandi, più sono custom. E lo sono anche le plance e gli strumenti elettronici che ospitano. Si potrebbe pensare che far dialogare gli apparati di un mega o giga yacht sia più facile rispetto a realizzare l’integrazione a bordo di un’imbarcazione da diporto fino a 24 metri di lunghezza. E invece, spesso, non è così. Nella maggior parte dei casi, per le navi da diporto o commerciali, quando si parla d’integrazione si pensa a prodotti della stessa marca. Ma cosa succede se si vuol far dialogare strumenti realizzati da produttori diversi?

Daniele Ceccanti Team Italia b

Daniele Ceccanti

«C’è la normativa IMO, ma non è obbligatoria», spiega Daniele Ceccanti di Team Italia. Quella che interessa si chiama IBS (Integration Bridge System) poco popolare anche perché è molto restrittiva. Interviene perfino nella parte estetica di una plancia perché dice come e quanto devono essere inclinati i display.

Team Italia realizza delle vere e proprie plance custom che integrano tutti gli impianti di bordo e tutti gli strumenti di navigazione, facendo dialogare anche le pompe del timone o le pinne stabilizzatrici. Insomma, tutto quello che si può comandare e monitorare dalla plancia.

«Noi facciamo integrazione a 360°, prosegue Ceccanti, e la difficoltà è che lo facciamo anche con strumenti di aziende diverse». Per riuscirci hanno una stretta collaborazione con i fornitori. Tanto stretta da ottenere i protocolli di comunicazione degli apparati elettronici. In questo modo, non intervengono brutalmente su un apparato, magari aprendolo e inserendo un cavo per comunicare con gli altri.

Lo fanno in modo “nativo”, nel senso che lasciano assolutamente intatto lo strumento, ma conoscono le parole chiave per metterlo in comunicazione con tutti gli altri. Questa caratteristica è molto importante, anche per la sicurezza.

Team Italia

Gli strumenti, infatti, continuano a essere garantiti dal fornitore e Team Italia si limita a realizzare una struttura di integrazione. Poi è, ovviamente, in grado anche di offrire dei prodotti che interpretino al meglio questa integrazione, ma è a discrezione dell’armatore, del surveyor e del comandante. Se un comandante vuole un particolare tipo di radar perché si trova bene con quella marca, i sistemi custom di Team Italia sono in grado di soddisfarlo. L’azienda realizza il sistema e poi si scelgono le “macchine” che lo interpretano.

«Noi siamo per prima cosa esperti di software e programmatori, non venditori e installatori di apparati», afferma  sempre Daniele Ceccanti. I vantaggi sono notevoli. Spesso sulle plance dei megayacht ci viene detto che si può vedere il radar sul display di destra o di sinistra. Ogni comandante può personalizzare i maxi schermi che ha davanti. Non è detto che sia del tutto vero, nel senso che si sceglie solo dove “proiettare” la schermata del radar, ma poi c’è la tastiera dedicata per farlo funzionare.

La differenza con i sistemi di Team Italia è che c’è un’unica tastiera che comanda tutta la plancia. La filosofia è quella di avere tanti strumenti diversi, ma un unico strumento di comando.

Ci riescono proprio perché conoscono i protocolli e così non serve montare tante tastiere per far funzionare i numerosi strumenti che ci sono a bordo, perché ne basta una. È più facile, è più comoda, è più sicura ed è anche meglio dal punto di vista estetico, nel senso che l’architetto dell’armatore avrà più libertà di movimento nel disegnare la plancia del mega yacht.«Oggi è più facile di alcuni anni fa, spiega Ceccanti, perché le aziende hanno capito che l’integrazione è indispensabile e non ci si può accontentare di far dialogare strumenti della stessa marca».

(Team Italia, integrazione totale – Barchemagazine.com – Ottobre 2018)

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