Lo stucco di Boero, i segreti della sua applicazione Lo stucco di Boero, i segreti della sua applicazione
Prima di lasciare il cantiere e toccare l’acqua, uno yacht deve essere verniciato e, prima ancora, stuccato. Ci siamo fatti raccontare il procedimento da... Lo stucco di Boero, i segreti della sua applicazione

Prima di lasciare il cantiere e toccare l’acqua, uno yacht deve essere verniciato e, prima ancora, stuccato. Ci siamo fatti raccontare il procedimento da un testimone d’eccezione…

di Niccolò Volpati – foto Andrea Muscatello

Eccomi qui, finalmente tocca a me. Giacevo nell’imballo su un bancale da diverso tempo. Non ne potevo più. Sono impaziente. Poco fa ho incontrato il catalizzatore che mi ha detto che saremo applicati su un giga yacht di 72 metri del cantiere Tankoa.

Sono nato nello stabilimento Boero di Genova, i miei genitori lavorano al centro ricerca e sviluppo. Il viaggio è stato breve perché il cantiere ha sede a Sestri Ponente, in provincia di Genova. Le eccellenze della nautica e del Made in Italy a chilometro (quasi) zero.Boero Tankoa Stucco Barchemagazine

Mi hanno detto che è un vantaggio. I tecnici Boero, gli applicatori e il cantiere sono così vicini che è impossibile non sviluppare sinergie. Una volta ho conosciuto uno stucco di una grande azienda multinazionale. Mi ha detto che anche da loro si lavora sulle specifiche tecniche, proprio come facciamo noi.

La differenza è che i benefici si vedono magari dopo cinque anni. Per noi, invece, è tutto così vicino che è perfino possibile che le indicazioni di uno stuccatore vengano subito raccolte dal laboratorio Boero.

I prodotti nuovi così si possono perfezionare in tempi rapidi. E i tecnici dell’azienda sono presenti in cantiere molto spesso. È proprio un rapporto di collaborazione, si lavora gomito a gomito. La temperatura è compresa tra 18 e 20°C.

Ieri ascoltavo Gaetano Vella, il responsabile della Ve.Ga Yachts, che chiedeva di alzare il riscaldamento. Diceva che siamo pronti per iniziare la stuccatura. Saranno ben 25 gli stuccatori della Ve.Ga che lavoreranno contemporaneamente.

Ho sentito anche che pensano di metterci circa 18 mesi per stuccare tutta la barca. Volete sapere perché ci vogliono trBoero Tankoa Stucco Barchemagazinea i 18 e i 20°C?
Perché è la temperatura ideale per distenderci. Se è troppo freddo ci induriamo e perdiamo elasticità. L’elasticità è il mio pregio più importante. I miei genitori del centro ricerca e sviluppo ci hanno messo tanto a trovare la formula giusta con le resine epossidiche. Quando uno stucco è elastico è facile da applicare.

Il termostato del capannone di Tankoa è super tecnologico. È di quelli al laser per avere sempre sotto controllo la temperatura. Ho visto che ci sono ventole per l’aria calda e per l’aria fredda proprio per evitare sbalzi termici. E poi il lavoro deve essere fatto bene. Gaetano Vella sostiene che sono necessari almeno sei o sette anni per diventare un bravo stuccatore.

Si deve capire qual è la giusta quantità, come si tira la riga, come va schiacciato. Per mettere lo stucco ci vogliono cinque minuti, ma per imparare, cioè per capire se si sta facendo un buon lavoro, servono anni. Non ci sono robot, è tutto manuale. Noi stucchi andiamo applicati 5 mm alla volta, solo così si riesce a tirare linee dritte, ho sentito Gaetano che lo ripeteva ai ragazzi più giovani.

Ha raccontato loro anche di quella volta che sono intervenuti sul fly di carbonio di una barca. Quel cantiere aveva scelto il carbonio proprio per non appesantire la struttura. Le forme però erano tutte storte e la Ve.Ga è stata costretta, per raddrizzarle, ad applicare così tanto stucco che il fly è diventato più pesante di uno normale in vetroresina.

Bisogna essere dei bravi artigiani, ma anche il cantiere deve saper fare il suo lavoro. Qui da Tankoa sembra che sappiano il fatto loro. Un po’ di giorni fa c’era un signore che parlava con Gaetano Vella. Era Edoardo Ratto, general manager di Tankoa. Parlavano tra di loro per verificare che il sistema antipolvere fosse pronto. La polvere è la nostra principale nemica.

Se si attacca quando veniamo stesi noi o la vernice è un bel problema. Potrebbe capitare perfino che l’armatore contesti il lavoro e dica che non è stato fatto bene. Tutto lo yacht su cui verremo applicati è coperto da impalcature e teloni. Ci sono pompe di aspirazione del cantiere e altre della Ve.Ga Yachts.

Prima che inizino i lavori di stuccatura e verniciatura, tutto viene lavato con un prodotto a base acqua per evitare che la polvere circoli. Inoltre, ho sentito Gaetano Vella che spiegava ai suoi ragazzi che si devono cambiare tuta e scarpe molto spesso, come se fossero nella camera operatoria di un ospedale.

6 MESI DOPO
Sono finito sull’upper deck e da qui ho un ottimo punto di osservazione. I ragazzi della Ve.Ga Yachts sono molto esperti e procedono rapidamente, ma il lavoro è ancora lungo. Ho sentito dire che i litri di stucco necessari per questa barca sono 23.000! Il peso alla fine, solo dello stucco, dovrebbe essere di 15.000 kg.

Boero Tankoa Stucco Barchemagazine

Fabio Kelly, Stefania Pongiluppi, Gaetano Vella, Edoardo Ratto

È vero che lo yacht misura 72 metri, ma le superfici da stuccare sono ben 2300 m2. In questi mesi ho conosciuto un’altra persona che ho visto spesso qui in cantiere. Si chiama Fabio Kelly, è un consulente tecnico della Yachting Business Unit di Boero e veniva per collaborare con gli stuccatori, capire se il ciclo dello stucco stava procedendo nel modo giusto o se c’erano dei problemi.

Molte volte ha fatto delle prove di strappo. La prima che ha fatto era quando c’era ancora il primer. Volete sapere cos’è una prova di strappo? Si tratta di incollare dei nottolini di alluminio con una colla bicomponente epossidica. Dopo tre o quattro giorni, quando la colla si è ben indurita, si posiziona una macchinetta che serve per lo strappo. La macchinetta misura la pressione in Megapascal.

Fa un po’ male, ma serve per capire quanta resistenza ha il primer o lo stucco. È come se fosse una sorta di prova di carico, come quelle che ho visto fare sulle cime o sul sartiame delle barche a vela. Kelly la faceva fare già sul primer perché ha detto che quando il primer è ben incollato, poi viene bene anche il resto.

Dopo la stuccatura c’è la verniciatura e anche quella non è un’operazione veloce. Si deve dare il fondo ad alto spessore che poi viene stazzato. In seguito si dà il sottosmalto e anche questo viene stazzato. Dopo c’è una mano di pittura a perdere che viene carteggiata e, infine, la pittura definitiva. È un po’ più complicato che dipingere le pareti di casa.

In questi ultimi giorni sono tutti un po’ agitati perché dovrebbe arrivare il surveyor, che è una specie di super perito che controlla che i lavori procedano a regola d’arte, così come prevede il contratto tra cantiere e armatore.

SEI MESI E UNA SETTIMANA DOPO
Con il surveyor è andata bene, non ha avuto nulla da ridire. Ci sono rimasto di stucco, passatemi la battuta, perché ha fatto una prova di strappo, così come aveva già fatto tante altre volte Fabio Kelly di Boero. Quando il surveyor se ne è andato ho visto Kelly e Gaetano Vella più rilassati. Gaetano ha detto che il surveyor vuole tornare ancora molte altre volte, fino al controllo finale sulla verniciatura.

Raccontava di una volta che ha visto uno di questi con una macchina fotografica con un obbiettivo macro e una lampada da 5000 watt. Veniva, fotografava una piccola porzione di carena e poi controllava se c’era la polvere. Ogni decimetro quadrato sono ammessi solo cinque granellini di polvere, ma questo surveyor voleva misurare anche la dimensione dei granellini.

Alla fine ha stabilito che erano meno di 300 micron ciascuno e non ha più detto nulla. Ormai il lavoro corre sui binari giusti. Penso che finalmente toccherò l’acqua nei tempi previsti. Non vedo l’ora!

I numeri

  • 23.000 litri di stucco per un peso complessivo di 15.000 kg. 
  • 2300 m2 le superfici da stuccare 
  • 25 stuccatori hanno lavorato in contemporanea 
  • 8 gli addetti al lavoro contemporaneamente per la verniciatura
  • 7 sono gli anni necessari per diventare un bravo stuccatore. 
  • 5 granellini di polvere ogni decimetro quadrato è la quantità tollerata. 
  • 300 micron è la misura massima di ogni granellino 
  • Tra 18 e 20°C è la temperatura ideale per stuccare

 

 

 

 

  • Boero Tankoa Stucco
  • Boero Tankoa Stucco
  • apertura F32A7397 copy
  • Boero Tankoa