SCHIACCIATI DALL’INVIDIA   SCHIACCIATI DALL’INVIDIA  
Sentimento odioso che si è impossessato anche di chi lavora nella nautica. Invertiamo la rotta! Gli attacchi alle cosiddette élites nascondono il tentativo di... SCHIACCIATI DALL’INVIDIA  

Sentimento odioso che si è impossessato anche di chi lavora nella nautica. Invertiamo la rotta!

 by Francesco Michienzi

Vittorino Andreoli ha scritto un libro molto profondo intitolato La gioia di pensare. Una bella riflessione sul mondo di oggi. Ci sono spunti particolarmente interessanti, tra questi mi ha colpito il suo ragionamento su una caratteristica dell’uomo moderno sempre più diffusa: «L’invidia è uno dei sentimenti più disumani, indice di una totale mancanza di rispetto sociale, di un rifiuto stolto della gioia di stare insieme. L’invidioso guarda solo ciò che gli manca e quando lo vede in qualcun altro vorrebbe rubarglielo come se fosse un oggetto che si può sottrarre. Vorrebbe indossare su di sé quella capacità, che è invece frutto dell’impegno, o forse è un dono che viene da Dio oppure dal caso».

Il mondo nautico è semplicemente un pezzo di società dove questo sentimento è sempre più diffuso. Tra cantieri, che invece di mettere in campo progetti nuovi, idee e innovazioni, si limitano a denigrare i competitor diretti. Tra dealer, anche dello stesso brand, che si combattono senza esclusione di colpi. Tra saloni nautici che si confrontano con un mercato sempre più globale. Tra istituzioni che dovrebbero mettere in campo comuni strategie di sviluppo. Tra progettisti che dovrebbero semplicemente riconoscere il valore del lavoro dei loro colleghi. Tra giornalisti ed editori che, invece di lavorare per migliorare il loro prodotto, non perdono occasione per denigrare con affermazioni palesemente false chi lavora onestamente. Mi rendo conto che siamo nel campo dell’utopia, ma sognare un pochino rende la vita più gradevole. Anche Beppe Severgnini ha scritto che il successo altrui va ammirato e premiato, non deriso e offeso.

Gli attacchi alle cosiddette élites nascondono il tentativo di trascinare tutti verso il basso. L’invidia sta calando, come una nebbia fastidiosa, sulla nostra società: condiziona la vita pubblica, le relazioni di lavoro. Nicola Gardini ha fatto un bello studio sul tema: «L’invidia contemporanea è un tentativo di declassamento universale. Non il desiderio di innalzarci, bensì la speranza che gli altri precipitino. La nuova invidia è irritazione per il successo altrui, fastidio per la competenza, disprezzo per il merito e l’esperienza». L’aspirazione a una società migliore passa per l’emulazione, non per l’invidia. Nel nostro piccolo guardiamo con ammirazione alcuni magazine nautici stranieri. L’obiettivo è quello di diventare il punto di riferimento della nautica italiana nel mondo.


Crushed by envy 

This hateful sentiment has even taken possession of some people working in the yachting sector. Let’s change tack!

Vittorio Andreoli has written a very meaningful book called La Gioia di Pensare (The Joy of Thinking). A wonderful reflection on today’s world. It offers some particularly interesting points for reflection and I was struck by his reasoning on an increasingly widespread trait affecting people today: «Envy is one of the most inhuman sentiments, indicating a total lack of social respect and a foolish rejection of the joy of being together. Envious people only look at what they are missing and when they see it in others they want to steal it from them, as if it were an object that can be taken away. They would like to possess that ability, which is instead the result of hard work, or perhaps a gift of God or simply just coincidence».

The world of yachting is an area of society where this sentiment is becoming more widespread among boat builders, which, instead of developing new projects, ideas and innovations, are limiting themselves to denigrating their direct competitors; among dealers, even those working for the same brand, who fight one another with no holds barred; among yachting shows, which confront one another on an ever more global market; among institutions that ought to be working on shared development strategies; among designers, who simply ought to acknowledge the value of their colleagues’ work; among journalists and publishers who, instead of seeking to improve their product, miss no opportunity to denigrate honest workers with evidently false accusations. I realise that we are somewhat utopian, but a bit of daydreaming makes life more enjoyable. Beppe Severgnini has also written that the success of others should be admired and rewarded, not derided and insulted.

Attacks on so-called elites conceal an attempt to drag everybody down. Envy is descending, like an insidious mist, on our society: it affects public life and working relationships. Nicola Gardini has studied the issue in some depth: «Contemporary envy represents an attempt at universal downgrading. Not the desire to rise up, but the hope that others fall. The new envy entails irritation with the success of others, annoyance with ability, contempt for merit and experience». Aspirations for a better society require emulation, not envy. We can do our own little bit by admiring certain foreign yachting magazines. Our objective is to become the reference point for Italian yachting around the world.

(Settembre 2017)