Rob Doyle, disegnare barche? Una sfida continua Rob Doyle, disegnare barche? Una sfida continua
Rob Doyle è un designer con uno spirito creativo che trae la sua linfa vitale dall’amore per il mare che gli ha trasmesso suo... Rob Doyle, disegnare barche? Una sfida continua

Rob Doyle è un designer con uno spirito creativo che trae la sua linfa vitale dall’amore per il mare che gli ha trasmesso suo padre. Il suo studio di yacht design, architettura navale e ingegneria ha sede a Kinsale, in Irlanda

di Dario Schiavo foto di Daniel Forster

«Il colpo di fulmine con le barche è arrivato a 12 anni, ma è stata una telefonata che mi ha veramente cambiato la vita, avevo 26 anni». Così Rob Doyle, il delfino del designer di fama mondiale Ron Holland, si racconta in una piacevole chiacchierata in cui ci parla dell’inizio della sua carriera e ci spiega come è arrivato a condurre uno degli studi di design più affermati del panorama internazionale della nautica. Amicizia e collaborazione sono durate 20 anni, un lungo periodo durante il quale sono nati, dalle loro idee e dai loro disegni, alcuni tra gli yacht a vela e a motore più ammirati di sempre.

Tra questi il 110 piedi Blue Too Ketch, il suo primo superyacht, seguito dal 45 metri Motor Yacht Marco Polo, dal 64 metri Felicita West, dal 58 metri Ethereal, dal 78 metri M5 e dal 60 metri Perseus 3. «Quella telefonata mi ha trasformato in uno dei designer di superyacht più giovani al mondo. Ron mi ha insegnato a disegnare imbarcazioni belle e performanti, ma soprattutto a gestire interamente uno studio di progettazione. Lui mi ha insegnato anche la grande capacità di disegnare senza stress, ad ascoltare il cliente e ad adattare i miei progetti alle sue esigenze».

Quando era solo un bambino, suo padre ha cominciato a raccontargli delle sue regate nei mari della costa irlandese. «È divertente come tutto ritorni – sorride Rob – mio padre regatava proprio con una barca firmata Holland». E anche il giovane Rob ha gareggiato, per la prima volta, proprio contro una barca disegnata dal suo futuro mentore. Il giovane Doyle si laurea al Southampton Institute of Higher Education, che ora ha cambiato nome in Solent University. Svolge il suo primo lavoro da architetto navale con Rodger Martin, noto designer di barche a vela da regata di Newport.

Il lavoro di Doyle è una continua sfida: cercare, studiare e trovare le soluzioni migliori per mettere in acqua barche a vela e a motore con altissime prestazioni. Confessa che lo spirito con cui affronta le sue sfide nasce dal suo primo lavoro che ancora gli è rimasto nel cuore: un Quest 30 firmato proprio da Rodger Martin. «Quella è stata la prima volta che i miei disegni sono diventati realtà». Ma è sull’acqua, con le regate del circuito Maxi, che le sue conoscenze si consolidano. Un’esperienza che ha arricchito il suo lavoro e che non tutti i designer possono vantare di avere nel proprio curriculum. Alla soglia dei 26 anni Rob comincia a lavorare con Holland: «All’epoca – spiega – lo studio era composto solamente da me, Ron e la segretaria. Per me è stato un vero e proprio battesimo del fuoco».  Dal passato, al presente, al futuro, Rob fa una carrellata di lavori e di idee sia per le imbarcazioni a vela sia per quelle a motore.

Per quanto riguarda le barche a motore, tutti gli sforzi in termini di architettura navale si stanno concentrando sull’ottimizzazione del comfort di navigazione in tutte le condizioni del mare e sulle performance dell’imbarcazione. «Per quanto riguarda il design – spiega – gli sforzi maggiori sono concentrati sull’utilizzo dei materiali per concepire linee nuove ed accattivanti e su nuovi sistemi di propulsione che concedano grande flessibilità nel posizionamento della sala macchina. Per la vela, invece, tutto si concentra sulla creazione del maggior numero di volumi. Plasmiamo la forma dello scafo così da ottenere ambienti più spaziosi per gli ospiti e per i toys di bordo, mantenendo le caratteristiche di velocità per partecipare alle regate internazionali. Grazie all’utilizzo di nuovi materiali, stiamo studiando anche innovativi sistemi per garantire una completa sicurezza a bordo durante la navigazione a vela. Vogliamo concepire imbarcazioni con una coperta libera da equipaggiamenti e meccanismi così da permettere agli ospiti di godere in piena libertà dell’imbarcazione, senza alcun rischio o pericolo».

La nostra chiacchierata volge al termine e quando gli chiediamo di parlarci della sua famiglia, della sua vita, di quello che gli piace fare ci risponde come ci saremmo aspettati: «A me piace fare il mio lavoro. Non mi è mai capitato di svegliarmi angosciato dal pensiero di dover andare in ufficio. Il resto del tempo lo dedico interamente alla mia famiglia. Con mia moglie Emma e i miei tre figli Beau, Rio e Cash mi godo il mare, la barca a vela e tutta la natura che il posto in cui fortunatamente viviamo ci offre».


A never ending challenge

Rob Doyle is a designer with a creative soul, who draws his lifeblood from the love of the sea he got from his father. His yacht design, naval architecture and engineering

Studio is at Kinsale, in Ireland

«I fell in love with boats when I was 12 years old, but the life-changing phone call came when I was 26». This is what Rob Doyle, heir apparent to the world-famous designer Ron Holland, tells us during a pleasant chat about the start of his career, explaining how he ended up running one of the best established design firms on the world yachting scene. The two friends have worked together for twenty years, a long period that has seen their ideas and designs come to fruition in some of the most admired sailing and motor yachts of all time.

They include the 110ft Blue Too Ketch, his first superyacht, followed by the 45m Marco Polo motor yacht, the 64m Felicita West, the 58m Ethereal, the 78m M5 and the 60m Perseus 3. «That call transformed me into one of the world’s youngest superyacht designers. Ron not only taught me how to design beautiful, high-performance vessels, but above all how to run a design firm. He also taught me the great skill of stress-free design, listening to clients and adapting my designs to their requirements». When he was just a boy, his father told him stories about his races in the seas off the Irish coast. «It’s funny how everything comes around again», smiles Rob. «My father raced in a Holland boat». The young Rob also competed for the first time against a boat designed by his future mentor. Doyle went on to graduate from the Southampton Institute of Higher Education, which is now Solent University.

He got his first job as a naval architect with Rodger Martin, a famous raceboat designer based in Newport, Rhode Island. Doyle’s work is a constant challenge: seeking out, studying and finding the best solutions for launching top-performance sailing and motor yacht. He confesses that the spirit with which he takes on these challenges originates from his first job, which has stayed in his heart: a Quest 30
produced by Rodger Martin. «That was the first time I saw my designs become reality». However, it is on the water, with the regattas in the Maxi circuit, that his knowledge is really consolidated. This experience has enriched his work and is not something all designers can boast of having in their curriculum. Just as he turned 26, Rob started working with Holland: «At the time», he explains, «the firm was made up of just me, Ron and the secretary. It was a real baptism of fire for me».

From the past to the present and the future, Rob has produced and continues to come up with a series of projects and ideas for sailing and motor yachts. When it comes to motor yachts, he concentrates all his naval architecture efforts on optimising navigation comfort in all sea conditions and boat performance. «As regards the design», he explains, «most effort is focused on the use of materials to create innovative, eye-catching lines and new propulsion systems that permit great flexibility in engine room positioning. For sailing, on the other hand, everything is focused on creating more volume. We shape the hull so as to achieve more spacious environments for guests and on-board toys, while maintaining speed for participation in international regattas. Thanks to the use of new materials, we are also studying innovative systems able to guarantee complete on-board safety when sailing. We want to come up with vessels with a top deck free from equipment and mechanisms, so that guests can enjoy them in complete freedom, without any risks or danger».

Our chat comes to an end and when we ask him to tell us about his family, his life and what he likes doing, his reply is exactly what we would have expected: «I like doing my job. I’ve never woken up feeling anxious about having to go into the office. I devote all the rest of my time to my family. I enjoy the sea, my sailing yacht and the wonderful nature to be found in the place where I am lucky enough to live, in the company of my wife Emma and our three children Beau, Rio and Cash».

(Settembre 2017)

  • 41m 134 Performance Ketch -VsB
  • x 15
  • 2013 Rob Doyle Design Office
  • 90m 104 295ft Motor Yacht-E2

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