Riva 110 Dolcevita, questione di equilibrio Riva 110 Dolcevita, questione di equilibrio
Riva 110 Dolcevita: spazio, leggerezza, trasparenza e robustezza. Gli elementi ci sono tutti, ma contano anche le proporzioni. Non bastano gli ingredienti giusti, serve... Riva 110 Dolcevita, questione di equilibrio

Riva 110 Dolcevita: spazio, leggerezza, trasparenza e robustezza. Gli elementi ci sono tutti, ma contano anche le proporzioni. Non bastano gli ingredienti giusti, serve saperli amalgamare bene

di Niccolò Volpati – photo Alberto Cocchi

La “Dolce vita”, quella di Fellini, avrebbe dovuto avere un episodio con ambientazione nautica. Il regista, infatti, aveva previsto una scena con i motoscafi a Ischia, ma quell’episodio non fu mai girato perché troppo costoso. Fellini aveva già sforato il budget e si lasciò convincere dal produttore Angelo Rizzoli a desistere.

Riva 110 Dolcevita

L’opera di Officina Italiana Design e Ferretti Engineering, il Riva 110 Dolcevita, invece, ha molto a che fare con la nautica, ma non è comunque priva di riferimenti “felliniani”. È la nuova ammiraglia del cantiere con uno scafo di più di 33 metri di lunghezza.

I volumi degli interni, gli spazi in coperta e sul fly mi fanno tornare alla mente le forme giunoniche di Anita Ekberg. Anzi, forse sono così abbondanti che ricordano quelle della tabaccaia di Amarcord, sempre per rimanere in ambito “felliniano”. Il lavoro di Mauro Micheli e Sergio Beretta, di Officina Italiana Design, non si apprezza solo per i volumi che hanno saputo mettere a disposizione.

Riva 110 Dolcevita

La prima cosa che colpisce è l’incredibile finestratura che avvolge per intero il salone sul ponte principale. Colpisce quando la si guarda dall’esterno e, ancor di più, quando ci sono trova all’interno e si osserva il mare intorno. È una scelta diffusa.

La maggior parte delle barche prodotte negli ultimi anni si caratterizzano per enormi vetrate intorno alla dinette. Ma questa volta il risultato è particolare. Non saprei dire esattamente perché. Forse è l’equilibrio tra i montanti, inevitabili, e le superfici vetrate. È tanto, ma non è troppo.

Altre volte, a bordo di altre imbarcazioni, la sensazione era quella di essere all’interno di una bottiglia, tanto che il termine vetroresina appariva inadeguato perché c’era tantissimo vetro e sempre meno resina. Qui, sul Riva 110’ Dolcevita, l’equilibrio degli elementi sembra invece molto ben riuscito.

Mentre navighiamo per allontanarci dalla costa, la sensazione è simile a quella che si prova stando all’interno di un grattacielo. La vista è a 360°. Panoramica nel vero senso della parola. Mi sembra di essere un elemento del mare e della costa che mi circonda e non qualcosa di estraneo all’ambiente.

E quando l’occhio cade invece sui particolari e i dettagli degli interni, si nota comunque una costruzione assai robusta. Non siamo all’interno di una sfera di cristallo, pronta ad andare in mille pezzi appena si affronta un’onda.

La barca è decisamente robusta, basta osservare lo spessore delle porte delle cabine per rendersene conto. Assomigliano, infatti, a quelle blindate di un appartamento.
Oltre alla vista, l’altro senso sollecitato, è l’udito. In verità non è sollecitato o meglio, non è sollecitato dal rumore del motore.

Riva 110 Dolcevita

In plancia, così come nella cabina armatoriale, il rumore che si avverte è quello dell’acqua contro lo scafo. Merito anche della loro collocazione. L’armatoriale è a prua sul ponte principale, a differenza delle quattro cabine ospiti che si trovano in quello inferiore. La plancia di comando è in una sorta di piano ammezzato tra il salone e il fly. Ottima per la visibilità e anche lei, diametralmente opposta alla sala macchine.

Ecco perché il fonometro fa registrare valori così bassi. I motori sono due MTU da ben 2.660 cv ciascuno. Abbondanti anche loro. La trasmissione è, ovviamente in linea d’assi, ma la sensazione piacevole al timone è la maneggevolezza. Non era per nulla scontata.

Per il tipo di trasmissione, per la lunghezza dello scafo, per il dislocamento a pieno carico, sarebbe stato più che lecito aspettarsi uno yacht non proprio agile. E invece, non è così. Me ne rendo conto quando viro a 2.200 giri a tutta barra. La barca s’inclina leggermente e poi le pinne stabilizzatrici fanno il loro lavoro.

Agile, ma non dà mai l’impressione di non essere governabile. Anche in questo caso regna l’equilibrio. Alla massima velocità sul Riva 110 Dolcevita si superano abbondantemente i 26 nodi, ma qui non c’è alcun compromesso possibile con i consumi. I litri/ora sono più di 1.000 e per un miglio ne servono quasi 38.

Vero è che non si naviga spesso alla massima velocità, soprattutto su una barca come questa. E dosando il gas, le cose cambiano sensibilmente. La crociera veloce è a 2150 giri con 22,8 nodi di velocità e 710 litri di carburante. C’è anche un’andatura di crociera più economica a 1800 giri, dove si arriva a 17,7 nodi con soli 460 litri/ora.

E, infine, un’andatura dislocante per il trasferimento a 1.000 giri/minuto con il Riva 110’ Dolcevitache supera i dieci nodi e consuma novanta litri per entrambi i motori. Molto pochi, soprattutto se non ci dimentichiamo di essere a bordo di un mega yacht da 33 metri e mezzo di lunghezza e 147 tonnellate a pieno carico.

Riva 110 Dolcevita

Mentre rientriamo verso il porto di Cannes mi trovo nella zona di comando con Michelangelo Casadei, direttore Engineering di Ferretti Group. La plancia è piuttosto originale e gliene chiedo il motivo. “L’ha voluta così l’armatore”, mi spiega. A me piace molto.

I display sul Riva 110 Dolcevita sono abbastanza piccoli, non è una plancia circondata da mega schermi. Mi piace perché non sottraggono vista verso l’esterno. Si vede il mare, per intero e la sensazione è quella di una navigazione reale, non virtuale perché filtrata dall’elettronica.

A queste mie considerazioni Casadei non fa nessun commento. Guarda fisso verso l’orizzonte e capisco che se fosse stato per lui la plancia avrebbe avuto dei maxi schermi come quelli di una sala cinematografica. Chissà se Federico Fellini avrebbe dato ragione a lui o all’armatore?

Riva – Ferretti Group Brand
Via Predore, 30
I – 24067 Sarnico (BG)
t. +39 035 9240111
www.riva-yacht.com

Headquarter
Ferretti SpA
Via Ansaldo 7
I-47122 Forlì (FC) – Italy
T. +39 0543 787511

Riva 110 Dolcevita
PROGETTO:
Officina Italiana Design e Ferretti Group Engineering

SCAFO: Lunghezza fuori tutto 33,53m • Lunghezza scafo 33,43m • Lunghezza al galleggiamento 28,28m • Baglio massimo 7,27m • Pescaggio 1,99m • Dislocamento a secco 124.000 kg • Dislocamento a pieno carico 147.000 kg • Serbatoio carburante 15.300 l • Serbatoio acqua 3.000 l

MOTORE: 2 MTU 16V 2000 M96L • Potenza 1.939 kW (2.600 cv) • 16 cilindri • Cilindrata 37,5 litri • Alesaggio per corsa 135mm x 156mm • Regime di rotazione massimo 2450 giri/minuto • Peso a secco 4.020 kg • Trasmissione ZF 3070

CERTIFICAZIONE CE: CAT A – 20 persone

(Riva 110 Dolcevita, questione di equilibrio – Barchemagazine.com – Maggio 2019)

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