Rio Yachts

Aziende 1 novembre 2009

“Blu”, “Air”, “Art” e “Fly” sono le quattro linee attuali delle imbarcazioni da diporto costruite dalla Rio Yachts. È l’ultima tappa del lungo cammino...

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Una vita di barche

“Blu”, “Air”, “Art” e “Fly” sono le quattro linee attuali delle imbarcazioni da diporto costruite dalla Rio Yachts. È l’ultima tappa del lungo cammino iniziato nel 1961 sul Lago d’Iseo, a Sarnico  di Franco Belloni

Nei primi anni Sessanta l’economia raggiunge il massimo livello di espansione dando luogo al “miracolo italiano” e il reddito nazionale netto a valori costanti, tra il 1959 e il 1964, ha un incremento del 32,3%. È un momento favorevole per nuove attività lusorie. Non sorprende se due giovani, Luigi Scarani e la moglie Anna Maria Ziliani, restano coinvolti. Sono lacustri, l’acqua del lago è il loro elemento naturale e culturale. Costruiranno barche e alianti. Nasce l’Avionautica Rio, i fondatori sono Luigi e Anna, il fratello Carlo Scarani, studente, entrerà in azienda alcuni anni dopo e si occuperà dell’ufficio tecnico.

Il nome è inconsueto per un cantiere, ma giustificato dalla duplice attività: la costruzione di alianti e di motoscafi. Carlo, che progetta anche le imbarcazioni, è laureato in ingegneria aeronautica ed è appassionato del volo a vela: ne consegue la costruzione di alianti – sono uno dei tre costruttori in Europa – tra i quali l’M100S di 15 metri di apertura alare. Con una manodopera specializzata nel “lavorare” il legno iniziano la costruzione di motoscafi tradizionali. Le innovazioni arriveranno presto. Nell’Avionautica Rio Luigi Scarani, laureato in economia e commercio, è l’amministratore mentre la moglie Anna, anche lei laureata, ha il non facile compito delle pubbliche relazioni.

Nel 1963, al Salone nautico di Genova, allora in febbraio, debutto dell’Avionautica Rio con i primi tre motoscafi entrobordo costruiti da abili maestri d’ascia con legni pregiati. Ricordiamoli, sono nomi storici: Colorado, 8,20 metri, due motori di 177 cv e una cabina; Espera, 6,60 metri, un motore di 177 cv, per la media crociera e Bonito, 5,60 metri e un motore di 185 cv, per lo sportivo. La presenza ai Saloni non è limitata soltanto a quello di Genova. Nello stesso anno inizia anche quella al Salone di Parigi cui si aggiungono, via via, quelle internazionali più importanti, conseguenti l’espansione della Rio all’estero.

Colpo grosso a Genova nel 1964. Preceduto da una conferenza stampa a Milano – inizia la collaborazione di Anna Scarani con i media che continua ancora oggi con successo – è presentato su una piattaforma rotante circondata da proiettori che lanciano fasci di luce sulle splendenti superfici di mogano naturale, il Rolls Rio, un elegante motoscafo di 6,75 metri con un motore Rolls-Royce, da cui prende in parte il nome, di 240 cv. È un’importante iniziativa che abbina due nomi: uno di fama internazionale, Rolls-Royce, l’altro emergente, Avionautica Rio.

La gamma delle imbarcazioni proposte dall’Avionautica Rio si estende. Accanto ai lussuosi runabout in legno si aggiunge nel 1966 il Rio Ottometri, il primo cabinato del cantiere. Lungo 8,30 metri, è caratterizzato da un grande pozzetto, saloncino e cabina per ospitare 5-6 persone. L’anno dopo, presentato con successo in anteprima al Salone nautico di Parigi, è esposto a Genova il secondo cabinato, il Rio Diecimetri, lungo 10,10 metri, con possibilità di ospitare fino a 7 persone.

Alla fine degli anni Sessanta inizia in Italia il declino del boom produttivo aggravato nel decennio successivo dalla crisi energetica. Occorrono scelte lungimiranti, tenendo conto anche delle Norme sulla navigazione da diporto, febbraio 1971, e dell’iva, luglio 1974.

Sono scelte che l’Avionautica Rio fa. La produzione dei motoscafi in legno continua fino al 1978, ma a questa sono affiancati modelli nuovi per materiali, forme e dimensioni. Il cantiere sceglie per la nuova linea l’Abs, un materiale termoplastico prodotto in lastre, iniziando una collaborazione con l’Anic del Gruppo Eni per l’utilizzo del loro Ravikral. Manutenzione ridotta a zero e facilità di costruzione perché le barche sono stampate. Inoltre, è possibile immettere tra i due gusci che compongono l’imbarcazione del poliuretano espanso che le rende, fino a otto metri di lunghezza, comprese quelle successive in vetroresina, inaffondabili. Sono i primi a realizzarle.

Con le prime barche in Abs nasce lo slogan “La barca per tutti”, per il costo più accessibile di quelle tradizionali. Nel 1971 i primi due motoscafi in questo materiale sono il Rio 310 e il Rio 410. Il primo di 3,10 metri per motori fuoribordo fino a 4 cv, inaffondabile e senza alcun obbligo burocratico è una barca che risponde alle richieste del mercato, cioè che costi poco, non richieda manutenzione e si possa trasportare facilmente. Nel 1974 alla conclusione del ciclo di sperimentazione di tre anni del Rio 310 si hanno due dati interessanti: una produzione triennale di 15 mila esemplari e su ogni tre fuoribordo venduti in Italia uno è il Rio 310. Il Rio 410 è il primo scafo di lunghezza superiore a 4 metri di Abs costruito in Italia, lungo 4,15 metri, portata 6 persone per fuoribordo fino a 40 cv.

Negli anni Settanta è un susseguirsi di motoscafi in Ravikral e in vetroresina in una gamma di modelli e misure che giustificano la scritta  “Tutto il panorama barca” che si legge nello stand al Salone del 1972, dove l’Avionautica Rio è presente come Nautica Rio. Con il nome di barca della “doppia vita” è chiamato il Rio 500 proposto nel 1972. Lungo 4,99 metri per motori fuoribordo ed entrobordo disponibile nelle versioni “Open boat” e “Day cruiser”.

Precedentemente, al Salone dell’ottobre 1973, nel corso di una conferenza stampa, è dato l’annuncio del “matrimonio”  tra la Piaggio e la Nautica Rio per l’impiego degli idrogetti Piaggio-Berkeley KS 150 e 200. Primo motoscafo con il jet Piaggio è il già noto Rio 410 che successivamente con una nuova carena sarà disponibile nelle versioni “Tuttospazio” e “Special” per entrambe le motorizzazioni.

Il motoscafo del decennio più rivoluzionario per l’interesse che suscita è il Rio 300, lungo 3 metri per motori fino a 6 cv per 3 persone, la cui realizzazione è possibile grazie a nuove tecnologie brevettate. Con un’unica stampata si ottiene una barca inaffondabile e di costi ridotti di produzione che permettono di venderla a 180 mila lire più iva. Un significativo modo per contrastare la congiuntura e facilitare l’acquisto della prima barca. Nel primo semestre del 1975 sono venduti circa 2.000 esemplari. Due interessanti campagne promozionali nel 1975: l’esposizione nei mesi estivi del Rio 300 nella hall di tutta la rete dei Motel Agip e l’operazione, con la collaborazione della Piaggio, “Gratis un weekend in barca” che ha permesso a oltre 10 mila potenziali clienti di provare, attraverso 50 manifestazioni, una barca Rio.

Il periodo ricordato è molto importante per la Rio perché vengono create le premesse per lo sviluppo e l’affermazione che il Cantiere del Sebino avrà non solo in Italia ma anche all’estero. Una buona partenza sulla quale ci siamo soffermati.

A metà degli anni Settanta la Rio affianca alle sue imbarcazioni, che possiamo chiamare utilitarie, due cabinati di prestigio: il Rio 11,50 inizialmente costruito in legno e successivamente in vetroresina, e il Rio 13,50 prodotto, anche se con alcune modifiche, in legno.

Negli anni Ottanta la Rio apre una Sezione “barche da lavoro” in grado di produrre imbarcazioni differenziate secondo l’impiego. Ricordiamo alcuni modelli: il Rio 630 C.C, una motovedetta costiera per l’Arma dei Carabinieri per il pattugliamento e in caso di necessità per il soccorso; il Rio 630 Lagunare per operare nei bassi fondali della Laguna; il Rio 712 Vigili del Fuoco, un’imbarcazione veloce e robusta per intervenire nelle emergenze e il Rio 11,50, una motovedetta d’altura per il collegamento Sardegna-Asinara. Con la produzione di imbarcazioni da lavoro, produzione che ha uno sviluppo importante, continua la presentazione di nuove imbarcazioni da diporto. Nella stagione 1987-88 sono in “catalogo” ben tredici modelli, dal “mitico” Rio 310 al grande cabinato Rio 14,20, di cui quattro scafi aperti, sei motoscafi, otto cabinati e due scafi da pesca proposti, inoltre, in diverse versioni. Negli anni Ottanta la Rio apre filiali di vendita e assistenza in Francia, Costa Azzurra, e in Spagna, Costa Brava. Inoltre fonda la seconda unità produttiva in Cataluña ad Ampuriabrava.

Negli anni Novanta continua la presentazione ai Saloni di Genova di numerose novità fra le quali i nuovi cabinati Rio 1300 Cruiser, il Rio 1000 Cabin Fish nonché il Rio 550 Onda e il 680 Cabin. Alla fine del decennio la collezione Rio per il 2000 comprende otto cabinati: dal “piccolo” Rio 550 al “grande”, per il momento, Rio 1300; sei imbarcazioni di cui cinque cabinate nella gamma Pesca, dal Rio 550 Cabin Fish al Rio 1000 Cabin Fish; cinque motoscafi dal Rio 450 Tour al Rio 750 Day e, infine, quattro barche aperte dal Rio 450 Sol al Rio 600 Sol. L’impegno della Rio è confermato dalle cinque novità per la stagione 2000: sono il Rio 1000 Cabin Fish, il Rio 700 nelle versioni Cruiser e Cabin Fish, il Rio 550 Cabin Fish e Sol.

All’inizio del Duemila un evento storico. Luigi Scarani, amministratore unico del cantiere dalla fondazione, passa il “testimone” al figlio Piergiorgio. Tutto in famiglia? Certo, ma la successione assicura una continuità, soprattutto, quando è su solide basi, quali la passione, l’interesse e la preparazione dell’erede. C’è un cammino da continuare, il Cinquantenario è vicino, e una linea industriale che, con i suoi continui e progressivi sviluppi nel tempo, ha portato la Rio tra i cantieri leader e che hanno fatto la storia della nautica da diporto.

Allo slogan iniziale “La barca per tutti”, in cui si rispecchiava la produzione di modelli popolari di successo, si è arrivati ora a quello “Navigare alto” che ancora una volta sintetizza i programmi della Rio, ma che nello stesso tempo risponde alle richieste del mercato. Quattro le linee delle imbarcazioni della Rio Yachts, prodotte nei suoi centri tra cui il cantiere di Sissa (PR), coordinati dal “quartiere generale” di Villongo, guidato da Piergiorgio Scarani: Rio Blu, Rio Air, Rio Art e Rio Fly. Vediamole.

Tre i modelli della linea Rio Blu, dal 28 di 8,54 metri all’intermedio 32 di 9,60 metri e al 40 di 12,00 metri, sono cabinati sportivi, con alte prestazioni, “tuttospazio” per le loro ampie superfici all’aperto ma con interni confortevoli anche per crociere medie. Tre anche i modelli della linea Rio Air, caratterizzati da un hard- top che permette la guida sia all’aperto, come un open, sia protetta da una struttura rigida, il 36 di 11,14 metri, il 42 di 12,94 metri e il 44 di 13,35 metri. La linea “Rio Art” è la più prestigiosa: grandi cabinati per navigazioni anche a oltre 30 nodi, ma con una compartimentazione che assicura un elevato comfort. La gamma è più ampia e, infatti, i modelli sono cinque. L’ammiraglia è il modello 46, la novità del cantiere, presentata al Salone nautico di Genova del 2009. Lungo 13,90 metri è motorizzato con due Volvo Penta Ips 500 – D6 di 370 cv e ha una portata massima di 12 persone. Gli altri modelli della Linea Rio Art sono: il 32 di 9,55 metri, il 36 di 11,14  metri, il 42 di 12,94 metri e il 44 di 13,35 metri. Al momento c’è un solo modello nella linea Rio Fly, un motoscafo per la pesca d’altura che richiama i fishermen americani, di 11,00 metri.

Con i nuovi modelli 48, 54 e 62 in programma, sarà completata la gamma delle imbarcazioni della Rio Yachts affidata al giovane bocconiano Piergiorgio Scarani. Infatti, l’impegno del cantiere continua a tutto campo nell’innovazione e nell’ottimizzazione delle linee dello scafo, delle soluzioni interne, dell’impiego di materiali di grande qualità e delle prestazioni di livello come vuole la tradizione.

Rio Yachts

Via San Giovanni delle Formiche, 4

24060 Villongo (BG)

Tel . +39 – 035 – 927301

www.rioyachts.net

1975: l’operazione, con la collaborazione della Piaggio, “Gratis un weekend in barca”  ha permesso a oltre 10 mila potenziali clienti di provare, attraverso 50 manifestazioni, una barca Rio

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A maggio del 1984, nel corso della trasmissione Superflash condotta da Mike Buongiorno (sopra), è stato messo in palio il cabinato Rio 500 Onda con motore Volvo Penta da 120 cavalli. La barca è stata vista da nove milioni di telespettatori.

 

 

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(Novembre 2009)