Rete d’impresa, l’editoriale di Franco Michienzi  Rete d’impresa, l’editoriale di Franco Michienzi 
C’è bisogno di una nuova dimensione del fare impresa a supporto di una visione di società aperta, inclusiva e competitiva nel mondo di Francesco Michienzi La notizia... Rete d’impresa, l’editoriale di Franco Michienzi 

C’è bisogno di una nuova dimensione del fare impresa a supporto di una visione di società aperta, inclusiva e competitiva nel mondo

di Francesco Michienzi

La notizia che il gruppo Daimler e il gruppo BMW uniranno le loro forze per lo sviluppo congiunto dei sistemi avanzati di assistenza alla guida e della guida autonoma, dovrebbe fare riflettere anche chi si occupa di industria nautica.

Nel nostro mondo non mi risulta che ci siano progetti realizzati in comune che potrebbero portare diversi vantaggi, soprattutto in termini di condivisione delle conoscenze, sinergie produttive e riduzione dei costi. L’unico caso noto è quello di alcuni cantieri olandesi che si sono proposti con un unico marchio per valorizzare la parte commerciale, la comunicazione e la partecipazione alle fiere.

Il lavoro di sviluppo congiunto tra Bmw e Daimler sarà realizzato attraverso un’architettura scalabile che copre diverse fasi di automazione che consentono la guida automatica sulle autostrade. Inoltre, Daimler e BMW esploreranno ulteriori partnership con altre aziende operanti nel settore della tecnologia.

Come tra queste due case automobilistiche, anche tra i nostri principale marchi nautici c’è una grande concorrenza, di conseguenza è abbastanza normale che non ci siano attività comuni, ma l’esempio di Mercedes e Bmw ci dice che forse bisogna superare le rivalità storiche.

Trovo strano che non si faccia nessun tentativo per sviluppare qualcosa insieme. Sappiamo bene che l’industria delle barche non può competere con quella delle automobili in termini di risorse disponibili per ricerca e sviluppo, in genere attinge agli sviluppi tecnologici di altri campi. Proprio per questa ragione sarebbe logico mettere a fattor comune il poco che si ha a disposizione.

In Italia abbiamo la capacità di valorizzare al massimo quello che la scienza moderna ci offre, tuttavia, io penso che bisognerebbe mettere in campo una visione di futuro che possa rendere i nostri cantieri nautici sempre più competitivi. Penso a un centro di ricerca e sviluppo finanziato da aziende che nella loro autonomia possano utilizzare liberamente i risultati di un think tank dedicato alla costruzione delle barche.

In passato erano state promosse le reti di impresa, nonostante i numerosi benefici economici e fiscali, nessuna industria delle barche l’ha presa in considerazione. Potrebbero essere realizzate anche per raggiungere obiettivi minimi come la centrale acquisti comune che consentirebbe di ottenere prezzi più favorevoli dai fornitori a tutto vantaggio di una maggiore competitività.

Con una rete d’impresa si può crescere, si può diventare grandi, si può partecipare da protagonisti a progetti che da soli non si potrebbe mettere in campo, si può evitare di far ricorso al credito, oppure si può ottenerne molto più di quanto si otterrebbe da soli.

(Rete d’impresa, l’editoriale di Franco Michienzi – Barchemagazine.com – Marzo 2019)