Repower, si fa presto a dire elettrico Repower, si fa presto a dire elettrico
Abbiamo provato Repowere , la barca al 100% elettrica di Repower. La sua forza consiste nei contenuti tecnologici e nell’efficienza del sistema di propulsione.... Repower, si fa presto a dire elettrico

Abbiamo provato Repowere , la barca al 100% elettrica di Repower. La sua forza consiste nei contenuti tecnologici e nell’efficienza del sistema di propulsione. Repower l’ha lanciata su Lago di Garda, all’interno di una rete di ricarica che la rende realmente utilizzabile. Un mezzo da lavoro, orientato al mondo del diporto

di Luca Sordelli

ESPRESSIONI COME ZERO EMISSION, FULL ELECTRIC OPPURE GREEN POWER sono molto usate, a volte a proposito, molto più spesso a sproposito. Soprattutto nel mondo della nautica. Da un lato c’è chi investe seriamente e con responsabilità in questa direzione, dall’altro ci sono i tanti seguaci di quella che gli anglosassoni chiamano greenwashing, strategia di comunicazione che serve a costruire un’immagine di sé positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale, senza che però ci sia nulla di veramente ecologico nel prodotto o nei servizi che vengono proposti.

repower

Apparire puliti può essere molto efficace in termini di marketing, le prime ad utilizzarla sono le grandi aziende petrolifere. Nel mondo del diporto nautico accade invece che sbandierare che una barca può garantire poche miglia o poche ore di autonomia in modalità elettrica sia abbastanza per dare una “spruzzatina di verde” alla propria immagine, poco conta se il tutto è installato su uno scafo di concezione e costruzione antiquate.

Repower

Chi invece sta intraprendendo un percorso molto coerente e decisamente all’avanguardia è Repower, azienda svizzera specializzata nella vendita e nella fornitura di servizi nel settore energetico, tra i primi operatori nella generazione da fonti rinnovabili, con 600 dipendenti e da più di 100 anni attiva nel settore elettrico.

Dal 2002 è presente anche in Italia e ora è approdata al mondo della nautica. «La mobilità elettrica ha già saputo contaminare il mercato automotive, facendo convergere competenze di settori diversi quali energy e ICT verso nuove soluzioni di mobilità – ha dichiarato Fabio Bocchiola, Country Manager Repower Italia – Oggi la nautica rappresenta una nuova frontiera in questo campo e Repower è pronta a dare il suo contributo, presentando la sua visione di sostenibilità a 360°».

La diversità, rispetto a quanto finora si è visto di elettrico nel mondo della nautica, è proprio questa visione. Repowere, l’imbarcazione che abbiamo provato a Sirmione è solo la punta dell’iceberg. Sotto c’è un intero sistema pensato per rendere la mobilità elettrica sull’acqua qualcosa di realmente possibile. Ma procediamo con calma.

 

Repowere è  un natante da 10,5 metri di lunghezza, largo tre e può trasportare fino a 21 persone. È spinto da due motori elettrici da 20 kW ciascuno e può contare su un pacco batterie da 40 kWh nell’allestimento Luxury che abbiamo provato noi, ma si parte dalla versione Basic da 20 kWh ed esiste la possibilità di arrivare fino a 100 kWh. Le batterie sono Panasonic, le stesse utilizzate da Tesla, sono isolate e alloggiate a centro barca, sotto al pagliolato, in ambiente stagno.

È un’imbarcazione che nasce prima di tutto come mezzo da lavoro e non a caso la sua prima applicazione in versione Open, è stata adottata come taxi sul Lago di Garda, a Sirmione, e il partner nautico di Repower è Bertoldi Yacht, dietro al quale c’è una famiglia che trasporta turisti per il Benaco dal 1891.

Mentre i concorrenti, gli altri taxi-boat che operano nel basso lago continuano ad usare i “vecchi” motori endotermici, loro hanno scelto di passare all’elettrico. Questo è possibile anche perché la visione avuta da Repower non riguarda solo il mezzo di trasporto, la barca, ma anche l’infrastruttura, il sistema di ricarica: al porto di Sirmione spiccano infatti sia una Palina che una Bitta, rispettivamente una colonnina e una wallbox per la ricarica delle batterie di Repowere.

«Il tempo di ricarica– ci ha raccontato Marcello Bertoldida 0 a 100% è di circa sei ore, ma la sua gestione è intelligente, permette i cosiddetti biberonaggi, si possono cioè fare ricariche brevi, tra una navigazione e l’altra, aspettando i nuovi clienti. E inoltre navigando con il massimo rendimento a 5/6 nodi, la ricarica basta per più di otto ore di navigazione». I punti di ricarica in banchina servono non solo per fornire “elettroni” a chi naviga, ma anche ad auto, scooter bici elettriche e, oltre a quelli di Sirmione, l’idea è di installarli in più punti lungo le coste del Lago.

Repowere vuole essere un mezzo da lavoro, pensato per tutte quelle aziende che vogliono fare della sostenibilità una leva per potenziare il proprio business e non a caso la nostra prova si è svolta dal porto fino al vicino Grand Hotel Terme, il cinque stelle di Terme di Sirmione, una eccellenza della ricettività del lago di Garda, che, anche grazie alla presenza di un molo di proprietà, rappresenta un business case ideale su come proporre soluzioni di mobilità elettrica.

Alberghi, resort, grandi ristoranti possono quindi essere gli utilizzatori perfetti, ma ci sono anche luoghi che sono potenzialmente l’ecosistema ideale di questo mezzo, basti pensare a Venezia, ai laghi e alle acque interne del centro o del nord Europa, dove la navigazione con i motori endotermici è per più mesi all’anno, e per ampie zone, interdetta.

Repower-e Cabin LUXURY version
Lunghezza f.t.: 10,50m
Lunghezza scafo: 9,98m
Baglio massimo: 3m
Immersione: 0,34m
Dislocamento a vuoto: 3.100 kg
Dislocamento a pieno carico: 4.500 kg
Materiale di costruzione: VTR con resina epossidica, lavorata per infusione
Motori elettrici: 2 x 20 kW
Capacità pacchi batterie 40 kWh (70 CV totale)
Velocità di esercizio 7 nodi
Velocità massima a vuoto 12 nodi
Velocità massima a pieno carico 10,5 nodi
Portata massima 21 persone

(Repower, si fa presto a dire elettrico – Agosto 2019)

 

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