I reclami nel mondo del charter, i diritti di chi noleggia grandi yacht I reclami nel mondo del charter, i diritti di chi noleggia grandi yacht
Suggerimenti e regole su come affrontare i problemi che possono verificarsi durante il noleggio dello yacht come malfunzionamenti e disservizi di  Federico Santini Chi... I reclami nel mondo del charter, i diritti di chi noleggia grandi yacht

Suggerimenti e regole su come affrontare i problemi che possono verificarsi durante il noleggio dello yacht come malfunzionamenti e disservizi

di  Federico Santini

Chi noleggia uno yacht di lusso per una vacanza rilassante in famiglia o con amici ha delle aspettative molto elevate per quanto riguarda la bellezza della crociera, il corretto funzionamento dello yacht e dei suoi toys ed, in generale, la qualità del servizio. Se tali aspettative, sicuramente ragionevoli anche a fronte di un costo del charter di decine se non centinaia di migliaia di euro, venissero disattese in tutto o in parte la vacanza ne risentirebbe in maniera sostanziale.

Per questa ragione è opportuno che il charterista, specialmente quando non abbia precedenti esperienze di charter, si rivolga a broker professionali, sappia cosa deve o non deve aspettarsi e come comportarsi in caso di problemi. Il ruolo del broker è molto importante sia per quanto riguarda la scelta dello yacht da noleggiare, yacht che il broker dovrebbe ben conoscere o quanto meno aver personalmente e preventivamente ispezionato, sia per quanto riguarda l’assistenza durante il charter in relazione alla gestione degli eventuali problemi a bordo e reclami del charterista.

Cosa il charterer si deve aspettare? Sicuramente uno yacht conforme quanto a caratteristiche, servizi, toys e facilities alla pubblicità fatta dal central charter broker; sicuramente un equipaggio munito dei titoli necessari e che si comporti verso il charterista con professionalità e disponibilità esattamente come si comporterebbe con il proprietario dello yacht; sicuramente un comfort di bordo ed un trattamento di hotelerie adeguato allo standing dello yacht ed al canone di noleggio pagato, oltre ad una oculata gestione dei costi extra, ossia degli APA.

Cosa invece l’armatore si aspetta dal charterista? Sicuramente che si comporti nel rispetto della proprietà altrui, che non arrechi danno allo yacht e che rispetti sempre l’autorità del comandante per ciò che attiene le scelte relative alla navigazione ed all’attracco, tenendo sempre bene a mente che il comandante non è tenuto ad adempiere a quegli ordini che egli reputi illegittimi nel senso di poter arrecare danno allo yacht ovvero ai passeggeri. Di conseguenza il comandante potrà rifiutare una richiesta di navigare in una determinata area, ovvero di attraccare in un determinato porto, ovvero di consentire l’utilizzo di attrezzature acquatiche laddove, sulla base delle proprie conoscenze e delle proprie ragionevoli valutazioni, lo ritenga pericoloso.

Nel corso del charter possono verificarsi avarie dello yacht ovvero malfunzionamenti e disservizi. In simili circostanze il charterista ha a disposizione alcuni rimedi il cui esercizio è normalmente disciplinato dal contratto di noleggio. Il contratto di charter più utilizzato a livello internazionale, ossia il Myba Charter Agreement, prevede che in ipotesi di avaria tale da impedire un ragionevole uso dello yacht per una durata superiore a 12 ore ma inferiore a 48 ore, il charterista abbia diritto, a condizione che ne faccia immediata richiesta scritta al comandante o al broker, ad un rimborso pro-rata del canone di charter ovvero ad estendere la durata del charter per un numero di ore pari alle ore perse a causa dell’avaria.

È opportuno chiarire al riguardo che laddove, nonostante l’avaria, il charterista sia ancora in grado di godere dello yacht, ad esempio perché l’avaria si verifica con yacht in porto o all’ancora, può fare ancora un “uso ragionevole” dello yacht nel senso che è in grado di utilizzare i suoi toys e di godere del mare durante le riparazioni, non potrà invocare tale rimedio, così come non potrà invocarlo laddove l’avaria sia risolta entro le 12 ore.

Nel caso in cui l’avaria perduri oltre le 48 ore consecutive ovvero più di un decimo della durata del charter ovvero sia tale da determinare una perdita totale attuale o costruttiva e non consenta quindi un qualsiasi utilizzo dello yacht, il charterista ha diritto di risolvere il contratto e di ottenere il rimborso del canone di charter per il periodo rimanente, ma deve darne immediata comunicazione scritta all’armatore per il tramite del broker.

In ogni caso di avaria, la mancata tempestiva comunicazione al comandante o all’armatore per il tramite del broker della propria volontà di avvalersi dei rimedi previsti, si intenderà quale rinuncia del charterista al relativo diritto, con conseguente decadenza da qualsiasi azione risarcitoria. Nel prossimo numero tratteremo di altre ipotesi di reclami e delle modalità di risoluzione degli stessi.

*Federico Santini: è managing partner dello Studio Legale Santini & Partners di Roma. È specializzato in diritto internazionale e diritto marittimo, ha una consolidata esperienza nel mondo dello yachting con particolare riguardo a transazioni relative a super yacht, nuove costruzioni navali, finanziamento per la costruzione di navi, registrazione di yacht, arbitrati internazionali, questioni assicurative e fiscali connesse. È membro dell’Associazione Italiana di Diritto Marittimo ed è consulente di primari studi legali, ed istituzioni ed associazioni internazionali nel settore dello yachting. Per informazioni o chiarimenti: [email protected]

(I reclami del charterista – Barchemagazine.com – Dicembre 2018)

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