Charter dei grandi yacht: come sollevare i reclami? Charter dei grandi yacht: come sollevare i reclami?
Analizziamo quali sono le modalità di denuncia in caso di contenzioso sollevate da un charterista nel corso del suo noleggio di Federico Santini* La clausola... Charter dei grandi yacht: come sollevare i reclami?

Analizziamo quali sono le modalità di denuncia in caso di contenzioso sollevate da un charterista nel corso del suo noleggio

di Federico Santini*

La clausola 21 del Myba Charter Agreement disciplina le modalità di denuncia e risoluzione degli eventuali reclami che il charterista può sollevare nel corso del charter. Tale norma contrattuale prevede che qualsiasi reclamo debba essere prontamente denunciato al comandante il quale, a sua volta, deve informare il broker e lo stakeholder (ossia il broker che custodisce in deposito il saldo del canone di charter) circa la natura del reclamo e circa il momento esatto in cui tale reclamo è stato denunciato.

I reclami possono riguardare qualsiasi tipo di problema a bordo, incluso il caso di avaria di cui abbiamo trattato precedentemente, ovvero casi di malfunzionamento dello yacht o delle sue attrezzature, ovvero problemi di relazione con l’equipaggio. È compito del comandante tentare di risolvere il problema a bordo immediatamente e, laddove ciò non avvenga, il charterista ha l’onere di comunicare per iscritto il reclamo all’armatore o al broker entro 24 ore dal verificarsi dell’evento che ha dato luogo al reclamo, salvo che ciò non sia possibile a causa del non funzionamento dei mezzi di comunicazione o di altri problemi, nel qual caso tuttavia incombe sul charterista l’onere di dimostrare l’impossibilità di denunciare il reclamo prontamente.

In ogni caso il reclamo può essere comunicato verbalmente in prima istanza ma deve essere confermato per iscritto non appena possibile. L’onere di tempestiva denuncia scritta ha grande importanza e, seppure non espressamente previsto dal contratto, si ritiene che il suo mancato adempimento possa determinare una decadenza del charterista dal diritto di avanzare successivamente pretese risarcitorie nei confronti dell’armatore. Nel caso in cui il reclamo sia stato denunciato per iscritto nelle 24 ore ma non sia stato risolto a bordo dal comandante e neppure risolto successivamente in via amichevole, non resta al charterista che far valere il reclamo in sede contenziosa.

La clausola 23 del Myba Charter Agreement (nella sua ultima revisione del 2014) prevede che qualsiasi controversia nascente dal contratto, incluse quindi quelle conseguenti a reclami, venga decisa mediante arbitrato a Londra ed in applicazione della legge Inglese, salvo diversa pattuizione delle parti.

L’arbitrato sarà condotto in conformità alle regole della London Maritime Arbitrators Association (LMAA) in vigore alla data di inizio della procedura arbitrale. L’analisi di tali regole è al di fuori dello scopo di questo articolo, tuttavia è opportuno menzionare che la procedura arbitrale è diversa a seconda del valore della controversia.

A partire da maggio 2017 per controversie il cui valore non superi l’importo di Euro 50.000 si applicano le regole “Small Claims Procedure 2017” che prevedono un arbitro unico, nominato d’accordo tra le parti ovvero in caso di disaccordo dal Presidente della LMAA, ed una procedura molto semplice consistente nello scambio di memorie scritte senza necessità di assistenza da parte di un legale (cosa che tuttavia non è consigliabile) e senza fissazione di udienza orale, salvo che l’arbitro la richieda in circostanze eccezionali. Anche i costi di procedura sono piuttosto limitati.

Per controversie il cui valore ecceda l’importo di Euro 50.000 ma non superi l’importo di Euro 400.000 si applicano le regole “Intermediate Claims Procedure 2017” che prevedono che le parti sono libere di definire la composizione del tribunale arbitrale sotto forma di arbitro unico, ovvero di collegio arbitrale composto di due arbitri e di uno esterno ovvero di tre arbitri, ed una procedura più complessa ma ancora snella consistente nello scambio di memorie, di prove documentali, tra cui anche dichiarazioni testimoniali, e di pareri di esperti, senza fissazione di udienza orale, salvo che una delle parti la richieda e gli arbitri la ammettano. La nomina di un legale è in questo caso necessaria.

Per controversie di valore ancora superiore si applicano le regole “LMAA Terms 2017” che prevedono una procedura arbitrale complessa con memorie, prove scritte ed orali, testimonianze e consulenze tecniche ed un numero di udienze che varia a seconda dei casi.

Da ultimo è importante sottolineare che in ogni caso di notifica di una domanda di arbitrato lo stakeholder non può liberare i fondi in deposito senza l’accordo scritto delle parti ovvero un ordine del tribunale arbitrale. Di regola, fino alla decisione degli arbitri, tali fondi vengono depositati su un conto di deposito controllato dai rappresentanti legali delle parti o da un terzo.

*Federico Santini: è managing partner dello Studio Legale Santini & Partners di Roma. È specializzato in diritto internazionale e diritto marittimo, ha una consolidata esperienza nel mondo dello yachting con particolare riguardo a transazioni relative a super yacht, nuove costruzioni navali, finanziamento per la costruzione di navi, registrazione di yacht, arbitrati internazionali, questioni assicurative e fiscali connesse. È membro dell’Associazione Italiana di Diritto Marittimo ed è consulente di primari studi legali, ed istituzioni ed associazioni internazionali nel settore dello yachting. Per informazioni o chiarimenti: [email protected]

(Charter dei grandi yacht: come sollevare i reclami – Barchemagazine.com – Gennaio 2019)

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