Ranieri International, verso il nuovo continente… Ranieri International, verso il nuovo continente…
I numeri crescono sia in Italia, sia all’estero. La famiglia Ranieri ha dimostrato che si può reagire alle difficoltà ponendosi nuovi obiettivi, sempre più ambiziosi.... Ranieri International, verso il nuovo continente…

I numeri crescono sia in Italia, sia all’estero. La famiglia Ranieri ha dimostrato che si può reagire alle difficoltà ponendosi nuovi obiettivi, sempre più ambiziosi. Il prossimo sarà quello di sbarcare nel mercato americano

by Niccolò Volpati – photo by Andrea Muscatello

Sono passati solo cinque anni da quando, nel 2012, gli effetti della crisi si facevano pesantemente sentire. Che fare? Tirare i remi in barca, aspettare e vedere se la bufera passa? Ranieri International barchemagazine

La famiglia Ranieri non ha ragionato in questo modo. Non è abituata a pensarla così. Pietro, il padre di Salvatore e Antonio, che ha recentemente festeggiato i 50 anni di attività, ha passato una vita di sacrifici per far crescere la propria azienda. E i risultati li ha ottenuti non solo per la caparbietà con la quale è riuscito a superare le difficoltà, ma anche per la sua capacità di visione.

Nel ’66 iniziò con una piccola officina meccanica e alla fine degli anni ’70 si mise a produrre i primi natanti. Allora la nautica da diporto a Soverato era pressoché sconosciuta.

Eppure, da allora, di strada ne ha fatta tanta e oggi può orgogliosamente vantare un’azienda con quasi settanta dipendenti, 26.000 m2 di stabilimenti e una gamma che, tra gommoni e imbarcazioni rigide, è arrivata a 45 modelli. «La scelta più giusta della mia vita è stata quella di far entrare in azienda i miei figli», afferma Pietro Ranieri.

Nasceva così, dodici anni fa, la Ranieri International. Ma torniamo al 2012. Più che di crisi si è trattato di un vero e proprio shock che ha colpito indistintamente quasi tutti i produttori italiani, in particolare chi, come Ranieri, si collocava nella produzione di natanti e quindi di imbarcazioni al di sotto dei dieci metri di lunghezza.

Ranieri International barchemagazineAntonio e Salvatore hanno però lo stesso Dna del padre, devono quindi aver ereditato la stessa capacità di “vedere oltre” che Pietro dimostrò quando quarant’anni fa iniziò a lavorare la vetroresina. La crisi andava aggredita, non subita, e la risposta di Ranieri è stata la nascita di una gamma completamente nuova: i gommoni.

In poco tempo l’offerta si è arricchita di tanti modelli. Il prossimo sarà il 38 Sport Touring. La scelta coraggiosa premia la famiglia Ranieri e l’azienda ricomincia a crescere, soprattutto all’estero. Barche e gommoni si vendono in tutta Europa e poi anche in Cina, Turchia e Taiwan. Con Antonio e Salvatore, l’azienda diventa davvero International e si arricchisce di nuovi dealer che contribuiscono a far conoscere il brand ben oltre le coste italiane.

«Noi cerchiamo di realizzare prodotti che possano essere apprezzati all’estero, senza snaturare le nostre caratteristiche», spiega Salvatore. La produzione, infatti, così come ha sempre voluto il padre, è tutta interna. A Soverato si realizza ogni passaggio, dal progetto alla consegna del prodotto finito. Niente esternalizzazioni, Nessuna lavorazione esterna, per avere sempre tutto sotto controllo, dallo stampaggio all’allestimento.

«Il mercato italiano è in ripresa, ma si deve puntare sempre di più sull’estero», spiega Antonio. «Il prossimo obiettivo è quello di sbarcare negli Stati Uniti, afferma con una punta d’orgoglio Salvatore. Le difficoltà non ci spaventano, perché il nostro approccio, è light, cioè molto graduale». Ranieri International barchemagazine

Hanno pensato agli USA perché sono arrivate molte richieste. Il brand è sempre più conosciuto anche grazie alle tante fiere alle quali l’azienda partecipa. Recentemente a Fort Lauderdale hanno sondato il terreno, ma il vero debutto oltreoceano sarà al Miami Boat Show il prossimo febbraio. Che cosa vuol dire approccio “light”?

Antonio e Salvatore ci spiegano che prima di qualsiasi iniziativa studiano approfonditamente il mercato di un determinato Paese, valutano come potrebbe posizionarsi il brand, non trascurano le regole legali che sono richieste e, soprattutto, iniziano un passo alla volta. Si affacceranno in punta di piedi, ma possono già contare sulla collaborazione di un paio di dealer che hanno già selezionato.

«Il nostro è un prodotto Made in Italy e quindi non pensiamo che si ponga direttamente in contrasto con la produzione americana», affermano i due fratelli. In comune con i natanti dei tanti marchi americani hanno la qualità, ma in più possono vantare un’attenzione nel design che oltreoceano manca. Inoltre, non si aspettano di sbaragliare la concorrenza, ma vogliono conquistarsi una nicchia. E hanno le idee chiare.

famiglia ranieri internationalPuntano a incrementare sensibilmente il fatturato, proprio perché il mercato americano ha numeri impressionanti e quindi anche una nicchia può significare tante barche vendute. Per farlo si stanno attrezzando.

Nulla è lasciato al caso. Meno di due mesi fa è iniziato l’ampliamento della sede di Soverato con una nuova area al coperto di altri 5.000 m2. La ricerca e sviluppo della Ranieri International è curata da tutti e tre: Pietro, Antonio e Salvatore.

«Il nostro programma – ci racconta la famiglia Ranieri – è quello di migliorare, aggiornare e, dove c’è bisogno, implementare la gamma. Vogliamo però rimanere specialisti nella fascia dei natanti perché è quello che sappiamo fare».

Tanta voglia di far fatica, la capacità di vedere lontano e una famiglia unita alle spalle, queste sono le caratteristiche distintive della Ranieri International. Gli ingredienti per avere successo, anche in America, sembra proprio che ci siano tutti.

(Dicembre 2017)

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