Quando la vita ti viene a trovare, l’editoriale di Franco Michienzi Quando la vita ti viene a trovare, l’editoriale di Franco Michienzi
La crisi della pandemia ha messo a nudo la nostra vera natura. Il momento è storico e ci deve spingere a mettere da parte le... Quando la vita ti viene a trovare, l’editoriale di Franco Michienzi

La crisi della pandemia ha messo a nudo la nostra vera natura. Il momento è storico e ci deve spingere a mettere da parte le nostre fragilità facendo agire la parte migliore di noi per un bene comune

by Francesco Michienzi

MI ASPETTAVO DELLE REAZIONI AL MIO EDITORIALE DI MAGGIO, MA NON IMMAGINAVO COSÌ TANTE SOLLECITAZIONI. La maggior parte positive, altre di grande perplessità. Ne cito solo alcune, come quelle di chi mi ha scritto: “Bello l’editoriale, ma è come buttare un bicchiere d’acqua nel mare”. Forse è vero, ma credo che sia giusto fare ogni sforzo per riflettere sul nostro agire.

Tra le lettere ricevute ce ne è una che cita un libro di Ivano Dionigi, Quando la vita ti viene a trovare. Lucrezio, Seneca e noi. La domanda che pone questo testo è se sia meglio vivere tra le passioni dell’esistenza o separarsene scegliendo l’atarassia? E ancora: è possibile avere una vita felice? Nell’antica Roma pochi avevano dubbi: lo stoicismo andava per la maggiore e una vita degna di essere vissuta non era neanche ipotizzabile se non ci si cimentava nella politica o nell’arte della guerra. Il filosofo dell’antichità romana era insomma un viandante delle strade oggi percorse, sebbene in tono dimesso, anche da noi, nelle nostre città affollate. Dionigi si chiede ancora: “Si deve restare solitari a riva a osservare le tempeste della vita o salire a bordo senza troppo curarci dei compagni di viaggio? Seguire le leggi del cosmo o le leggi dell’io? Scegliere la politica o l’antipolitica? Il negotium o l’otium? Credere o capire di fronte a Dio e alla morte? Seguire la lezione dei padri o la rivoluzione dei figli?”.

Personalmente scelgo di non restare a riva perché il mio bicchiere è troppo piccolo a confronto del mare infinito. Sempre nella stessa lettera leggo che “si nota una consonanza forte tra quel che scrivi e ciò che da sempre si dice dell’Uomo e, francamente, mi sono rassegnato. Cioè, non mi impegno più come una volta a discutere degli argomenti da te trattati nell’editoriale, ma mi limito a cercare di dare il buon esempio ai miei ragazzi, ai dipendenti e collaboratori, sperando di non sbagliarmi troppo in modo che l’esempio sia sempre costruttivo e nella direzione giusta. Quindi ammiro chi come te si espone con una verve che per quanto mi riguarda definirei giovanile (nel senso che non l’ho più)… bravo, resisti finché puoi. Anche nel mondo nautico, purtroppo spesso c’è un’etica discutibile e forse proprio per questo si alimentano gli uni gli altri e sopravvivono nonostante le crisi e forse grazie alle crisi”.

Gli esempi di malcostume che potrei fare sono numerosi, come quelli di chi cerca di approfittare della situazione offrendo prezzi ridicoli per acquistare delle imbarcazioni, pensando oltretutto di investire nel settore… Io mi limito ai pensieri positivi. Un altro imprenditore mi scrive: “Non posso non rimanere affascinato dal tuo editoriale… ogni parola è per me una pietra miliare del mio vivere quotidiano… e del mio sentire di uomo di questo strano inizio di millennio. Condivido ed empatizzo quella delusione e quella frustrazione che leggo nelle tue parole anche se ben nascosta tra gli interlinea e resa invisibile agli insensibili. Complimenti, mi hai colpito nel profondo… Sto pensando queste stesse cose e, anche se un po’ più ampliate all’intero consesso degli ambienti che frequento e pratico, ho molto apprezzato sia il tuo solito coraggio che la profondità dello spirito che ti ha guidato…”.

La situazione attuale ha spinto molti imprenditori nautici a riflettere sul loro agire. Emerge la consapevolezza che tutelare le proprie maestranze sia fondamentale per restare competitivi a livello internazionale. Un altro di loro ha commentato: “Condivido quello che hai scritto nell’ultimo editoriale, è una battaglia che nel mio piccolo porto avanti ormai da tempo, siamo, nostro malgrado, circondati da falsità, da ipocrisia mentre abbiamo sempre più bisogno di una società che dia voce alla morale e all’etica, sembra che il nostro paese se ne stia dimenticando. Sono anche certo che se continueremo a parlare di tutto questo con convinzione (come stai facendo ormai da tempo) si riuscirà a cambiare, ne abbiamo profondamente bisogno!!!”.

Infine voglio citare un passaggio di un’altra lettera: “La memoria è importantissima ed essenziale e dobbiamo sempre tenerla nel nostro personale archivio mentale. In molti la pensiamo in maniera simile, ma qualcuno l’ha messo per scritto perché sia condiviso e non rimanga isolato col suo pensiero”. In questi anni l’industria nautica italiana si è distinta grazie all’impegno profuso senza risparmio di energie di questo tipo di imprenditori a cui daremo sempre voce nella convinzione che i comportamenti virtuosi portino all’eccellenza. 

(Quando la vita ti viene a trovare – Barchemagazine.com – Luglio 2020)

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