Phantom 62: l’equilibrio prima di tutto Phantom 62: l’equilibrio prima di tutto
Enrico Gobbi e il suo Team For Design con Phantom 62 hanno ideato una maestosa nave da diporto che ha il suo punto di forza nell’equilibro... Phantom 62: l’equilibrio prima di tutto

Enrico Gobbi e il suo Team For Design con Phantom 62 hanno ideato una maestosa nave da diporto che ha il suo punto di forza nell’equilibro delle forme e nell’eleganza della struttura

 di Niccolò Volpati

Una cosa sono le barche grandi e un’altra le grandi barche. Per queste ultime bisogna affidarsi a team affiatati. Non servono numeri troppo elevati basta sapere bene cosa fare. «Se ci sono tantissime teste al lavoro su un progetto non è detto che si riesca a mantenere elevata la qualità», ci ha spiegato Enrico Gobbi, fondatore di Team For Design.

Questa è la sua filosofia a cui si è dimostrato fedele anche per il Phantom 62, progetto sviluppato in esclusiva per Rossinavi. Nel suo studio lavorano nove architetti. L’impegno è stato oneroso, ma sono abituati a collaborare e a lavorare su imbarcazioni di queste dimensioni. Il risultato è un motor yacht pulito, elegante, essenziale.

Lo si percepisce dalle linee esterne, dalle fiancate, dai tre ponti. Nonostante le dimensioni, le linee non appaiono mai appesantite e, soprattutto, il Phantom 62 non dà certo l’idea di essere un palazzo galleggiante. Non è una barca appariscente, ma nemmeno minimal. L’obiettivo del progettista lo si trova nella ricerca dell’equilibrio: né troppo, né troppo poco.

La poppa è molto particolare. È aperta, nel senso che si può abbattere lo specchio per ottenere una vera e propria terrazza sul mare. Il pozzetto, soprattutto nella zona poppiera, è piuttosto sgombro. La sensazione è quella di osservare una baia con una spiaggia che circonda il mare. La poppa sembra quindi rappresentare un elemento di continuità tra l’acqua che si trova a bordo nella grande piscina di poppa e quella del mare vero e proprio che circonda lo yacht.

Gli interni sono fedeli alla filosofia applicata per il design delle aree esterne. Equilibrio tra dimensioni e arredi. E non è facile ottenerlo, anche se i volumi che si hanno a disposizione sono elevati. Anzi, si rischia sempre di sprecare oppure di omettere qualcosa di fondamentale. Non è così per il Phantom 62. Grandi vetrate nelle zone living, senza che, dall’esterno, lo yacht possa dare la sensazione di essere una specie di palazzo di vetro.

I motori sono coerenti con il design. Si tratta degli MTU da 2.580 kW ciascuno, in grado di spingere uno scafo come questo che misura 62 metri di lunghezza fuori tutto, alla ragguardevole velocità di 20 nodi. Notevole anche l’autonomia che è calcolata in più di 3.300 miglia, grazie ai serbatoi per il carburante con la capacità di 85.000 litri. Il materiale di costruzione della carena e delle sovrastrutture è l’alluminio.

(Phantom 62: l’equilibrio prima di tutto – Barchemagazine.com – Marzo 2019)

 

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