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Aziende 1 aprile 2011

Otam nasce nel 1954 come centro di rimessaggio e manutenzione di imbarcazioni nel Tigullio, per poi diventare anche costruttore di barche tailor made per... Otam

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A 50 nodi non ci ferma nessuno
Otam nasce nel 1954 come centro di rimessaggio e manutenzione di imbarcazioni nel Tigullio, per poi diventare anche costruttore di barche tailor made per amanti della velocità e delle performance. Oggi, dopo aver superato momenti difficili, è un’azienda totalmente rinnovata, dall’assetto societario alla sede di produzione, che ha aperto i propri orizzonti commerciali anche verso l’estremo Oriente
pensieri e parole raccolti da Silvia Montagna ritratti di Andrea Muscatello

Gianfranco Zanoni, una vita di passione e di successi nelle corse motoristiche, e Lorenzo Vallone, esperto di riorganizzazione aziendale con molti anni alle spalle nella direzione di grandi multinazionali, sono i due amministratori delegati di Otam, il primo con delega tecnico produttiva, il secondo finanziaria e di controllo, che ci hanno accolto nella sede di Genova per raccontarci dei recenti e importanti cambiamenti di Otam che vede una compagine sociale rafforzata dall’ingresso di nuovi soci.
Che cosa ha comportato il cambio ai vertici della società?
L. V. Il fine è quello di portare un contributo di valore sia in termini di esperienza di impresa che di impulso, senza tradire i connotati originari del cantiere, che ha un approccio artigianale del fatto “su misura”, avviando un processo di potenziamento e valorizzazione delle risorse.
Otam, in questi anni difficili (dalla fine del 2007 a oggi), nonostante il cattivo andamento del mercato, ha effettuato un rilevante piano di investimenti per ritrovarsi pronta ad affrontare i nuovi obiettivi. A partire dal potenziamento e dall’ammodernamento dell’area del cantiere ma anche da un cambio di tendenza delle mete commerciali che, mentre in passato erano focalizzate principalmente in Italia, ora guardano al Middle e Far East, con particolare attenzione ai mercati turco e cinese, dove c’è una forte domanda per i prodotti della nostra azienda.
Inoltre puntiamo molto sulla revisione dei processi gestionali per realizzare la piena integrazione tra le parti di produzione e quelle amministrative e commerciali per avere un monitoraggio quotidiano delle attività e quindi una maggiore attenzione al contenimento dei costi, senza penalizzare la qualità. Questa è una sfida molto difficile perché Otam produce barche di alto contenuto qualitativo e ci si fronteggia con un mercato abbastanza esigente.
Otam fa barche particolari: custom, performanti, con trasmissioni Arneson… Pensate che questa sia la giusta risposta alla crisi?
G. Z. Noi abbiamo una tradizione di imbarcazioni veloci e quindi ci rivolgiamo a una piccola nicchia di mercato che vogliamo continuare a seguire. Gli oggetti di lusso risentono meno della crisi, quindi noi vogliamo continuare così, magari aumentando un po’ la produzione: siamo andati avanti per molto tempo a fare dalle due alle quattro barche l’anno e vorremmo arrivare al massimo a otto imbarcazioni. Non vogliamo entrare nella grossa produzione ma rimanere nella “boutique” del mare, fare barche come vuole il cliente in una lunghezza dove normalmente c’è poca scelta. In genere il custom made opera oltre i 35 metri, mentre noi lo facciamo dai 14 ai 24 metri (in futuro arriveremo a 30).
Le barche del vostro cantiere hanno una collocazione molto mediterranea, possiamo dire che sono diventate un po’ un “classico contemporaneo” di questo genere di imbarcazioni. Come si sono aggiornate da un punto di vista tecnologico?
G. Z. Negli anni ci sono stati diversi aggiornamenti dal punto di vista costruttivo, idrodinamico e di linee, anche grazie all’uso di materiali compositi e sandwich di ultima generazione e nuove architetture degli interni che ci hanno portato molti apprezzamenti.
Ultimamente molti cantieri pensano alla barca “verde”. Qual è il vostro punto di vista su questo argomento?
G. Z. Le nostre barche, andando oltre 50 nodi, hanno necessariamente bisogno di molti cavalli, nonostante ci sia una certa efficienza idrodinamica delle carene. Ed è quello che ci chiede il nostro cliente: andare forte in ogni condizione di mare e avere tutti gli accessori possibili per la comodità a bordo.
Siamo comunque molto attenti all’esigenza di consumare e inquinare di meno, ci stiamo evolvendo per l’utilizzo di materiali compositi sempre più sofisticati quali il carbonio sottovuoto, per alleggerire le imbarcazioni pur mentendo la stessa rigidità e le medesime caratteristiche strutturali: diminuendo molto il peso potremmo anche abbassare la potenza dei motori consumando molto meno. Inoltre stiamo valutando, ma siamo ancora in fase di studio, la collaborazione con un’azienda primaria in campo elettrico per poter utilizzare la parte elettrica per uscire dal porto e muoversi in una baia.
Nell’editoriale di febbraio il nostro direttore evidenzia che un’altra moda è quella di “lanciarsi” nel mondo delle navette dislocanti come unica risposta alla crisi economica. Voi che costa ne pensate?
G. Z. Noi abbiamo una tradizione e ne siamo innamorati. Io, in particolare, anche se sono in Otam da poco più di un anno e mezzo ho avuto esperienze “corsaiole” e ho sempre seguito imbarcazioni molto veloci e, quindi, ci sta a cuore questa linea.
Che cos’è per voi la qualità?
G. Z. Parte dal primo momento in cui si progetta un’imbarcazione, cioè dal coordinamento tra il nostro ufficio tecnico e studi esterni e poi segue tutte le procedure di costruzione, amministrative, di ordini dei fornitori, di scelta delle persone esterne che lavorano sulle imbarcazioni. Tutte queste attenzioni portano alla qualità del prodotto. Non da ultimo ci vuole la supervisione momento per momento durante la costruzione.
L. V. Qualità è realizzare la massima integrazione all’interno dell’azienda tra tutti i reparti che concorrono alla produzione dell’imbarcazione, sia direttamente che indirettamente, per garantire in ogni momento l’equilibrio giusto tra valore del prodotto ed economicità di gestione. Noi abbiamo un grande impegno nei confronti del cliente che viene qui e vuole realizzare concretamente quello che desidera. Questo richiede uno sforzo altissimo e comporta un impegno sia tecnologico che economico.
Lavorare in Liguria è un vantaggio?
L. V. Personalmente io sono molto contento. Effettivamente è una regione contraddittoria dal punto di vista morfologico: è una lingua di terra chiusa tra la montagna e il mare e quindi c’è una continua tensione ad appropriarsi di quest’ultimo con nuovi spazi. È indubbio che, però, sia un punto di riferimento per tutto un bacino mitteleuropeo e mediterraneo.
G. Z Da un punto di vista tecnico-produttivo devo dire che in Liguria ci sono una tradizione e una professionalità nel campo nautico molto elevate. D’altra parte i liguri sono molto chiusi e quindi per rendere ottimali i prezzi è necessario creare una concorrenza.
Qual è il vostro armatore tipo?
G. Z. Non abbiamo un cliente tipico: hanno dai 20 agli 80 anni e fanno mestieri differenti; amano andare veloce e soprattutto sanno cosa vuol dire fare un’imbarcazione performante, una carena a V, uno scafo con determinati materiali di costruzione. Il nostro è un cliente che sa apprezzare quello che non si vede.
Come vedete il momento attuale, come il futuro e qual è la vostra mission?
L.V. La causa della crisi attuale è la diffidenza che si è creata tra le banche e che impedisce che i capitali vengano messi in circolazione. Per cui ci sono imprese su tutto il pianeta che hanno voglia di fare e non partono perché non hanno il “carburante” delle banche che preferiscono impiegare i loro capitali più sulla via finanziaria che su quella manifatturiera e industriale.
Io credo che la vera crisi ci sia quando scompaiono i bisogni, mancano le idee e la capacità di spingere il mercato in una certa direzione, quindi si è creata una situazione paradossale che si sta prolungando da parecchio tempo. Ma nel momento in cui si romperà questo circolo perverso sarà come aprire una diga e partirà tutto velocissimo.
G. Z. Già adesso ci sono dei sintomi di ripresa che partono dalla Germania che ci fanno sperare.
Stiamo anche sviluppando molto la nostra area produttiva in cui ci siamo insediati nel 2005. Allora era molto fatiscente ma ora abbiamo un travel lift e un nostro capannone di produzione che sarà presto allargato, prevediamo un banchinamento sulla parte del pontile, abbiamo appena finito di costruire una palazzina dove ci sono bagni, spogliatoio, officina, mensa e cerchiamo sempre più di avere buona armonia e una produzione maggiore. Siamo pronti ad affrontare il mercato.

Le barche di Otam

Millennium 45
Lunghezza f.t. m 15,05 • lunghezza scafo m 13,45 • larghezza m 4 • immersione a pieno carico m 1,07 • peso a pieno carico kg 1.914 • riserva carburante lt 2.000 • riserva acqua lt 440 + 350 • cabine 2 • bagni 2 • 2 motori Cat C18 cv 1.015 • propulsione Arneson Asd 11 • numero max persone imbarcabili 12 • velocità max 54 nodi • velocità di crociera 50 nodi • certificazione Ce categoria B

Millennium 58 HT
Lunghezza f.t. m 18,70 • lunghezza scafo m 16,75 • larghezza m 4,68 • immersione a pieno carico m 1,29 • peso a pieno carico kg 3.200 • riserva carburante lt 3.500 • riserva acqua lt 450 + 280 • cabine 2 + 1 • bagni 2 + 1 • 2 motori Cat C32 Acert cv 1.724 • propulsione Arneson Asd 14 L • numero max persone imbarcabili 16 • velocità max 55 nodi • velocità di crociera 50 nodi • certificazione Ce categoria B

Millennium 58 Open
Lunghezza f.t. m 18,70 • lunghezza scafo m 16,75 • larghezza m 4,68 • immersione a pieno carico m 1,29 • peso a pieno carico kg 2.900 • riserva carburante lt 3.500 • riserva acqua lt 450 + 280 • cabine 2 + 1 • bagni 2 + 1 • 2 motori Cat C32 Acert cv 1.724 • propulsione Arneson Asd 14 L • numero max persone imbarcabili 16 • velocità max 55 nodi • velocità di crociera 50 nodi • certificazione Ce categoria B

Millennium 65 HT
Lunghezza f.t. m 20,30 • lunghezza scafo m 18,32 • larghezza m 4,68 • immersione a pieno carico m 1,30 • peso a pieno carico kg 3.200 • riserva carburante lt 4.000 • riserva acqua lt 500 + 280 • cabine 2 + 1• bagni 2 + 1 • 2 motori Cat C32 Acert cv 1.724 • propulsione Arneson Asd 14 L • numero max persone imbarcabili 16 • velocità max 54 nodi • velocità di crociera 48 nodi • certificazione Ce categoria B

Millennium 80 HT
Lunghezza f.t. m 25,50 • lunghezza scafo m 23,95 • larghezza m 6,05 • immersione a pieno carico m 1,40 • peso a pieno carico kg 6.000 • riserva carburante lt 14.900 • riserva acqua lt 1.000 • cabine 3 + 2 • bagni 3 + 2 • 4 motori Cat C32 Acert cv 1.724 • trasmissioni Trimax • numero max persone imbarcabili 20 • velocità max 55 nodi • velocità di crociera 50 nodi • certificazione Ce categoria B

(Aprile 2011)