Officina Italiana Design, la fabbrica del bello… Officina Italiana Design, la fabbrica del bello…
Fondata da Mauro Micheli e Sergio Beretta, Officina Italiana Design ha fatto del rigore stilistico la sua cifra caratteristica dando vita a barche e grandi yacht... Officina Italiana Design, la fabbrica del bello…

Fondata da Mauro Micheli e Sergio Beretta, Officina Italiana Design ha fatto del rigore stilistico la sua cifra caratteristica dando vita a barche e grandi yacht che sono diventati delle icone nel panorama nautico mondiale

di Tania Cinelli

Officina italiana design

Mauro Micheli e Sergio Beretta

C’è ancora chi si stupisce pensando che le imbarcazioni Riva, icone di stile e di design, siano pensate e concepite in uno studio di Bergamo. «Tutto si è sviluppato così naturalmente che, a pensarci bene, forse non poteva che essere così», spiega Sergio Beretta, Ceo e fondatore insieme a Mauro Micheli di Officina Italiana Design, che da oltre vent’anni prosegue nel creare la storia di uno dei marchi italiani, Riva, tra i più conosciuti al mondo. «Il lago d’Iseo è a soli 20 minuti da Bergamo e in fondo i motoscafi Riva sono stati concepiti inizialmente proprio per solcare le acque lacustri».  

Quando si parla di good design, di cura nei dettagli, di alte prestazioni e di perfetta realizzazione, unita a una magistrale capacità artigianale, tipicamente italiana, tutto cambia: il luogo d’origine delle cose non ha più importanza.  In particolare, quando si parla di barche, la distanza tra lago e mare si accorcia.

«E pensare che tutto è nato quasi per caso», aggiunge Mauro Micheli, chief designer dello studio, «Non era contemplato lo yacht designer tra i mestieri che avrei voluto fare da grande.

Dopo il liceo artistico, studiavo all’Accademia di Brera a Milano ed ero, come ora, affascinato dall’arte e dalla sua potenza: Masaccio, Piero della Francesca, Paolo Uccello, Giovan Battista Moroni. Ma anche da quella contemporanea: oggi tra i miei preferiti ci sono Gilbert &George, Bruce Nauman e Barbara Kruger, e difficilmente mi privo del piacere di frequentare mostre e gallerie d’arte moderna, che sono sempre fonte di emozioni e di ispirazioni», aggiunge il designer.

Non sorprende quindi che Micheli ami disegnare a mano libera: «Nel disegno trovo la concentrazione, ritrovo me stesso».

RIVA 100 Corsaro Officina italiana design

RIVA 100 Corsaro

E non stupisce che Gino Gervasoni, genero del grande Carlo Riva, al tempo in cui Micheli lavorava internamente in Riva fosse affascinato da come disegnava a mano libera. Una capacità che gli valse l’assunzione nel centro stile Riva e la possibilità in 10 anni di assorbire tutto il Dna Riva.

Poi nel 1994 il distacco, ma con un cordone ombelicale mai reciso. «Spinsi Mauro a fondare Officina Italiana Design, proprio perché ero convinto che la capacità creativa di Mauro potesse librarsi maggiormente, proprio come un artista nella sua bottega», precisa Sergio Beretta, «Creammo lo studio in un capannone: una situazione piccola ad Adrara San Martino, paese nell’entroterra del lago di Iseo. Pian piano ci siamo ingranditi e poi spostati».

Oggi lo studio è nel cuore di Bergamo, in un palazzo di fine ’800, nella stessa via dell’Accademia Carrara e dalla Gamec, attivissima Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, della quale Mauro Micheli e Sergio Beretta sono soci sostenitori.

Il team negli anni è cresciuto; ognuno ha il proprio ruolo e una competenza specifica. Mauro Micheli è la mente creativa e coordina 9 designer. Sergio Beretta segue la parte manageriale, i contatti e l’amministrazione, l’organizzazione dello studio e il rapporto con lo staff. Questa è l’alchimia alla base di un rapporto professionale che dura da oltre 20 anni.

«Abbiamo imparato a rispettarci e a mantenere ciascuno autonomia di decisione nei nostri compiti diversi», spiega Sergio Beretta, «Ma alla fase creativa partecipiamo un po’ tutti: Mauro mi chiede sempre un piccolo feedback soprattutto sulle imbarcazioni più piccole, dove anch’io ho una mia esperienza. Io sono pignolo e in questo senso faccio sempre una lista di cose da non dimenticare sulle barche delle quali Mauro tiene spesso conto. Sul Rivamare per esempio ho suggerito la raccolta differenziata, ovviamente completamente rivestita di mogano lucido».Officina italiana design

In Officina Italiana Design, come in tutte le migliori “botteghe artigianali” sono i particolari che fanno la differenza contribuendo a protrarre nel tempo il successo di un marchio come Riva, le cui imbarcazioni sono opere d’arte, definite da linee pulite ed essenziali.

Barche che, anche per questo, sono diventate oggetti di design esclusivi, dove l’innovazione è volta a raggiungere sempre nuovi traguardi. Dal 2015 sono stati varati due 88’: Florida e Domino Super; e due 76’: Perseo e Bahamas, un 39’ piedi Rivamare che è già un’icona di stile ed eleganza e con il quale lo studio ha vinto di recente il prestigioso riconoscimento Eccellenze del Design Lombardo 2017, ADI Design Index 2017.

Oltre alle barche Officina Italiana Design ha curato, insieme al centro stile FCA, la reinterpretazione in chiave nautica della Fiat 500 Riva. Non ultimo il 100’ Corsaro che segna il ritorno di Riva nel segmento dei Fly e il 56’ Rivale. Presto vedremo il 110’ Dolcevita, con nuove soluzioni di design legate molto all’abitare, e il Riva 90’ dalle linee sportive e dinamiche.

Ma non è tutto. Officina Italiana Design, da un po’ di tempo, sta pensando in grande, a Montecarlo è stato presentato il suo Seven Sins, splendido 52 metri disegnato per Sanlorenzo, cantiere con il quale ha concluso di recente un contratto che prevedeva la progettazione di sei modelli dai 78 piedi ai 64 metri, tra cui il rivoluzionario SX88.

Per Riva invece, che nel 2014 ha annunciato il ritorno nel settore dei mega yacht, Officina Italiana Design sta studiando anche una flotta da 50 a 90 metri di lunghezza. Tanto lavoro e tanti capolavori in questa Fabbrica delle Idee, oggi riconosciuta come esempio dell’eccellenza italiana nel mondo.

(Febbraio 218)

  • Riva 90' Officina italiana design
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  • San Lorenzo-©Guillaume Plisson-1Y7A0545
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