Ocore, quando la nautica insegna tecnologia… ecco la barca stampata in 3D Ocore, quando la nautica insegna tecnologia… ecco la barca stampata in 3D
Viene dalla Sicilia, opera nel mondo della stampa in 3D di grandi dimensioni e, soprattutto, di si occupa di nautica. Ocore è un start-up... Ocore, quando la nautica insegna tecnologia… ecco la barca stampata in 3D

Viene dalla Sicilia, opera nel mondo della stampa in 3D di grandi dimensioni e, soprattutto, di si occupa di nautica. Ocore è un start-up siciliana che ha vinto il  Pni, Premio Nazionale per l’Innovazione. 

Il premio, alla sua quindicesima edizione, è qualcosa di molto serio. È stato istituito istituito nel 2003 dall’Associazione Italiana degli Incubatori Universitari, PNICube, per diffondere la cultura d’impresa in ambito universitario e accorciare le distanze tra ricerca e mercato e quest’anno ha visto la partecipazione di 2.768 neoimprenditori, per un totale di 1.031 idee d’impresa e 531 business plan presentati.PNI OCORE barchemagazine

Passata una prima selezione su base sono state selezionate 65 startup finaliste da una giuria composta da 28 esponenti del mondo dell’impresa, della ricerca universitaria e del venture capital, sulla base di criteri come originalità dell’idea imprenditoriale, realizzabilità tecnica, interesse per gli investitori, adeguatezza delle competenze del team, attrattività per il mercato.

Sono stati assegnati complessivamente ben 1,6 milioni di euro di montepremi (main sponsor Ferrovie dello Stato):  ai quattro vincitori di categoria un premio di 25 mila euro ciascuno, più per il vincitore assoluto ulteriori 25 mila euro.  Grande protagonista è stata proprio Ocore che si è vinta un bel gruzzolo, 50.000, avendo vinto nella sua sezione “Industrial” e anche la classifica overall.

Per che cosa? Daniele Cevola, Francesco Belvisi e Mariga Perlongo, un architetto e due ingegneri, hanno sviluppato e brevettato una nuova strategia di deposizione del materiale per la stampa in 3D che, sfruttando un algoritmo ispirato ai frattali e utilizzando polimeri avanzati rinforzati con fibre di carbonio, permette di realizzare strutture ad altissime prestazioni, più forti, più durevoli e allo stesso tempo più leggere.

Prime applicazioni studiate sono quelle nel campo della nautica, dalle tavole da surf alle  strutture di grandi yacht interamente costruite attraverso il primo robot di stampa 3D ad alte prestazioni. Grandi vantaggi niente modelli e stampi, e addio ai classici problemi della stampa 3D tradizionale. Il mondo delle barche è stato il settore scelto per mettersi alla prova e vincere la sfida, ma le applicazioni sono innumerevoli in tutti quei settori che richiedono il massimo di prestazioni e leggerezza.

Ocore Livrea Yacht barchemagazineStiamo lavorando alla costruzione della prima barca a vela completamente prodotta in 3D printing” – ci ha raccontato Daniele Cenvola, l’architetto del gruppo, che da sempre lavora nel mondo della nautica e già alla H3O Yacht Designche nel 2019 parteciperà alle selezioni per la Mini Transat 2019».

Ma tutto però era partito con Livrea Yacht…  “Esatto, con l’idea di produrre barche dalle linee classiche ispirate delle lance pantesche, ma in 3D. Da lì lo sviluppo del progetto del robot di stampa 3D, insieme ai nostri partner Lehvoss e Autodesk, e la presentazione all’Hannover Mess, fiera biennale sulle tecnologie avanzate. È stata la svolta. Sono arrivate moltissime richieste da ambiti non più solo nautici.  Abbiamo capito che doveva nascere Ocore e abbiamo partecipato alle selezioni per il PNI”.

Per la cronaca il nome arriva da “Organic Core”, quindi prodotti dall’anima verde.  ocore PNI barchemagazine

Molto interessanti anche i progetti sviluppati dalle altre startup vincitrici delle rispettive categorie. L’emiliana Bettery ha ricevuto il riconoscimento per il miglioramento della sostenibilità ambientale con Nessox, batteria liquida superleggera e con una velocità di ricarica cinque volte più veloce del normale.

A RY Goldzip, calabra, è stato assegnato il premio per il miglioramento della salute delle persone, grazie ad una crema con principi attivi tratti dalle cipolle di Tropea. Infine per la categoria «tecnologie dell’informazione e dei nuovi media» ha vinto Ermes Cyber Security, startup valdostana che ha ideato una soluzione in grado di bloccare completamente la perdita di informazioni dopo un attacco grazie ad algoritmi brevettati basati su machine learning, big data e intelligenza artificiale.