Il Nuovo Codice della Nautica, cos’è e cosa cambia veramente? Il Nuovo Codice della Nautica, cos’è e cosa cambia veramente?
Il testo del nuovo Codice della Nautica è stato approvato definitivamente. Grande merito alla presidente di Ucina Carla Demaria e ai suoi collaboratori. Ecco... Il Nuovo Codice della Nautica, cos’è e cosa cambia veramente?

Il testo del nuovo Codice della Nautica è stato approvato definitivamente. Grande merito alla presidente di Ucina Carla Demaria e ai suoi collaboratori. Ecco cosa cambierà nella vita dei diportisti

di Vincenzo Cristiano

 Si tratta di un grande risultato raggiunto nell’interesse dei diportisti e di tutta la filiera produttiva dell’industria nautica italiana. In particolare il nuovo Codice della nautica dà pari dignità alla navigazione commerciale da diporto rispetto a quella senza fini di lucro, viene introdotta la dicitura inglese “commercial yacht” e si stabilisce che, per le navi da diporto iscritte al Registro Internazionale (Superyacht), la disciplina generale è quella del nuovo Codice stesso. In questo modo viene superato il peccato originale di un testo normativo nato per le unità private e che marginalmente aveva introdotto il loro impiego per “finalità commerciali”.

Nuovo Codice della Nautica – Il panorama normativo di riferimento
Il Consiglio dei Ministri, riunito in data 27 ottobre, ha approvato, in secondo esame preliminare, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, un importante decreto legislativo che, in attuazione dell’articolo 1 della legge 7 ottobre 2015 n. 167, rivede e soprattutto integra il Codice della nautica da diporto (decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171) e di fatto conferisce piena attuazione alla direttiva europea 2003/44/CE sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri riguardanti le imbarcazioni da diporto.

Nel lavoro che segue cercheremo di suddividere le disposizioni che hanno maggiore impatto sui c.d. diportisti rispetto a quelle, per così dire “generiche”, che interesseranno gli operatori professionali del settore.

(i) PARTE I.
Le nuove norme di maggior interesse per i c.d. “diportisti”
La nuova classificazione delle unità da diporto
L’articolo 3 del decreto modifica il corrispondente art. 3 del codice della nautica da diporto (codice).
La nuova classificazione delle unità da diporto è la seguente:

  1. a) unità da diporto: si intende ogni costruzione di qualunque tipo e con qualunque mezzo di propulsione destinata alla navigazione da diporto;
  2. b) unità da diporto utilizzata a fini commerciali (commercial yacht): si intende ogni unità da diporto di cui all’articolo 2 del codice e che non trasporta merci, comprese le navi di cui all’articolo 3 della legge 8 luglio 2003, n. 172;

Queste ultime sono le navi destinate esclusivamente al noleggio per finalità turistiche, che in base al citato art. 3 hanno lunghezza superiore a 24 metri e stazza lorda inferiore a 1000 tonnellate e che possono essere iscritte al Registro internazionale ed assoggettate alla relativa disciplina: sono navi adibite alla navigazione internazionale solo per il noleggio turistico e abilitate al trasporto di massimo 12 passeggeri, escluso l’equipaggio ed a loro non si applica il divieto di cabotaggio previsto per le navi iscritte al Registro internazionale;

  1. c) nave da diporto maggiore: si intende ogni unità con scafo di lunghezza superiore a ventiquattro metri, misurata secondo la norma armonizzata UNI/EN/ISO/8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto, e di stazza superiore alle 500 GT ovvero a 600 TSL dell’Ente nazionale italiano di unificazione, dell’Organismo di Normazione Europea e dell’Organizzazione internazionale per la standardizzazione, di seguito UNI/EN/ISO/8666, e di stazza superiore alle 500 gross tonnage, di seguito GT, ovvero a 600 tonnellate di stazza lorda, di seguito TSL;
  2. d) nave da diporto minore: si intende ogni unità con scafo di lunghezza superiore a ventiquattro metri, misurata secondo la norma armonizzata UNI/EN/ISO/8666, e di stazza fino a 500 GT ovvero a 600 TSL;
  3. e) imbarcazione da diporto: si intende ogni unità con scafo di lunghezza superiore a dieci metri e fino a ventiquattro metri, misurata secondo la norma armonizzata UNI/EN/ISO/8666;
  4. f) natante da diporto: si intende ogni unità a remi ovvero con scafo di lunghezza pari o inferiore a dieci metri, misurata secondo la norma armonizzata di cui alla lettera c), con esclusione delle moto d’acqua;
  5. g) moto d’acqua: si intende ogni unità da diporto con lunghezza dello scafo inferiore a quattro metri, che utilizza un motore di propulsione con una pompa a getto d’acqua come fonte primaria di propulsione e destinata a essere azionata da una o più persone sedute, in piedi o inginocchiate sullo scafo, anziché al suo interno.

La nuova classificazione del Nuovo Codice della Nautica introduce pertanto la navigazione commerciale da diporto (commercial yacht) e l’applicazione del codice alle navi immatricolate con la disciplina speciale del registro internazionale in base all’art. 3 della l. 172/2003.

Si distingue inoltre tra navi da diporto maggiori e minori a seconda della stazza e si introducono espressamente le moto d’acqua tra le unità da diporto.

Nuovo Codice della Nautica – L’iscrizione delle navi da diporto e delle imbarcazioni da diporto
L’art. 15 del codice prevede attualmente che le navi da diporto siano iscritte in registri tenuti dalle Capitanerie di porto.
L’articolo 5 introduce la possibilità di iscrizione provvisoria per le navi da diporto, attualmente prevista per le sole imbarcazioni.

Il novellato comma 4 prevede che il proprietario o l’utilizzatore dell’unità da diporto in locazione finanziaria può richiedere allo Sportello telematico del diportista (STED) l’annotazione della perdita di possesso dell’unità medesima a seguito di reato contro il patrimonio, presentando l’originale o la copia conforme della denuncia o della querela e restituendo, se in suo possesso, la licenza di navigazione.

La stessa richiesta può essere presentata in caso di provvedimenti dell’autorità giudiziaria o della pubblica amministrazione che comportano l’indisponibilità dell’unità da diporto, di sentenza di organi giurisdizionali che accertano la perdita del possesso per l’intestatario dell’unità da diporto, requisizione o la cessazione degli effetti del contratto di locazione finanziaria. Nel caso in cui il proprietario o l’utilizzatore dell’unità da diporto in locazione finanziaria rientra nel possesso dell’unità può richiederne l’annotazione allo Sportello telematico del diportista (STED), anche ai fini del rilascio di una nuova licenza di navigazione.

L’articolo 6 inserisce nel codice il nuovo articolo 15-bis, che disciplina specificamente l’iscrizione delle navi da diporto.

L’iscrizione nel registro delle navi da diporto, anche provvisoria, può essere chiesta dal proprietario con il titolo di proprietà e il certificato di stazza, mentre nel caso di navi estere è richiesto anche l’estratto del registro di iscrizione di provenienza o il certificato di cancellazione; quest’ultimo documento può essere sostituito da un certificato che attesta le procedure di cancellazione dal registro estero.

Se nei certificati suddetti sono indicate le generalità del proprietario si prevede che non sia necessario presentare il titolo di proprietà.

Per l’annotazione dell’utilizzo a fini commerciali nel registro delle navi da diporto è necessario che il proprietario presenti anche il certificato di iscrizione al registro delle imprese o dichiarazione sostitutiva con gli estremi dell’impresa individuale o della società.

Analogamente ai precedenti, l’art. 10
introduce una disciplina specifica per l’iscrizione delle imbarcazioni da diporto.

Il nuovo schema di regolamento prevede il superamento del vecchio sistema di tenuta dei registri di iscrizione delle unità da diporto, gestiti ad oggi in formato cartaceo e in termini decentrati presso ciascun circondario marittimo, attraverso la loro completa informatizzazione e la devoluzione delle relative competenze ad un’unica autorità centrale competente su tutto il territorio nazionale. A tale obiettivo si accompagna anche quello della semplificazione e della razionalizzazione delle modalità di iscrizione e cancellazione delle unità da diporto nei relativi registri e delle modalità di rilascio dei documenti di navigazione attraverso l’istituzione degli sportelli telematici del diportista (STED) collegati con una banca dati centrale.

Il Sistema telematico centrale della nautica da diporto (SISTE) è istituito presso il Dipartimento per i Trasporti del MIT ed è articolato nelle seguenti strutture: Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN, contenente le informazioni di carattere tecnico e giuridico delle unità da diporto); Ufficio di conservatoria centrale delle unità da diporto; Sportello telematico del diportista.

Nuovo Codice della Nautica – Altre disposizioni relative all’iscrizione delle unità da diporto
L’art. 16 del codice prevede che le unità da diporto utilizzate a titolo di leasing con facoltà di acquisto siano iscritte a nome del locatore, con specifica annotazione sul registro di iscrizione e sulla licenza di navigazione del nominativo dell’utilizzatore e della data di scadenza del relativo contratto. Su tale norma interviene l’articolo 7 dello schema, che prevede che in caso di risoluzione del contratto di locazione finanziaria, il proprietario chieda la cancellazione dell’annotazione. In caso di perdita di possesso la cancellazione dell’annotazione è richiesta dal proprietario o dall’utilizzatore.

L’articolo 8 dello schema prevede l’eliminazione circa l’obbligo di pubblicità per la dichiarazione e la revoca di armatore.

L’articolo 9, con riferimento all’iscrizione delle unità da diporto da parte di stranieri o estero residenti, specifica infine, novellando l’art. 18, co. 4 del codice, che il rappresentante, qualora straniero, deve essere regolarmente soggiornante in Italia

Nuovo Codice della Nautica – Snellimento dei controlli di sicurezza sulla navigazione da diporto
L’articolo 19 introduce un nuovo articolo 26-bis nel codice. Si prevede in tal senso che sia il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con specifiche direttive annuali, a determinare le modalità di svolgimento dei controlli in materia di sicurezza della navigazione da diporto, anche commerciale, al fine di evitare duplicazioni di accertamenti a carico delle unità da diporto, con particolare riguardo alla stagione balneare. è prevista anche la verifica successiva dell’attuazione di tali direttive.

Nuovo Codice della Nautica – Il mediatore del diporto
L’articolo 31 introduce nel codice un nuovo Capo II-bis, relativo alle figure professionali per le unità da diporto, composto dai nuovi articoli 49-ter, 49-quater e 49-quinquies e 49-sexies.

In particolare, con l’articolo 49-ter viene istituita la figura professionale del mediatore del diporto, definito come colui che mette in relazione, anche attraverso attività di consulenza, due o più parti per la conclusione di contratti di compravendita, costruzione, locazione, noleggio, comodato, ormeggio di barche e locazione finanziaria di unità da diporto.

(ii) PARTE II.
Le nuove norme di maggior interesse per gli operatori commerciali.
Anagrafe nazionale delle patenti nautiche e categorie di patenti

Gli articoli 28 e 29 apportano una serie di modifiche in materia di patenti nautiche.

L’articolo 29 istituisce l’Anagrafe nazionale delle patenti nautiche, presso il Dipartimento per i trasporti del Ministero delle infrastrutture e trasporti. A tal fine si introduce nel codice il nuovo articolo 39-bis. La nuova Anagrafe includerà infatti anche i sinistri marittimi, gli eventi straordinari e le violazioni.

I dati saranno raccolti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e il personale del Ministero dei trasporti, e saranno forniti dalle Capitanerie di porto, dagli Uffici circondariali marittimi e dagli Uffici della motorizzazione civile, dagli organi accertatori (ufficiali di polizia giudiziaria delle Forze di polizia e del Corpo della Capitanerie di porto), nonchè dalle compagnie di assicurazione, soggetti che sono tutti tenuti alla trasmissione dei dati al Centro Elaborazione Dati della Direzione generale per la motorizzazione del Dipartimento dei trasporti.

L’articolo 28 dispone invece l’aggiornamento e la semplificazione dei requisiti necessari per il conseguimento della patente nautica.

Nuovo Codice della Nautica – L’istruttore di vela
Con il nuovo decreto nasce la figura professionale dell’istruttore di vela, definito come colui che insegna professionalmente, anche in modo non continuativo, le tecniche della navigazione a vela in tutte le specializzazioni, esercitate con qualsiasi tipo di unità, in mare, laghi e acque interne.

L’esercizio professionale dell’istruttore di vela è riservato ai soggetti iscritti in un apposito elenco nazionale tenuto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

L’articolo 49-sexies del Nuovo Codice della Nautica prevede l’elenco nazionale degli istruttori di vela come abilitante a svolgere la professione in tutto il territorio nazionale, ed i requisiti che occorrono per richiedere l’iscrizione:

  1. a) cittadinanza dell’Unione europea;
  2. b) età minima di 23 anni (in seguito 18);
  3. c) avere assolto l’obbligo di istruzione, di cui all’articolo 1, comma 622,della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
  4. d) non essere stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, non essere stati sottoposti a misure di sicurezza personali o alle misure di prevenzione, non essere stati condannati a una pena detentiva non inferiore a tre anni, salvo che non siano intervenuti provvedimenti di riabilitazione;
  5. e) avere residenza o domicilio o stabile recapito in un comune della Repubblica;
  6. f) essere in possesso almeno di brevetto che abilita all’insegnamento delle tecniche di base della navigazione a vela, rilasciato dalla Marina Militare, dalla Federazione italiana vela, o dalla Lega navale italiana, nel rispetto del sistema nazionale di qualifiche dei tecnici sportivi del Comitato olimpico nazionale italiano e del quadro europeo delle qualifiche–European Qualification Framework dell’Unione europea;
  7. g) essere in possesso del certificato di idoneità psicofisica, sulla base dei requisiti previsti dalle disposizioni di attuazione di cui all’articolo 5 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n.663;
  8. h) aver stipulato una polizza di assicurazione della responsabilità civile per i danni arrecati nell’esercizio dell’attività derivanti da condotte proprie o di terzi, del cui operato essi rispondono a norma di legge.

Nuovo Codice della Nautica – Scuole nautiche e Centri di istruzione per la nautica
L’articolo 32 introduce nel codice due nuovi articoli: l’art. 49-septies, che disciplina le Scuole nautiche, e l’art. 49-octies, che disciplina i Centri di istruzione per la nautica.

Il nuovo articolo 49-septies definisce come “scuole nautiche” le scuole per l’educazione marinaresca, l’istruzione e la formazione dei candidati agli esami per il conseguimento delle patenti nautiche.

Tali scuole sono soggette a vigilanza amministrativa e tecnica da parte delle Province o delle Città metropolitane o delle Province autonome di Trento e di Bolzano del luogo in cui hanno la sede principale.

Per la gestione di una scuola nautica è richiesto che le persone fisiche o giuridiche, le società ed enti presentino l’apposita segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). Il titolare della scuola deve avere la proprietà e gestione diretta, personale, esclusiva e permanente dell’esercizio, nonché la gestione diretta dei beni patrimoniali della scuola nautica e risponde del suo regolare funzionamento nei confronti dell’autorità competenti. Si prevede che possano svolgere attività di insegnamento presso le scuole nautiche i seguenti soggetti:

– chi è in possesso dell’abilitazione non inferiore a quella di ufficiale di coperta o di titolo professionale di capitano del diporto;
– i docenti degli istituti tecnici di sopra citati (di cui al comma 5);
– gli ufficiali superiori del Corpo dello stato maggiore e delle capitanerie di porto che hanno cessato il servizio attivo da almeno cinque anni;
– coloro che hanno conseguito da almeno dieci anni la patente nautica per la navigazione senza alcun limite.

L’attività di insegnamento della tecnica di base della navigazione a vela è svolta dall’istruttore di vela.

Gli insegnanti ed i soggetti che gestiscono le scuole nautiche, inoltre, non devono essere stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza ed essere sottoposti a misure amministrative di sicurezza personali o alle misure di prevenzione e non essere stati condannati a una pena detentiva non inferiore a tre anni, salvo che non siano intervenuti provvedimenti di riabilitazione.

Il nuovo articolo 49-octies dispone che le associazioni nautiche, e gli enti a livello nazionale per la gestione delle scuole per il conseguimento delle patenti nautiche, riconosciuti in conformità a quanto previsto con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, assumano la denominazione di “Centri di istruzione per la nautica”. Per questi enti non è richiesta la segnalazione certificata in materia di inizio attività.

Tali enti sono vigilati dal Ministero delle infrastrutture e trasporti e devono svolgere l’attività di formazione dei candidati agli esami per patenti nautiche di qualsiasi categoria, possedere una adeguata attrezzatura tecnica e didattica, disporre degli insegnanti previsti per le scuole nautiche, nonché di una adeguata unità da diporto, secondo quanto stabilito dal regolamento di attuazione del codice.

Nuovo Codice della Nautica – Accosti riservati per le unità in transito e riserva per i soggetti diversamente abili
L’articolo 33, comma 1, introduce nel codice il nuovo Capo II-quater del Titolo III del codice, composto, tra l’altro, dagli articoli 49-novies, 49-decies, 49-undecies e 49-duodecies, che disciplinano le strutture dedicate alla nautica da diporto.

Il nuovo articolo 49-novies del Nuovo Codice della Nautica disciplina il transito delle unità da diporto, prevedendo che vi sia un congruo numero di ormeggi riservati alle unità in transito e ai soggetti diversamente abili. Per quanto riguarda il transito delle unità da diporto condotte da soggetti diversamente abili o con persone diversamente abili a bordo, il numero degli accosti riservati è pari, nel periodo estivo, all’uno per cento dei posti disponibili, mentre per gli altri periodi dell’anno ad un numero che va da uno ad otto posti a seconda della capienza del porto. Viene però stabilito che per tali soggetti venga scelta un’area di comodo accesso, con banchina di accesso di altezza massima di 50 cm rispetto al livello dell’acqua ed a minore distanza possibile dai punti di erogazione di acqua ed energie elettrica, nonchè che l’ormeggio sia riconoscibile delimitandolo con strisce gialle dipinte e con apposito simbolo. In alternativa è possibile l’utilizzo di un idoneo sistema di pontili galleggianti, collegati a terra, che consentano comodo accesso e uso.

Nuovo Codice della Nautica  – Illeciti amministrativi – (artt. 35-43)
Gli articoli da 35 a 43 dello schema di decreto legislativo modificano il Titolo V del Codice della nautica da diporto, relativo agli illeciti amministrativi, dando attuazione alla delega per la revisione della disciplina sanzionatoria (comma 1, lett. c) della legge).

Quanto al pagamento in misura ridotta delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal Codice della nautica da diporto, la riforma consente:

  • entro 60 giorni dalla contestazione della violazione, il pagamento di una somma pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista o, se più favorevole, pari al doppio del minimo, oltre alla spese del procedimento. Solo a titolo di esempio, se viene contestato il superamento del limite di velocità, per il quale il Codice prevede il pagamento di una somma da 207 a 1.033 euro, l’autore dell’illecito potrà pagare entro 60 giorni dalla contestazione 344 euro;
  • l’ulteriore riduzione della suddetta somma del 30% se il pagamento avviene entro 5 giorni dalla contestazione. Questa agevolazione non si applica per le violazioni che comportano la sanzione accessoria della sospensione o della revoca della patente nautica, il sequestro dell’unità da diporto o a coloro che abbiano rifiutato l’esibizione di documenti di bordo.

Nuovo Codice della Nautica – Gennaio 2018

 

  • Saint Barths Bucket Super Yacht Regatta
  • BAGLIETTO RIDOC MP-94
  • approvato in via definitiva il registro telematico