La non imponibilità dell’IVA per chi naviga “in alto mare” La non imponibilità dell’IVA per chi naviga “in alto mare”
 Il difficile tema della non imponibilità Iva degli yacht commerciali. Ne può godere chi naviga “in alto mare” e se fornisce un’idonea “documentazione ufficiale”.... La non imponibilità dell’IVA per chi naviga “in alto mare”

 Il difficile tema della non imponibilità Iva degli yacht commerciali. Ne può godere chi naviga “in alto mare” e se fornisce un’idonea “documentazione ufficiale”. Ma cosa si intende con queste definizioni? 

di Federico Santini*

Nel 2017  l’Agenzia delle Entrate era intervenuta con la risoluzione n. 2/E del 12 gennaio 2017 per fornire nuove regole in tema di non imponibilità IVA per le navi adibite alla navigazione in alto mare ai sensi dell’articolo 8 bis del DPR 633/1972 (Legge IVA), regole alle quali era stato dedicato un articolo di questa rubrica.

In quell’occasione l’Agenzia chiariva, anche sulla scorta della giurisprudenza comunitaria (sentenza Elmeka) e degli orientamenti del Comitato IVA del 2015, che l’attività di navigazione in alto mare deve essere “prevalente” e forniva un criterio di prevalenza preciso, consistente nell’effettuazione in ciascun anno d’imposta di viaggi in alto mare in misura superiore al 70 per cento.

Si ritiene – citava la risoluzione – che una nave possa considerarsi “adibita alla navigazione in alto mare” se, con riferimento all’anno precedente, ha effettuato in misura superiore al 70 per cento viaggi in alto mare, condizione che dovrà essere verificata per ciascun periodo d’imposta, sulla base di documentazione ufficiale.

Tale risoluzione non chiariva tuttavia cosa debba intendersi con il termine “viaggio” e quale sia la “documentazione ufficiale” idonea a provare la prevalenza dei viaggi effettuati in alto mare.

Su questi aspetti è intervenuta, su richiesta dell’UCINA, una nuova risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, la risoluzione n. 6/E del 16 gennaio 2018, la quale ha chiarito che con l’utilizzo del termineviaggio” si intende fare riferimento agli spostamenti tra porti (italiani, EU o Extra UE) che la nave effettua per rendere un servizio di trasporto passeggeri oppure ai fini della propria attività commerciale, nell’ambito dei quali siano effettuate operazioni di imbarco/sbarco passeggeri, mentre non sono da considerare viaggi ai fini della risoluzione n. 2/E del 12 gennaio 2017 gli spostamenti tra cantieri o porti effettuati per motivi tecnici seppure inerenti l’attività commerciale (cd. riposizionamenti).

Al riguardo è stato opportunamente precisato che i viaggi effettuati interamente nelle acque territoriali di un altro Paese (diverso dall’Italia) vanno considerati come viaggi interamente effettuati in alto mare, è stato altresì chiarito che, ai fini del rispetto della condizione di prevalenza dei viaggi in alto mare rispetto al totale dei viaggi, occorre fare riferimento al numero dei viaggi e non alle miglia nautiche percorse.

La medesima risoluzione n. 6/E ha poi chiarito che per “documentazione ufficiale” deve intendersi qualsiasi documentazione che provenga dall’armatore o dal soggetto che ha la responsabilità della nave (il comandante) e che sia in grado di indicare, con precisione e coerenza, le tratte marittime effettuate, tra cui a titolo esemplificativo, la stessa risoluzione cita 1) il giornale di navigazione o il giornale di bordo tenuto dal comandante della nave, 2) la cartografia dei viaggi, i dati e le informazioni estratte dagli eventuali sistemi di navigazione satellitare o di transponder, in particolare attraverso il sistema A.I.S. (Automatic Identification System), 3) i contratti commerciali, le fatture ed i relativi mezzi di pagamento. Èonere del fornitore acquisire dall’armatore tali documenti ufficiali al fine di poter emettere fattura in regime di non imponibilità, restando in difetto in capo al fornitore il pagamento dell’imposta nonché delle sanzioni e degli interessi.

La stessa risoluzione aggiunge che laddove l’armatore acquirente del servizio o della provvista, non sia in grado di esibire al fornitore la suddetta documentazione, il fornitore può emettere fattura in regime di non imponibilità sulla base di una dichiarazione dell’armatore, del comandante della nave ovvero di chi ha la responsabilità della gestione della nave, attestante che la nave è adibita effettivamente e prevalentemente alla navigazione in alto mare.

Tuttavia – aggiunge la risoluzione – laddove in sede di controllo venga accertato che la dichiarazione resa non trova riscontro nella documentazione in possesso del soggetto acquirente, resterà a carico del fornitore il versamento della maggiore imposta dovuta e degli interessi di mora, ad eccezione delle sole sanzioni.

Ugualmente, il fornitore è autorizzato a fatturare in esenzione provvisoria di IVA ogniqualvolta l’armatore dichiari che intende adibire lo yacht in costruzione alla navigazione in alto mare ovvero dichiari che l’uso in alto mare dello yacht nell’anno successivo sarà prevalente, fermo restando la responsabilità del fornitore stesso per il pagamento dell’imposta e degli interessi nel caso in cui in sede di controllo venga accertato che la dichiarazione non corrisponde all’uso effettivo.

In conclusione, sotto questo profilo, la risoluzione n. 6/E lascia non poche perplessità in quanto pone a carico del fornitore una responsabilità che dovrebbe invece incombere sul committente armatore tutte le volte che questi renda una dichiarazione non veritiera ab origine ovvero non corregga a consuntivo la propria dichiarazione iniziale.

È estremamente probabile che i fornitori italiani saranno quindi riluttanti ad accettare simili dichiarazioni e che, di conseguenza, gli armatori preferiranno acquistare i servizi e le provviste di bordo all’estero con grave pregiudizio all’industria nautica italiana.

*Federico Santini: è managing partner dello Studio Legale Santini & Partners di Roma. È specializzato in diritto internazionale e diritto marittimo, ha una consolidata esperienza nel mondo dello yachting con particolare riguardo a transazioni relative a super yacht, nuove costruzioni navali, finanziamento per la costruzione di navi, registrazione di yacht, arbitrati internazionali, questioni assicurative e fiscali connesse. È membro dell’Associazione Italiana di Diritto Marittimo ed è consulente di primari studi legali, ed istituzioni ed associazioni internazionali nel settore dello yachting. Per informazioni o chiarimenti: [email protected]

 

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