Nerea Yacht  NY24, fino all’ultimo dettaglio Nerea Yacht  NY24, fino all’ultimo dettaglio
Day o tender, il nuovo Nerea Yacht  NY24 è sempre all’insegna dell’artigianalità e della customizzazione. Perché anche la barca con la quale si scende a... Nerea Yacht  NY24, fino all’ultimo dettaglio

Day o tender, il nuovo Nerea Yacht  NY24 è sempre all’insegna dell’artigianalità e della customizzazione. Perché anche la barca con la quale si scende a terra da un superyacht non può essere lasciata al caso

di Niccolò Volpati – photo Maurizio Paradisi

QUANDO SI PARLA CON I CANTIERI CHE FANNO IMBARCAZIONI SOTTO I DIECI METRI di lunghezza capita spesso che queste vengano proposte anche come tender di grosse imbarcazioni. NY24 non è tra questi. Chi l’ha concepita, Dario Messina, voleva proprio un tender. Ha studiato quel mercato e, benché affollato, ha deciso di realizzare qualcosa di diverso. L’esperienza non gli manca perché a Fano, da molti anni, fornisce il gruppo Ferretti e soprattutto Pershing.

«Mi sembrava il momento di fare qualcosa di mio», racconta, così ha valutato l’offerta del mercato e ha cercato di capire cosa mancava. La domanda di partenza è stata: «con tanta attenzione che gli armatori dedicano alla scelta della barca, è possibile che poi si accontentino di un mezzo qualunque per sbarcare a terra?»

Nerea Yacht  NY24

È nata così NY24, particolare sin dai materiali, visto che per la costruzione viene usato un materiale ignifugo, traspirante, flessibile, riciclabile e privo di resine epossidiche. Anche la vernice è molto particolare perché è un perlato triplo strato con bianco e trasparente.

A parte lo stampo, tutto il resto è realizzato internamente ed è questo che permette un livello molto elevato di customizzazione. Lo si nota osservando gli acciai in coperta e il tanto teak che arriva perfino lungo le fiancate. Il progetto è stato curato da IdeaeITALIA di Alessio Battistini e Davide Bernardini, designer spezzini che lavorano già da tempo per importanti cantieri italiani.

Le linee sono molto pulite, caratterizzate dall’assenza di bottazzo e da un’ancora che esce direttamente dall’occhio di cubia anziché essere appoggiata sulla coperta.  Insomma, materiali particolari, cura artigianale, design, customizzazione, parafrasando Humphrey Bogart si potrebbe dire: è il made in Italy, bellezza!

Ma NY24 non è solo un tender. Ha una cabina con un’abitabilità più che accettabile e, volendo, anche un vano per il wc. Può perciò essere usato anche come day cruiser e ha un allestimento progettato apposta per diventarlo. Il tendalino, per esempio, è montato su quattro pali in carbonio che hanno il loro alloggiamento. È comodo, facile, elegante e l’ombra per tutto il pozzetto è assicurata. Tante sono le luci a bordo con alcune a scomparsa e le strip led lungo tutta la coperta.

E poi c’è il baglio che è rimasto entro i due metri e mezzo semplificando il trasporto via terra. Così chi lo sceglierà come day cruiser lo potrà spostare dal lago, al mare, a casa, senza dover affrontare onerosi e complessi trasporti eccezionali. Rimane da capire come si comporta in acqua e la giornata che ci riserva il Golfo del Tigullio è, in un certo senso, ideale.

Il mare ha un’onda incrociata decisamente fastidiosa, prodotta da un giro di venti che, in pochi giorni, hanno cambiato direzione. Il motore è un D4 Volvo Penta di 300 cavalli con il piede poppiero Duoprop. Non è poca cosa e me ne accorgo appena affondo la manetta fuori dalla diga foranea di Lavagna.

Nerea Yacht  NY24

In sette secondi siamo già in planata, ma quello che sorprende più di ogni altro elemento sono i consumi. Sono decisamente contenuti dato che per coprire tutto il range delle andature di crociera si passa da 25 a 40 litri/ora circa. A 25 nodi di velocità, infatti, servono 32 litri e a 30 solo 39. E se si osservano i litri/miglio, il dato salta ancor di più all’occhio perché nella maggior parte dei casi si aggirano intorno al litro e mezzo. È un dato interessante, non tanto perché s’immagina che un armatore sia ossessionato dal costo del carburante, quanto per l’autonomia. I serbatoi contengono infatti ben 250 litri di carburante.

Questo propulsore è stato scelto diesel proprio per evitare, di dover gestire due tipi di carburante nel caso di utilizzo diNY24 come tender. Esiste comunque la possibilità di scegliere motori meno potenti e a benzina, soprattutto per chi lo predilige come day cruiser.

Per arrivare alla massima velocità, dobbiamo navigare nell’incavo dell’onda. Il mare incrociato è fastidioso, ma la carena si comporta egregiamente. Non sono molte le imbarcazioni sotto i sette metri e mezzo che con queste onde riescono a cavarsela egregiamente. NY24 è una di queste, riesce a prendere tutti i giri e arriva, alla massima, a poco meno di 40 nodi.

Forse l’unico neo è dato da un bordo libero piuttosto pronunciato accompagnato da un baglio contenuto per rimanere entro i due metri e mezzo per poter essere carrellato con la conseguenza che, quando si vira a tutta barra, la barca si inclina molto e poi impiega qualche secondo a recuperare l’assetto. Niente di complicato, anche perché fa tutto da sola. Basta attendere qualche istante e, terminata la virata, la barca è di nuovo piatta sulla superficie senza l’ausilio di flap o correttori d’assetto.

NEREA YACHT NY24
PROGETTO:
IdeaeITALIA Alessio Battistini, Davide Bernardini e Dario Messina
SCAFO: Lunghezza fuoritutto 7,35m • Larghezza massima 2,50m • Pescaggio 0,50m • Dislocamento a vuoto 2.800 kg • Serbatoio carburante 250 l- Serbatoio acqua 60 l
MOTORE: Volvo Penta D4-300 • Potenza 221 kW (300 cv) • 4 cilindri • Cilindrata 3,7 l • Alesaggio per corsa 103mm x110 mm • Rapporto di compressione 17.5:1 • Peso a secco 559 kg
CERTIFICAZIONE CE: CAT B/C

Nerea Yacht
Via Mura Malatestiane 1/A
Fano (PU)
+39 071 7950578
www.nereayacht.com
[email protected]

(Nerea Yacht  NY24, fino all’ultimo dettaglio – Barchemagazine.com – Settembre 2019)

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