Neel 65 Evolution, obiettivo il mondo Neel 65 Evolution, obiettivo il mondo
Il Neel 65 è un trimarano cabinato di 19 metri di lunghezza che naviga veloce sottovela e stringe il vento un po’ meglio di un... Neel 65 Evolution, obiettivo il mondo

Il Neel 65 è un trimarano cabinato di 19 metri di lunghezza che naviga veloce sottovela e stringe il vento un po’ meglio di un catamarano. Il comfort ha bisogno di spazio

 di Niccolò Volpati

La curiosità è tanta. Non ho mai testato un trimarano cabinato e voglio capire se è vero, come sostiene qualcuno, che è molto differente dai catamarani. Tanto comfort, tanto spazio, ma poche performance, questo è, spesso, l’opinione prevalente per un catamarano. Forse è vero, se gli scafi sono due, ma nel caso di tre, le cose dovrebbero cambiare.

La location è di tutto rispetto: La Rochelle. Non mi è mai capitato di vedere così tanti alberi di barche a vela in un solo porto. Sono a perdita d’occhio. Nonostante ci sia venuto diverse volte, non sarei mai riuscito a trovare il Neel 65 Evolution se qualcuno del cantiere non mi avesse accompagnato. Anche la meteo non si fa desiderare.

NEEL 65

Ci sono circa 15 nodi d’aria, non meno. E un’onda appena accennata. Circa 40 centimetri. Issiamo la randa e srotoliamo la trinchetta autovirante. C’è anche un genoa sul frullone di prua che misura più del doppio, ma il comandante mi dice che dai 15 nodi in su preferisce la vela piccola. Non solo perché vira da sola, ma anche perché 110 m2di randa e quasi 35 di trinchetta sono più che sufficienti con questa intensità di vento.

Ha ragione perché le performance in fatto di velocità sono di tutto rispetto. Tra i 15 e i 16 nodi d’aria, navighiamo intorno ai nove. Quando, allontanandoci dalla costa, il vento rinforza di qualche nodo portandosi tra i 17 e i 18, il trimarano sfreccia stabilmente intorno ai dieci. E lo fa più o meno a tutte le andature, senza sostanziali differenze. La velocità, infatti, è quasi sempre la stessa.

NEEL 65

È una gran bella sensazione e, devo ammettere, rispetto a un catamarano che non si inclina mai, il Neel 65 Evolution mi piace di più. Sarà, forse, per lo scafo sopravvento che è sempre fuori dall’acqua. Niente di estremo. Si alza di un paio di decine di centimetri, ma tanto basta per dare quella sensazione che su un catamarano non si prova. Assomiglia più a un monoscafo che quando stringe il vento s’inclina.

Al timone però le cose cambiano. La sensazione non è così piacevole. Il sistema è idraulico ed è piuttosto duro. I timoni sono due, a poca distanza uno dall’altro. Il vantaggio del doppio timone è indubbio, anche perché ci guadagna la visibilità. È buona, anche quando srotoliamo il genoa, decisamente più ingombrante della trinchetta e quindi, potenzialmente, destinato a limitare la visuale. Comode anche le manovre che sono tutte rinviate sul fly a poca distanza della postazione del timoniere.

Al traverso fila che è un piacere. Provo a stringere la bolina. Fino a 60° di reale la barca non perde velocità e prosegue intorno ai dieci nodi. Se si osa di più, le cose vanno diversamente. Comunque riusciamo ad arrivare fino a 45°, perdendo velocità, ma senza inchiodarci e, in fondo, si tratta di un angolo decisamente troppo stretto per molti catamarani da crociera. Da questo punto di vista il trimarano vince a mani basse.

NEEL 65

Quello che mi ha convinto meno è la maneggevolezza. Neel 65, forse anche per le dimensioni, visto che lo scafo misura ben 19 metri, non è particolarmente agile. È bella la sensazione in navigazione, ma non è una barca fatta per uscire a fare due bordi. È ovvio, visto che non siamo a bordo di una deriva. Ma in generale la sensazione è che se si può evitare di virare o strambare è meglio. Siamo su una piazza d’armi galleggiante.

Neel 65 è una barca fatta per stare in mare a lungo senza dover per forza ormeggiare in un porto. Lo spazio è così ampio che è perfino banale dirlo. Il baglio massimo è di 12 metri. Rispetto a un catamarano di una lunghezza simile, ce ne sono ben due in più. Tanta abbondanza si traduce in spazi molto ampi.

I trimarani Neel sono famosi per l’area della dinette, tanto che il cantiere ha voluto “brevettarne” la definizione. Neel ha inventato un sillogismo che è “cocksaloon”.

Un termine che nasce dalla somma di pozzetto e dinette (cockpit + saloon). E quello del 65, l’ammiraglia del cantiere, non può lasciare indifferenti. È così grande che sembra una sala da ballo. La cucina si trova a dritta. È un locale separato tutto vetrato, sia verso l’interno, ovvero la dinette, sia verso l’esterno, cioè il passavanti laterale. Così com’è, per dimensioni e superfici vetrate, mi ricorda la cucina di una trasmissione televisiva. Da un momento all’altro mi aspetto che qualcuno esca con un piatto da assaggiare.

NEEL 65

Stessa bella sensazione nella cabina armatoriale con la cuccetta che ha la testata letto orientata in modo da consentire una splendida vista verso l’esterno. Il layout prevede altre tre cabine, una per ogni scafo e tutte con bagno privato. Ce n’è una quinta a cui si accede dalla zona di poppa della dinette, ideale per l’equipaggio.

Quello che non mi convince sono gli arredi. La sensazione è che, visto il tanto spazio a disposizione, non ci abbiano pensato molto. Perché, per esempio, avere due tavoli da pranzo a due metri di distanza uno dall’altro? Se la caratteristica è il cocksaloon, perché si hanno due tavoli, uno in dinette e uno in pozzetto, come se si trattasse di due ambienti separati?

E qualcosa di simile lo si avverte anche in coperta sul fly. Anche lì ci sono due grandi tavoli, uno affiancato all’altro. Non sono uniti, perché al centro c’è uno spazio di 15 centimetri, quasi una sorta di corridoio, che non è nemmeno sufficiente per muoversi intorno. Insomma, anche in questo caso, la sensazione è che nella zona di poppa del fly c’era talmente tanto spazio a disposizione che si è deciso, senza grandi studi, di riempire in qualche modo l’area.

Uno spazio ben sfruttato, invece, è quello per il garage del tender ricavato nello scafo centrale. Si apre con un telecomando e c’è un sistema a circuito per alaggio e varo. Basta agganciare il moschettone al golfare di prua del tender e azionare il comando, sempre elettrico, del verricello. Tutto semplice e accessibile. E spazioso, visto che è in grado di ospitare un tender di 4 metri.

Neel 65 Evolution
Progetto:
Joubert-Nivel (naval architecture) • Franck Darnet Design (interior design)
Scafo: Lunghezza fuori tutto 19,20m • Lunghezza al galleggiamento (LWL) 19,00m • Baglio massimo 12,05m • Pescaggio 1,80m • Dislocamento a secco 20.700 kg • Serbatoi acqua 950 l • serbatoi carburante 1.000 l • sup. velica randa 110 m2 • sup. velica genoa 96 m2 • sup. velica trinchetta autovirante 34,5 m2  •  sup. velica spi 245 m2
Motore: Volvo D3-150 • potenza 110 kW (150 cv) • 5 cilindri • cilindrata 2,4 l • alesaggio per corsa 81mm x93,2 mm • rapporto di compressione 16.5:1 •  regime di rotazione massimo 3.000 giri/minuto •  peso a secco 301 kg • linea d’asse con elica 4 pale abbattibili
Certificazione CE:  Cat. A per 14 persone, Cat. B per 16 persone
Prezzo: 1.598.000 €, Iva esclusa (versione 3 cabine)

NEEL TRIMARANS
4 rue Virginie Hériot
Plateau nautique, BP 23085
F-17032 La Rochelle Cedex, France
+33 546 29087
www.neel-trimarans.com

Dealer
YachtSynergy
Marina Cala Galera 24
I – 58108 Porto Ercole
tel + 39 0564830234
+ 39 335220742
[email protected]

(Neel 65 Evolution – Marzo 2019)

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