MYBA Charter Agreement MYBA Charter Agreement
Si deve applicare l’IVA sui costi operativi dell’Advance Provisioning Allowance MYBA Charter Agreement

Si deve applicare l’IVA sui costi operativi dell’Advance Provisioning Allowance

NEL NUMERO DI AGOSTO 2015 ERA STATO TRATTATO L’ARGOMENTO DEI COSTI DEL CHARTER e si era detto che il Charter Fee non include i costi operativi, denominati Advance Provisioning Allowance, o comunemente APA, la cui tipologia ed entità dipendono dalle richieste del charterista. Ritorniamo sull’argomento per segnalare la notizia diffusa dal MYBA, Mediterranean Yacht Brokers Association, circa una recentissima interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate su richiesta di interpello presentata proprio dal MYBA sulla questione della imponibilità o meno ad IVA dell’APA. Occorre premettere che su tale questione si era in precedenza pronunciata la stessa Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale della Liguria su richiesta di interpello presentata da un operatore del settore (interpello 903-13/2014 del 23/01/2014), escludendo l’operazione dall’ambito impositivo IVA ex art. 2, comma 3, lettera a) del DPR 633/1972, per difetto del presupposto oggettivo, ritenendo cioè non trattarsi di una cessione di beni/prestazione di servizi, ma “di una pura e semplice movimentazione di denaro, somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, purché regolarmente documentate”. Tale interpretazione non era convincente in quanto qualificava i costi operativi come acquisti fatti dal charterista, sia pure per il tramite del comandante e non come costi del charter. La recente risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate alla richiesta di interpello proposta su iniziativa del MYBA – che tuttavia non è ancora stata pubblicata – avrebbe capovolto la precedente interpretazione, fornendo una soluzione che chiaramente danneggia il charterista imponendogli il pagamento dell’IVA sull’APA, ma che appare più corretta e conforme alla funzione ed alla sostanza dei servizi cui l’APA si riferisce. In breve, l’Agenzia delle Entrate avrebbe qualificato l’APA come “la parte variabile del prezzo del noleggio” ossia come una parte del charter fee che si aggiunge a quella relativa all’uso dello yacht concordata preventivamente tra le parti, e che è relativa alla fornitura di beni e/o alla prestazione di servizi a favore del charterista quali appunto gasolio, cibo, bevande, ecc. che, dipendendo quanto a tipologia e quantità dalla richiesta del charterista, non possono essere quantificati in misura fissa all’inizio del charter, ma vanno necessariamente determinati in base al consumo finale. Come tale
l’APA funzionerebbe semplicemente come un acconto sul corrispettivo di una fornitura di beni e/o prestazione di servizi accessori a quello principale, che è il noleggio dello yacht. La conclusione coerente che sarebbe stata raggiunta dall’Agenzia delle Entrate è – per i charter che inizino in Italia – che, in quanto corrispettivo, l’APA è soggetta ad IVA al pari e nella stessa misura del Charter Fee, ossia con l’aliquota del 22% che, nel caso di navigazione esclusivamente in acque territoriali comunitarie, si applicherà sull’intera base imponibile (ossia il totale dell’’APA e del Charter Fee); invece, nel caso di navigazione anche parzialmente al di fuori delle acque territoriali comunitarie, su una base imponibile ridotta in base alle seguenti percentuali forfettarie variabili a seconda della tipologia dell’unità (Agenzia delle Entrate, circ. 7 giugno 2002 n. 49):

  • unità a motore o a vela oltre 24m: 30% del corrispettivo da assoggettare ad IVA con conseguente carico fiscale effettivo del 6,6%.
  • unità a vela tra i 20,01 ed i 24m ed unità a motore tra i 16,01 e i 24m: 40% del corrispettivo da assoggettare ad IVA con conseguente carico fiscale effettivo del 8,8%.
  • unità a vela tra i 10,01 ed i 20m ed unità a motore tra i 12,01 e i 16m: 50% del corrispettivo da assoggettare ad IVA con conseguente carico fiscale effettivo del 11%.
  • unità a vela fino a 10m ed unità a motore tra i 7,5 e i 12m.: 60% del corrispettivo da assoggettare ad IVA con conseguente carico fiscale effettivo del 13,2%.
  • unità a motore fino a 7,5m se iscritte nel registro imbarcazioni: 90% del corrispettivo da assoggettare ad IVA con conseguente carico fiscale effettivo del 19,8%.

 

 

VAT is payable on Advance Provisioning Allowance

IN THE AUGUST 2015 ISSUE WE PRINTED AN ARTICLE ON CHARTER COSTS in which we explained that the Charter Fee does not include operating costs known as Advance Provisional Allowance, or APA, whose type and entity vary according to the charterer’s requests. We now return to the subject of APA to report on a press release issued by MYBA (the Worldwide Yachting Association) regarding a recent decision by the Italian Revenue Agency following a request for a ruling by MYBA on whether VAT is payable on APA. There had already been a ruling on this issue by the Regional Office of Liguria of the Revenue Agency following a request filed by a yachting operator (request 903-13/2014 dated 23/01/2014). This deemed that VAT is not payable on APA according to art. 2, par. 3, letter a) of Decree of the President of the Italian Republic 633/1972 because it is out of scope: it was judged to be neither a transfer of goods nor a service, but was instead considered as “a mere financial transfer of money due as a reimbursement of advances made in the name and on behalf of the counterpart, subject to valid documented evidence”. This interpretation was not convincing as it considered the operating costs as purchases made by the charterer, including through the captain, instead of charter costs. The recent ruling issued by the Revenue Agency following MYBA’s request – which is yet to be published – seems to have overturned the previous one, thus providing a solution which is clearly detrimental to the charterer who will be obliged to pay VAT on APA, but appears more correct and coherent with the function and substance of the services APA covers. In brief, the Revenue Agency has described APA as the “variable part of the charter’s price”, in other words as a part of the charter fee which is in addition to the part agreed for the use of the yacht. This variable part concerns the supply of goods and/or provision of services for the charterer such as fuel, food, beverages, etc.; as the amount and nature of these depends on the charterer’s requests, they cannot be quantified precisely before the charter begins and can only determined based on final consumption. This makes APA a simple advance on the payment for goods and services that are in addition to the rental of the yacht. The logical conclusion of the Revenue Agency is that – for charters which start in Italy obviously – APA, being part of the charter price, is subject to VAT as well and at the same rate of the Charter Fee. This means a VAT rate of 22% of the full taxable sum (APA plus Charter Fee) when the charter sails in EU waters only. For charters sailing outside EU waters, even if only in part, VAT is payable on a portion of the total determined by the following variable percentages according to the nature of yacht (Revenue Agency, res. 7 June 2002 no. 49):

  • motor yachts or sailing yachts over 24m: 30% charter fee subject to VAT, with consequent effective tax rate of 6.6%;
  • sailing yachts between 20.01 and 24m and motor yachts between 16.01 and 24m: 40% charter fee subject to VAT, with consequent effective tax rate of 8.8%;
  • sailing yachts between 10.01 and 20m and motor yachts between 12.01 and 16m: 50% charter fee subject to VAT, with consequent effective tax rate of 11%;
  • sailing yachts up to 10m and motor yachts between 7.5 and 12m: 60% charter fee subject to VAT with consequent effective tax rate of 13.2%;
  • motor yacht up to 7.5m if registered: 90% charter fee subject to VAT with consequent effective tax rate of 19.8%.

(Settembre 2016)