Elettronica padrona? La visione di Volvo Penta Elettronica padrona? La visione di Volvo Penta
L’elettronica a bordo non è solo quella che si vede sui display in plancia, ma anche e soprattutto quella integrata con tutto ciò che... Elettronica padrona? La visione di Volvo Penta

L’elettronica a bordo non è solo quella che si vede sui display in plancia, ma anche e soprattutto quella integrata con tutto ciò che si trova nella sala macchine: ci racconta cosa sta succedendo in questo mondo Carlo Belloni di Volvo Penta

di  Niccolò Volpati

Carlo Belloni

 È una constatazione così consolidata che a ripeterlo si rischia di essere banali: l’elettronica a bordo è sempre più presente. Ma l’elettronica, sempre di più, sconfina dalle plance alla sala macchine. Era facile immaginarselo. Se l’elettronica serve per semplificare la vita a bordo, è utile soprattutto per governare motori e impianti. Sembra preistoria se ripensiamo a quando i motori erano solo meccanici oppure semi elettronici come quelli dei primi anni ’90.

Da tempo, grazie soprattutto al CAN Bus e ai protocolli di comunicazione, i motori dialogano con il resto della barca e con tutto quello che si trova al suo interno. Volvo Penta è certamente uno dei primi produttori ad avere assecondato questa tendenza. «L’elettronica si applica dall’innesto marcia, all’accelerazione fino all’ormeggio», spiega Carlo Belloni.

Dal 2005, con gli IPS, la timoneria è elettronica, per i piedi poppieri è elettroidraulica e da un anno la stessa tecnologia si applica anche agli entrobordo della casa svedese.

L’obiettivo è rendere la navigazione sempre più semplice, sia per avvicinare nuovi armatori al mondo della nautica, sia perché è facile che chi possiede una barca non sia un professionista che trascorre 12 mesi all’anno a bordo, ma al massimo qualche settimana. Easy Boating quindi, per governare, monitorare e condurre. E integrazione.

Per questo, tre anni fa, Volvo Penta ha chiuso un accordo con Garmin che gli ha permesso di realizzare Glass Cockpit, cioè un display sul quale sono riportate tutte le informazioni che provengono dal motore. E i dati non stanno lì da soli, ma sono interfacciati con tutti gli altri. Questo ha reso possibile lo sviluppo di funzioni con Dynamic Position che consente di arrestare l’imbarcazione in base alla posizione Gps.

Volvo Penta

Una volta attivata questa funzione sono i motori e le eliche di manovra che si danno da fare per non perderla. Molto utile. Pensate a quando si è in attesa di fare rifornimento vicino alla banchina bunkeraggio, magari in estate, in un porto molto frequentato. Grazie all’elettronica e all’integrazione con i motori, basta un dito sul display del Glass Cockpit per rimanere fermi in una determinata posizione. Meglio di un freno a mano.

L’elettronica oggi serve anche per regolare flap, trim, interceptor, l’angolo di virata della timoneria e perfino per gestire le batterie e la partizione della carica.

L’integrazione tra elettronica e propulsione ha già raggiunto un livello che fino a pochi anni fa era inimmaginabile. Grazie all’elettronica è possibile che un regolatore di assetto reagisca a quello che fa la manetta o la timoneria. Questo si traduce in una barca più facile da timonare, ma ne beneficia anche la prestazione del motore. Quando l’assetto è perfetto si riducono i consumi e si ottengono prestazioni maggiori in velocità o accelerazione.

Volvo Penta

 

E per il futuro cosa ci si può aspettare? Secondo Carlo Belloni il prossimo passo sarà quello di un’integrazione maggiore tra motore e generatori. È la propulsione ibrida che lo richiede. Prima bastava un alternatore, mentre oggi l’ibrido impone un rapporto più stretto tra generatore e propulsore. Esistono già dei software che sono in grado di dare riscontro sulla navigazione nel senso che forniscono all’armatore e al comandante delle informazioni sul tipo di navigazione. Quando si è consumato di meno, quando di più, quando le emissioni sono state maggiori e quando più contenute.

E volendo andare già oltre con l’immaginazione Carlo Belloni ci dice: «Forse in futuro la rete di comunicazione non avrà più bisogno del Can Bus. Come le case che sono tutte connesse, è probabile che lo sarà anche la barca e quindi per far dialogare impianti, strumenti e propulsori non sarà più necessario far passare lunghi e pesanti cavi di comunicazione».

(Elettronica padrona? La visione di Volvo Penta – Dicembre 2018)

 

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