Mercury Marine, tecnologia al potere Mercury Marine, tecnologia al potere
Mercury Marine all’assalto del mercato delle grandi potenze con i suoi nuovi V6 e soprattutto V8. Cubature generose, leggerezza, consumi ridotti e facilità ad... Mercury Marine, tecnologia al potere

Mercury Marine all’assalto del mercato delle grandi potenze con i suoi nuovi V6 e soprattutto V8. Cubature generose, leggerezza, consumi ridotti e facilità ad entrare in planata sono le loro doti principali. 

di Luca Sordelli – foto Andrea Muscatello

Da tempo il mercato dei fuoribordo va sempre più verso l’alto, verso le grandi potenze. Quello che si sta ora delineando è la costruzione di motori su misura. Non basta avere tanti cavalli, ma devono essere organizzati e gestiti nel modo giusto. Lo sa molto bene Mercury che ha deciso di giocare di anticipo e, dopo avere presentato i suoi nuovi V6 non molti mesi fa, arriva adesso con i V8. Una vera invasione sul mercato, sono in totale quattordici nuovi modelli, dai 175 ai 300 cv, divisi in quattro gamme, Verado, ProXs, Seapro Fourstroke.

Mercury marine

Mercury V-6 FourStroke

A volte vanno a sostituire propulsori esistenti, altre vanno ad aggiungersi all’attuale offerta della casa americana. Di certo si tratta della più massiccia offensiva che Mercury Marine ha mai proposto nella sua lunga storia, cominciata nel 1939 nel Wisconsin. L’occasione per presentare tutti insieme i nuovi modelli è stato il meeting organizzato proprio in Italia a Baveno, dove c’erano ben 19 barche pronte in banchina per toccarli e scoprirli.

La punta di diamante è rappresentata dai Verado da 250 e 300 cavalli di potenza che per l’occasione abbandonano la sovralimentazione (ma rimane sui modelli esistenti) sulla base del monoblocco V8, con le bancate inclinate a 64 gradi e dalla generosissima cubatura da 4,6 litri. Hanno 32 valvole e doppio albero a camme. Un vero miracolo è stato compiuto anche in termini di peso: con i suoi 272 è di gran lunga il più leggero rispetto ai concorrenti.

Confrontati con i modelli precedenti, Mercury assicura un miglioramento, a parità di condizioni, fino al 20% nella velocità a prendere giri, di due nodi in più come velocità massima, e di un risparmio di carburante dell’8%. Quello che è certo è che questi due nuovi motori rappresentano il risultato di un lungo lavoro nato ascoltando le richieste dei diportisti, in un processo di investimenti che, dal 2012, è costato alla casa americana più di un miliardo di dollari. E che non è ancora finito, visto che ci sono altre novità in arrivo.

In quanto top di gamma i nuovi Verado sono forniti di tutto il meglio che Mercury Marine può offrire, come joystick, leve elettroniche e il servosterzo elettroidraulico. Ma ci sono anche l’Adaptive Speed Control grazie al quale il motore mantiene automaticamente il numero di giri impostato, anche al variare delle condizioni esterne come vento o corrente e l’Advanced Mid-Section (AMS). Quest’ultimo è il gambale studiato per spostare indietro l’asse elica da 5.4’’ di 10 cm, e ridurre vibrazioni e rumori, con nuovi supporti perimetrali ed un ampio uso di materiali fonoassorbenti.

Mercury marine

V8 SeaPro

E, sempre restando in termini di rumori, anzi di suoni, c’è anche l’Advanced Sound Control, un plus richiesto prima di tutto dal mercato americano: i nuovi Verado sono così silenziosi al minimo, che si può scegliere anche una sonorità più roca e possente, che non faccia scordare a nessuno in barca e in banchina che su tratta di veri V8 Made in USA. Per le colorazioni, oltre al tradizionale nero, ci sono tre sfumature di bianco, oltre alla possibilità di installare pannelli posteriori in cinque tinte.

 

La serie ProXS è invece stata pensata per un uso più sportivo e, con l’eccezione del modello da 175 cv che monta il V6, è tutta sviluppata sui monoblocchi V8 e su quattro potenze: 200, 225, 250 e 300 cv. Nell’offerta di Mercury andrà a sostituire gli Optimax a due tempi, la vecchia gamma “corsaiola”. I ProXs nascono per le Bass Boat, diffusissime negli Usa, imbarcazioni piccole, leggerissime, per acque interne, e non hanno, eccezione fatta per il 30 cv, la possibilità di avere gambi XXL.

Rispetto ai Verado, oltre alla dotazione meno ricca di accessori, hanno una differente mappatura della centralina principalmente per la gestione della curva di coppia che deve essere la più grintosa possibile. Hanno il piede super performante Torquemaster e sono pensati prima di tutto per l’installazione singola. Solo sul 300 è prevista anche la versione con rotazione sinistrorsa.

In termini di taratura di coppia, la mappatura diametralmente opposta ai ProXS l’hanno i SeaPro. In questo caso si tratta di quattro differenti potenze: 175, 225, 250 e 300 cavalli. Il primo su base V6 gli altri con il V8. Qui l’uso è pensato per il mondo del lavoro e applicazioni governative.

Sono quindi propulsori dove l’obiettivo non è quello di entrare in planata il prima possibile, quanto piuttosto durare il più possibile. Questo sempre ricordando che il mondo del diporto e quello professionale sono diametralmente opposti. Per il 300 è disponibile il gambale AMS come sui Verado.

Mercury marine

Alla base di tutto c’è poi la serie FourStroke, lanciata a inizio anno e proposta solo con i monoblocchi V6 in tre potenze: 175, 200 e 225 cavalli. Rappresenta la gamma di accesso al mondo dei nuovi Mercury. Bancate inclinate di 64°, cubatura 3,4 litri, doppio albero a camme, 24 valvole, iniezione elettronica e peso a partire da 216 kg.

(Mercury Marine, tecnologia al potere – Barchemagazine – Ottobre 2018)

 

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