Megayacht, chi sono gli armatori? E come va il mercato (anche del charter)? Megayacht, chi sono gli armatori? E come va il mercato (anche del charter)?
I veri ricchi come utilizzano il loro patrimonio quando si tratta di barche? Cosa cercano? Come è costituita la flotta degli yacht oltre i 30 metri... Megayacht, chi sono gli armatori? E come va il mercato (anche del charter)?

I veri ricchi come utilizzano il loro patrimonio quando si tratta di barche e megayacht? Cosa cercano? Come è costituita la flotta degli yacht oltre i 30 metri nel mondo? Ecco una radiografia del settore che mette in evidenza come non serva sempre possedere grandi barche. Numeri alla mano, il mondo del charter “tira” tantissimo

di Luca Sordelli

Partiamo con qualche definizione. Nella classificazione della ricchezza esistono, più in alto di tutti, i “Billionaires”, individui il cui patrimonio netto è di almeno un miliardo di dollari, sono 2.600 nel mondo e possiedono il 4% della ricchezza globale. E sapere quali sono i loro comportamenti in termini di spesa (e non solo) è molto, molto difficile.

charter megayacht barchemagazineEsiste poi la categoria dei cosiddetti UHNWI: Ultra High Net Worth Individuals. Sono coloro che hanno un patrimonio netto di almeno 30 milioni di dollari; nel mondo sono 211.955, cioè lo 0,003 della popolazione globale, uno ogni 33.000 persone. Il loro numero è in leggera crescita rispetto al 2015 (211.275). Il valore complessivo dei loro patrimoni è 29.9 $ trillion (un “trillione” nel mondo anglosassone corrisponde a 1.000 miliardi).

Innanzi tutto vediamo come sono distribuiti sul globo gli “ultra ricchi”: la maggior parte sono nel Nord America (75.195), seguiti dalla vecchia Europa (61.005), Asia (47.550), America Latina/Caraibi (15.330), Middle East (5.960), Oceania (3.610) e Africa (2.215).

Analizzando i singoli paesi, oltre il 33% sono residenti negli Usa, il 9% è in Germania, il 7% in Giappone, il 5% sia in Gran Bretagna che in Cina.

Fra questi, quanti possiedono un superyacht? Un terzo degli UHNW statunitensi, l’11% degli inglesi, il 5% degli italiani, il 4% degli australiani e 3% dei russi. In totale il valore medio dei loro superyacht è di 10 milioni di dollari.

Aspetto molto importante e da sottolineare è che la spesa annua complessiva nel mondo del lusso degli UHNWI è di 234 miliardi di dollari che significa che pesano per il 18,9% del totale di questo settore. In alcuni campi specifici però rappresentano percentuali ben maggiori, e in quello che ci interessa più da vicino, nello yachting, rappresentano ben l’88%, (nell’aeronautica l’82%, automobili 8.9, gioielli e orologi 35.2).

Passiamo ora ad analizzare come è composta l’intera flotta attualmente navigante in tutti i mari del mondo dei megayacht.

Mettendoli tutti in fila si copre una distanza totale di 183 km, e nel complesso sono 4.476 mezzi a motore, 736 vela, per una lunghezza media di 41 metri. Nel 2016 sono state consegnate 140 nuove unità (in leggero calo rispetto al 2015, 146) per una dimensione media di 44 metri.

Arrivano da 76 cantieri diversi e da 22 paesi, ma in realtà il centro del mondo, da questo punto di vista, è l’Italia. Nel nostro paese è stato costruito il 43% della flotta di superyacht, vengono poi, ben distanti, USA (17%), Olanda (13%), Turchia (7%), UK (6%) e Germania (2%).Megayacht charter barchemagazine

Un dato interessante, e incoraggiante, è il numero di ordini di nuovi yacht registrato nel 2017: 145, per una lunghezza complessiva di 7.404 metri (con una piccola crescita rispetto l’anno precedente, 7.335).

In totale quanti scafi oltre i 30 metri sono stati venduti, tra nuovi e usati, nel 2016? 249 a motore, 19 a vela, per un valore complessivo di 2,68 miliardi di dollari. Più di un terzo di queste imbarcazioni è stata costruita tra il 2006 e il 2010, il 25% tra il 1995 e il 2005, il 20% tra il 2010 e il 2013, circa il 17 prima del 95. Il restante tra il 2014 e 2016.

Negli ultimi due anni le transazioni più importanti sono state, nel mondo del motore, quelle relative a Serene nel 2015, 134 metri di Fincantieri (di cui non si sa il prezzo di vendita), mentre nel 2014 il primato è andato a Nero, 90 metri del 2008 dei Cantieri Corsair valutato 39.950.000 euro. Tra gli scafi a vela, Red Dragon (57 metri di Alloy Yachts) è stato venduto per 17.950.000 euro, nel 2014 il Perini Felicita West è costato al suo armatore 25 milioni di dollari. Nel complesso il brokeraggio, sia a vela che a motore, negli ultimi cinque anni ha mostrato valori stabili.

E cosa succede nel mondo del charter, di coloro che il megayacht  preferiscono noleggiarlo piuttosto che comprarlo? E qui emergono sicuramente i valori più interessanti.

Attualmente la flotta a disposizione conta 1.099 unità, di queste l’84,25% è a motore, 644 sono tra i 30 e 40 metri di lunghezza, 299 tra i 40 e 50, 116 tra 50 e 65, 40 sono quelle più lunghe di 65 metri. E se il settore in passato ha vissuto stagioni non brillanti ora sta dando segnali decisamente positivi: il 2016 sul 2015 ha visto salire del 21% il numero degli ordini, e del 22% il loro valore. Il valore medio di un noleggio settimanale va dai 115.000 ai 190.000 euro, calcolato sugli ultimi dieci anni.

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L’area più gettonata in termini assoluti rimane sempre il Mediterraneo Occidentale, ma se una volta (nel 2010) era scelta nel 60% dei casi, ora è arrivata a poco più del 40. Stabile la preferenza per la zona caraibica (circa il 25%), che rimane il luogo preferito da chi vuole fuggire, in barca, dall’inverno.

È in notevole crescita la scelta di destinazioni estreme, come quelle polari. Il riscaldamento globale e il conseguente scioglimento dei ghiacci le ha rese sempre più accessibili. Sempre nel corso degli ultimi dieci anni il Mediterraneo orientale, per la complicata situazione politica, ha subito fluttuazioni molto ampie.

Riguardo alla nazionalità di chi noleggia megayacht, è in costante crescita il mercato USA, dal 27 al 40% del totale negli ultimi 5 anni. Si è invece registrato un calo, contenuto, di clienti dalla Gran Bretagna e, decisamente più marcato, dalla Russia (qui soprattutto a causa del cambio svantaggioso).

Le dimensioni?
I valori nel corso degli anni sono abbastanza stabili, con il 33% delle scelte per barche sopra i 40 metri, il 37% tra i 30 e 40, 28% sotto i 30 metri.

Cosa chiedono infine i clienti ai loro megayacht? Quattro cose, principalmente.

→ Numero uno, “l’avventura”. Queste grandi barche lottano con la “concorrenza” dei grandi resort e alberghi di lusso. In più però hanno la possibilità di arrivare in luoghi esotici o remoti.
→ In secondo luogo, devono aver layout innovativi. Devono essere capaci di annullare la distanza tra “il dentro” e il “fuori”, devono stupire (non i termini di esibizione, ma di possibilità di immergersi nel paesaggio).
→ Terzo, devono essere un gigantesco parco giochi: a bordo non deve mancare nessun tipo di “toy” (con spazio alla fantasia, dalla maoto d’acqua all’elicottero, passando per dinghy e mini sottomarini…), e neanche nessuna forma di info-entertainment.
→  Deve infine essere dedicata molta attenzione a tutto ciò che riguarda salute e wellness, con appositi spazi e funzionalità, sia all’aperto che all’interno.

Nel complesso quindi il megayacht è ormai sempre più lontano dall’essere visto solo come un oggetto da esporre, da possedere. Quanto piuttosto una fabbrica di esperienze. In qualsiasi angolo del mondo, nel più alto livello di comfort.

 

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