Eccezionale la mareggiata a Rapallo, eccezionali i danni ed eccezionali le operazioni di recupero. A che punto siamo dopo più di 100 giorni dal... VIDEO ESCLUSIVO – Le condizioni di Rapallo a 100 giorni dal disastro

Eccezionale la mareggiata a Rapallo, eccezionali i danni ed eccezionali le operazioni di recupero. A che punto siamo dopo più di 100 giorni dal disastro? Si vede la luce alla fine del tunnel…

di Niccolò Volpati, foto Andrea Muscatello

Sono passati poco meno di quattro mesi e ne mancano poco più di due alla data che il Sindaco Carlo Bagnasco aveva fissato come il primo passo per la rinascita di Rapallo. Tra due mesi, il 21 aprile, sarà il giorno di Pasqua, una data azzeccata per scommettere su una resurrezione. Ci riuscirà? Cosa è successo poco meno di quattro mesi fa è noto.

Marina Scarpino, Dir. Porto Carlo Riva

I valori, non frutto di opinioni, ma misurati, ci raccontano di onde di circa dieci metri di altezza e vento tra i 55 e i 60 nodi. Il risultato sono più di 400 barche colpite tra quelle affondate e quelle danneggiate.

Ad oggi, ne sono state rimosse 270, ma il dato è in rapida crescita.

All’interno del Porto Carlo Riva quelle ancora affondate sono 72, cinque sono davanti al molo Duca degli Abruzzi e 12 sono “spiaggiate” sul lungomare di Rapallo. E circa una decina sono quelle disperse perché sono andate completamente distrutte.

Non è facile individuare i relitti. I primi che sono stati rimossi erano quelli più facili da raggiungere. Ora rimangono quelli più complessi.

Antonello Piras b

Antonello Piras, Com. Circomare S. M. Ligure

Alcuni sono difficilmente riconoscibili perché incastrati in un unico ammasso. Altri sono mischiati a detriti e sassi e altri ancora si trovano su bassi fondali, come il Suegno di Pier Silvio Berlusconi.

In questi giorni il recupero di quella che forse è un simbolo della mareggiata del 30 ottobre scorso, è entrato nel vivo. “In piccolo è un lavoro simile a quello della Concordia all’isola del Giglio”, spiega Raffaele Bordoni di Italsub.

Suegno è adagiato su un fondale di un metro e mezzo, ma ai pontoni ne servono almeno tre. Per questo si deve dragare per raggiungerlo. Uno dei due pontoni è arrivato, ma ne serve un altro.

Poi si procederà al raddrizzamento e al recupero vero e proprio. I serbatoi sono stati interamente svuotati anche per evitare di disperdere enormi quantità di carburante in mare. Le barche che sono andate completamente distrutte, invece, è ovvio che abbiano disperso liquidi inquinanti in mare.

Carlo Bagnasco, Sindaco di Rapallo

Un problema alla volta, afferma Antonello Piras, Comandante della Capitaneria di Porto di Santa Margherita Ligure, la prima fase prevede l’ultimazione dei recuperi, poi penseremo a dragare e togliere tutte le macerie che si trovano sul fondo e, infine, ci potremo davvero rendere conto se ci sarà stato un danno ambientale e di quale entità”.

In queste ultime settimane, i recuperi procedono a tambur battente, sia all’interno del Carlo Riva, sia nel golfo di Rapallo. A Santa Margherita Ligure, i relitti sono tutti stati recuperati, tranne uno. “I cantieri per rinforzare la diga danneggiata a fine ottobre proseguono velocemente”, racconta il sindaco Paolo Donanadoni.

Raffaele Bordoni, Italsub

Lì, i danni, per fortuna, sono stati più contenuti. La diga foranea è stata danneggiata, ma non completamente distrutta come a Rapallo. E, non a caso, i relitti sul lungomare di Rapallo non sono ancora stati completamente rimossi. Come mai? Ci sono due filosofie di pensiero nel Tigullio.

C’è chi adduce difficoltà tecniche, come ci spiega Francesco Alberti, dipendente di Alaggi e Vari Rapallo. Da terra i relitti non si possono rimuovere e per raggiungere la spiaggia dal mare, si deve dragare.

Il mare mosso però non aiuta perché si rischia di fare come per la tela di Penelope. Si draga, ma poi le onde riportano ancora a riva i tanti detriti presenti sul fondale.

C’è anche chi, come Massimo Mascherpa di CARCO che ha in concessione una parte dei pontili del porto pubblico di Rapallo, pensa che le difficoltà siano di tipo burocratico. “Le barche sul lungomare sono di armatori importanti e tutte molto ben assicurate, racconta, e quindi i costi del recupero e dello smaltimento saranno a carico delle compagnie assicurative. E’ ovvio che queste non abbiano voglia di accettare il primo preventivo che gli viene mostrato, soprattutto se non è particolarmente a buon mercato”.

Fabio Mustorgi Agenzia Motonautica Ligure, Sergio Caprile Consorzio Nautica da Diporto, Massimo Mascherpa CARCO, Fabrizio Fioravanti Consorzio Nautica da Diporto

 

Molti a Rapallo pensano che le aziende impegnate nei recuperi abbiano imposto prezzi troppo salati. “Hanno fatto cartello”, afferma Fabrizio Fioravanti del Consorzio Nautica da Diporto. Il gruppo di aziende si chiama Visond e raggruppa la Giuseppe Santoro Srl, Oromare Spa, Drafinsub Srl, Italsub e Tito Neri Srl.

Paolo Donadoni, Sindaco di Santa Margherita b

Paolo Donadoni, Sindaco di S. Margherita

Per accelerare le operazioni, in alcuni casi, abbiamo perfino anticipato i costi di recupero e smaltimento”, racconta Ruggero Spairani, assicuratore di SAF. A Rapallo ha il suo bel da fare visto che tra i suoi assicurati ci sono ben 11 barche completamente distrutte e almeno una ventina con danni da 500 mila Euro.

“Le nostre polizze coprono tutto, anche i danni catastrofali”, spiega. I problemi maggiori sono per quegli armatori che avevano una semplice RC o una polizza corpi che però copriva poco, magari non il recupero e lo smaltimento.

Il recupero, infatti, è a carico dell’armatore. E per convincerli a non tergiversare gli era stata perfino indirizzata una diffida per possibili danni ambientali.

Roberto Piatti, armatore

Poi si è deciso di non calcare troppo la mano, visto che molti devono sborsare questi costi di tasca propria e, oltre al danno della perdita dell’imbarcazione, si devono far carico degli oneri per la rimozione e lo smaltimento.

La mia barca è affondata a pochi metri dalla banchina del Carlo Riva dove era ormeggiata – racconta Roberto Piatti. Era un Baglietto Ischia del 1963” e si capisce quando ne parla, che è quasi come se avesse perso una persona cara.

Il costo di rimozione e smaltimento si aggira intorno ai 70 mila Euro. Li ho dovuti anticipare, ma l’assicurazione dovrebbe rimborsarmeli per intero”.

Noi abbiamo deciso di avvalerci di altre aziende per i recuperi”, racconta Marina Scarpino, direttore del Porto Carlo Riva. Si tratta di alcuni sub del territorio della SOS Subacquei, di Autovictor di Novara per la gru, di Yacht Service che da moltissimi anni lavora all’interno del porto e della 3emme di Carrara che si occupa del trasporto delle barche distrutte e che consente di parcheggiare i relitti sul suo piazzale in attesa dello smaltimento.

Baglietto Ischia di Roberto Piatti

 

Nonostante il tipico mugugno ligure, a Rapallo regna l’ottimismo. “Dobbiamo rinascere e uscirne meglio di prima”, dichiara Fabio Mustorgi di Agenzia Motonautica Ligure. “Tutti facciamo il tifo per il Porto Carlo Riva”, dice il Sindaco Bagnasco.

Francesco Alberti, Alaggi e Vari Rapallo n

Francesco Alberti, Alaggi e Vari Rapallo

E Marina Scarpino ci fa notare come siano ormai quasi finiti i lavori sulla banchina per la messa in sicurezza, tutti a carico della società della famiglia Riva che da 47 anni gestisce il porto. “Contiamo già prima dell’estate – afferma – di poter tornare a usare due dei quattro moli”.

È lei che ha dovuto affrontare la prima ondata di armatori arrabbiati e le prime settimane non devono essere state un momento facile.

Ora però le cose sembrano migliorare. Forse anche gli armatori delusi stanno capendo che tutti provano a fare la loro parte. Tutti si stanno rimboccando le maniche. 

Le cose non sono facili, né tecnicamente, né dal punto di vista burocratico. E poi non c’è solo l’eccezionalità della mareggiata, ma anche dei danni.

Capisco che si abbia fretta di tornare alla normalità – afferma il Comandante della Capitaneria Antonello Pirasma ci sono delle procedure che devono essere seguite. Non è solo per il rispetto delle normative è anche per evitare che la fretta ci porti a commettere errori che possono procurare danni ulteriori”.

“Io penso che il modello Rapallo – dichiara il Sindacopotrà essere preso a esempio. Stiamo andando tutti nella stessa direzione,

Ruggero Spairani

è per questo che dopo più di cento giorni dalla mareggiata sono più ottimista di prima”.

(A 100 giorni dalla mareggiata a Rapallo. La luce alla fine del tunnel… – Barchemagazine.com  – Febbraio 2019)