Leasing italiano sugli yacht, perché la UE ci bacchetta? Leasing italiano sugli yacht, perché la UE ci bacchetta?
La Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione contro il nostro paese per non aver riscosso l’importo corretto sull’IVA relativa al leasing sugli yacht. Ecco... Leasing italiano sugli yacht, perché la UE ci bacchetta?

La Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione contro il nostro paese per non aver riscosso l’importo corretto sull’IVA relativa al leasing sugli yacht. Ecco perché, e i possibili scenari per il futuro.

di Federico Santini*

 La Commissione Europea ha annunciato di aver inviato una lettera di costituzione in mora all’Italia per non aver riscosso l’importo corretto dell’IVA sul leasing di yacht. Tale iniziativa si colloca nell’ambito dell’operazione nota come “Paradise Papers”, un generale programma di lotta all’elusione fiscale intrapreso dalla Commissione Europea e che da qualche mese si è intensificato nel settore degli yacht e degli aeromobili.

Dopo aver avviato procedure di infrazione nei confronti di Cipro, della Grecia e di Malta, è ora la volta dell’Italia. La procedura di infrazione riguarda la riduzione della base imponibile IVA per il leasing di yacht prevista dalla legislazione fiscale italiana.

In particolare, sostiene la Commissione che, sebbene l’attuale normativa UE in materia di IVA permetta agli Stati membri di non tassare i servizi quando l’utilizzazione e la fruizione effettive hanno luogo al di fuori dell’Unione, essa non ammetterebbe una riduzione forfettaria generale senza la verifica del luogo di utilizzo.

È opportuno fornire di seguito una breve illustrazione della vigente regolamentazione del leasing nautico in Italia. Date le oggettive difficoltà di seguire con precisione gli spostamenti degli yacht, e quindi di stabilire in quale percentuale essi vengano utilizzati all’interno ovvero all’esterno delle acque comunitarie, con la Circolare 7 giugno 2002 n. 49 (che modificava la precedente Circolare del 2 agosto 2001 n. 76/E) l’Agenzia delle Entrate ha stabilito in via amministrativa la facoltà di utilizzare percentuali presuntive di utilizzo delle unità da diporto entro le acque territoriali comunitarie.

In particolare, è stato ammesso che le società di leasing possano procedere ad una determinazione di tale permanenza sulla base di percentuali stabilite forfettariamente in relazione al tipo di propulsione (motore o vela) ed alla lunghezza dello yacht. In tal modo l’aliquota IVA applicabile è sempre quella ordinaria del 22%, ma la base imponibile su cui l’aliquota è applicata, costituita dal canone di leasing, viene ridotta in applicazione delle suddette percentuali forfettarie di presunto utilizzo dello yacht fuori dalle acque comunitarie.

In tal modo si verifica una riduzione del carico effettivo dell’IVA senza che l’utilizzatore abbia l’onere di dimostrare che l’utilizzo effettivo dello yacht al di fuori delle acque comunitarie corrisponda alle suddette percentuali. Le percentuali forfettarie stabilite dall’Agenzia delle Entrate sono indicate nella tabella sotto.

Una nota emessa di recente da Assilea e Ucina Confindustria Nautica informa che le due associazioni stanno lavorando congiuntamente con il Ministero dell’Economia e Finanze per definire i chiarimenti che l’Italia deve fornire in risposta alla lettera di costituzione in mora della Commissione Europea, sottolineando che già in precedenza la Commissione Europea aveva chiesto alcuni chiarimenti sul medesimo argomento che erano stati prontamente forniti.

È opportuno segnalare che il “leasing italiano” nasce nell’anno 2000 sull’esempio del “leasing francese” che, da sempre, consentiva e consente una significativa riduzione della base imponibile IVA sulla base di percentuali forfettarie. Nel leasing francese tali percentuali sono stabilite in base alle limitazioni alla navigazione risultanti dal libretto dello yacht anziché, come nel leasing italiano, in base alla lunghezza ed alla propulsione dello yacht.

All’epoca un approfondito studio della problematica IVA, promossa da Ucina e fatto proprio dall’Agenzia delle Entrate, portò alla conclusione che la riduzione forfettaria della base imponibile, lungi dal costituire una forzatura delle direttive comunitarie in materia di IVA, era invece la logica conseguenza di una scelta opzionale lasciata agli Stati membri e già adottata dalla Francia.

Sono personalmente convinto che la procedura avviata nei confronti dell’Italia confermerà la legittimità del leasing nautico, istituto che ha contribuito alla crescita del mercato nautico in Italia superando la precedente distorsione concorrenziale che danneggiava l’economia del nostro paese. Appare assai singolare peraltro che, quanto meno per ragioni di uguale trattamento tra Stati membri, non sia stata contestualmente avviata una simile procedura anche nei confronti della Francia che del leasing nautico è stata un precursore.

 

Propulsione                               Lunghezza                                       Imponibile IVA             Carico fiscale (22%)  

 

Unità a motore o a vela              Superiore ai 24 metri                                30%                                6,6%

Unità a vela                                     tra i 20,01 e i 24 metri                              40%                                8,8%             

Unità a motore                              tra i 16,01 e i 24 metri                              40%                                8,8%

Unità a vela                                     tra i 10,01 e i 20 metri                              50%                                11%

Unità a motore                               tra i 12,01 e i 16 metri                              50%                                11%

Unità a vela                                      fino a 10 metri                                           60%                                13,2%

Unità a motore                               tra i 7,51 e i 12 metri                                 60%                               13,2%

Unità a motore                              fino a 7,5 metri                                            90%                               19,8%

Unità categoria D                          100%                                                               22%

*Federico Santini: è managing partner dello Studio Legale Santini & Partners di Roma. È specializzato in diritto internazionale e diritto marittimo, ha una consolidata esperienza nel mondo dello yachting con particolare riguardo a transazioni relative a super yacht, nuove costruzioni navali, finanziamento per la costruzione di navi, registrazione di yacht, arbitrati internazionali, questioni assicurative e fiscali connesse. È membro dell’Associazione Italiana di Diritto Marittimo ed è consulente di primari studi legali, ed istituzioni ed associazioni internazionali nel settore dello yachting. Per informazioni o chiarimenti: [email protected]

(Febbraio 2019)

  • ARCADIA 85S-268
  • The all new Oceanis Yacht 62 By Beneteau.Ph: Guido Cantini  /  Sea&See