La procedura d’infrazione UE al settore della nautica italiana La procedura d’infrazione UE al settore della nautica italiana
Novità dalla Commissione Europea in relazione alla procedura d’infrazione aperta nei confronti dell’Italia nel settore dello yachting CON UNA NOTA DIFFUSA LO SCORSO 25... La procedura d’infrazione UE al settore della nautica italiana

Novità dalla Commissione Europea in relazione alla procedura d’infrazione aperta nei confronti dell’Italia nel settore dello yachting

CON UNA NOTA DIFFUSA LO SCORSO 25 LUGLIO 2019 LA COMMISSIONE EUROPEA ha comunicato di aver adottato in pari data ulteriori misure per porre fine alle agevolazioni fiscali “illecite” nel settore degli yacht in Italia e a Cipro, nell’ambito degli sforzi volti ad eliminare le pratiche sleali di elusione fiscale nella UE. In particolare, la citata nota comunica la prosecuzione di due procedure di infrazione già avviate a novembre 2018 riguardanti i seguenti aspetti:

– ricorso alla Corte di Giustizia con riferimento alle norme relative alle accise sul carburante per le imbarcazioni a motore in Italia. Le attuali norme dell’UE che disciplinano le accise consentono agli Stati membri di non tassare il carburante utilizzato da una compagnia di navigazione a fini commerciali, vale a dire per la vendita di servizi di navigazione marittima. L’esenzione tuttavia – prosegue la nota – può applicarsi soltanto se la persona che prende in leasing l’imbarcazione, vende tali servizi a terzi. L’Italia, in violazione delle norme UE, consente di classificare come “commerciali” le imbarcazioni da diporto a noleggio anche se destinate all’uso personale. Tali imbarcazioni possono così beneficiare dell’esenzione dalle accise sul carburante utilizzato per l’alimentazione dei motori;

– pareri motivati con riferimento alla riduzione della base imponibile IVA per il leasing di yacht prevista dalla legislazione fiscale Italiana (oltre che da quella Cipriota). L’attuale normativa UE in materia di IVA autorizza esenzioni fiscali per i servizi quando l’uso e la fruizione effettivi hanno luogo al di fuori dell’Unione, ma non consente di applicare una riduzione forfetaria generale senza una prova del luogo in cui il servizio è effettivamente utilizzato. Secondo le norme sull’IVA stabilite da Italia (e Cipro), quanto più grande è un’imbarcazione, tanto meno è probabile che essa sia utilizzata nelle acque della UE. Di conseguenza la base IVA applicabile può essere notevolmente ridotta. Se nei prossimi due mesi l’Italia (e Cipro) non dovessero conformarsi ai parerei motivati, la Commissione potrà decidere di adire la Corte di Giustizia della UE. La nota si conclude con una notazione: “A causa delle dimensioni del settore questi regimi fiscali vantaggiosi ed illeciti contrastano con i processi di risanamento di bilancio dei due Stati membri”.

Per quanto riguarda la prima procedura si tratta del terzo step della procedura di infrazione (il primo step consiste nella “Lettera di Notifica Formale” ed il secondo nei “Pareri Motivati”), per cui la Corte di Giustizia è ora chiamata a decidere in merito alla illiceità o meno delle norme Italiane in tema di esenzione da accise sul carburante utilizzato dagli yacht impiegati in attività di noleggio. Nel caso in cui la Corte dovesse decidere per l’illiceità, l’Italia sarà obbligata ad adottare le misure necessarie per conformarsi a tale decisione.

Per quanto riguarda la seconda procedura si tratta del secondo step della procedura d’infrazione, per cui l’Italia è ora chiamata a comunicare entro un periodo determinato, normalmente due mesi, quali misure ha adottato per conformarsi alla normativa UE.

È opportuno sottolineare che le suddette misure adottate dalla Commissione UE non impattano immediatamente sull’attuale regime IVA applicabile agli yacht commerciali con noleggi che partano da un porto Italiano, in quanto l’attuale normativa IVA italiana rimarrà pienamente vigente ed efficace sino a quando le procedure di infrazione non saranno state completate con un accordo tra il Governo italiano e la UE ovvero con una decisione finale della Corte di Giustizia.

L’UCINA, unitamente alle Autorità Fiscali Italiane ed al Ministero delle Finanze Italiano stanno cooperando, sin dall’inizio delle procedure di infrazione avviate, al fine di chiarire la posizione dell’Italia ed al fine di proteggere il futuro del settore dello yachting. Non resta che proseguire in questo arduo lavoro di confronto con la Commissione Europea con l’obiettivo di dimostrare la liceità della normativa di settore e, nel caso, fare quelle modifiche necessarie ma senza causare il tracollo di un settore economico, quello della nautica da diporto, estremamente importante per la nostra economia e nel quale vantiamo un primato che tutti gli altri Stati membri ci invidiano.

*Federico Santini: è managing partner dello Studio Legale Santini & Partners di Roma. È specializzato in diritto internazionale e diritto marittimo, ha una consolidata esperienza nel mondo dello yachting con particolare riguardo a transazioni relative a super yacht, nuove costruzioni navali, finanziamento per la costruzione di navi, registrazione di yacht, arbitrati internazionali, questioni assicurative e fiscali connesse. È membro dell’Associazione Italiana di Diritto Marittimo ed è consulente di primari studi legali, ed istituzioni ed associazioni internazionali nel settore dello yachting. Per informazioni o chiarimenti: [email protected]

(La procedura d’infrazione UE al settore della nautica italiana – Barchemagazine.com – Ottobre 2019)