La nautica di domani – L’editoriale di Franco Michienzi La nautica di domani – L’editoriale di Franco Michienzi
La fusione tra Fca e Psa è il risultato di una lunga riflessione sul futuro dell’industria automobilistica mondiale. I cantieri nautici dovrebbero intraprendere un... La nautica di domani – L’editoriale di Franco Michienzi

La fusione tra Fca e Psa è il risultato di una lunga riflessione sul futuro dell’industria automobilistica mondiale. I cantieri nautici dovrebbero intraprendere un percorso simile per gestire le incognite di domani

di Francesco Michienzi

LA FUSIONE TRA FCA E PSA DARÀ VITA AL QUARTO GRUPPO MONDIALE NEL SETTORE DELL’AUTO. «Le discussioni in corso aprono la strada alla creazione di un nuovo gruppo di dimensioni e risorse globali, detenuto al 50% dagli azionisti di Groupe Psa e al 50% dagli azionisti di Fca», spiega il comunicato diffuso da Psa e Fca che osserva che l’operazione creerà il 4° costruttore automobilistico al mondo con 8,7 milioni di veicoli venduti.

Abbiamo già parlato molte volte di come l’industria automobilistica si muove nel mercato globale e, in parallelo, di come quella nautica, non solo italiana, stenti a disegnare una strategia di medio lungo periodo. Da Oriente a Occidente, in tutto il mondo, l’era moderna ci restituisce un panorama eterogeneo di culture, tradizioni e abitudini accomunate però da un denominatore squisitamente commerciale legato all’utilizzo di beni e servizi.

Il mercato globale ogni giorno diventa una trincea all’interno della quale schiere di competitor cercano di dare risalto al proprio prodotto. La complessità dei mercati è l’ambito di riflessione di ogni settore produttivo nel quale è doveroso disegnare una strategia chiara basata su tre elementi fondamentali. Realizzare un prodotto valido, essere un’azienda virtuosa e avere un’idea rivoluzionaria.Troppo spesso imprese “opache” confondono il mercato offuscando i valori positivi che la maggior parte degli operatori possiede. Oggi l’industria nautica italiana è leader nel mondo, ma è un primato fragile che va difeso anche con politiche industriali nuove.

Nel nostro settore non si sentono mai rumors su aggregazioni, fusioni o altri tipi di collaborazioni tra aziende, o magari sulla progettazione di una nuova piattaforma navale comune per abbattere i costi di sviluppo e ricerca. Oppure, sullo studio di una carena di un gommone più efficiente. Il settore è fatto da aziende che non si parlano per paura di mettere a rischio la propria competitività. Sull’essere un’azienda virtuosa non c’è bisogno di aggiungere molto rispetto a quanto già scritto in passato.

Rimango perplesso nel vedere come sia facile improvvisarsi costruttori nautici, grazie a barriere d’ingresso inesistenti. Senza contare sulla totale assenza di controlli da parte degli enti preposti che non hanno personale per verificare i requisiti minimi di legittimità. Inoltre, non esiste una volontà politica nel combattere le pratiche illegali dei furbi. Non c’è nemmeno il pubblico ludibrio verso coloro che dopo aver fatto disastri si ripresentano e pretendono di essere trattati con tutti gli onori.

Non è necessario mettere le barriere d’ingresso per legge, sarebbe sufficiente portare la qualità di una barca a un livello di complessità tale da rendere impossibile, senza adeguate risorse economiche e intellettuali, essere competitivi sul mercato. La dimensione delle aziende italiane non consente oggi di fare adeguati investimenti per realizzare qualche cosa di veramente rivoluzionario. Si avanza per gradi con piccoli miglioramenti.

Per questa ragione quando vedo che Fca e Psa si fondono per affrontare le sfide del futuro, resto ammirato verso il settore che ha condizionato tutte le politiche industriali degli ultimi cento anni. Mi piacerebbe che i cantieri nautici italiani fossero un modello di eccellenza assoluta, non manca assolutamente nulla per esserlo. Dai progettisti ai cantieri, dalle università e centri di ricerca ai costruttori di componenti, tutte realtà in grado di produrre risultati ancora più straordinari se fossero aiutate a lavorare su progetti comuni.

Il mio invito è quello di riflettere a fondo sulle ragioni e sugli effetti che produrrà nel sistema dell’industria automobilistica globale la fusione tra Fca e Psa.

(La nautica di domani – L’editoriale di Franco Michienzi – NOVEMBRE 2019)

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