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Le regole per utilizzare gli yacht anche per attività commerciale dopo la registrazione negli appositi registri e l’adempimento di alcune formalità La bandiera italiana

Le regole per utilizzare gli yacht anche per attività commerciale dopo la registrazione negli appositi registri e l’adempimento di alcune formalità

NELL’ARTICOLO PUBBLICATO NEL PRECEDENTE NUMERO DELLA RIVISTA abbiamo descritto i requisiti e le regole di immatricolazione in Italia delle imbarcazioni e navi da diporto, ossia di yacht utilizzati per uso privato del proprio armatore e senza scopo di lucro. Tali regole sono applicabili anche agli yacht utilizzati per uso commerciale, purché sussistano determinati requisiti soggettivi e siano adempiute alcune formalità. L’utilizzazione delle imbarcazioni e navi da diporto per attività di locazione e di noleggio, per finalità ricreative o per usi turistici di carattere locale ovvero per appoggio alle immersioni subacquee, deve essere infatti annotata nei relativi registri di iscrizione. In tali registri vanno inoltre indicate le attività svolte, i proprietari o armatori delle unità (imprese individuali o società, italiane o straniere) esercenti le suddette attività commerciali e gli estremi della loro iscrizione nel registro delle imprese della competente Camera di Commercio. Gli estremi dell’annotazione sono riportati sulla licenza di navigazione. Per gli yacht commerciali di lunghezza superiore a 24 mt, la normativa Italiana prevede la possibilità di iscrivere l’unità, anziché nel registro delle navi da diporto, nel Registro Internazionale. Il cosiddetto Registro Internazionale è stato istituito per l’immatricolazione delle navi mercantili impiegate in attività commerciali di trasporto marittimo di beni o persone, a seguito di specifica autorizzazione del Ministero dei Trasporti. La Legge 8 luglio 2003, n. 172, contenente “Disposizioni per il riordino ed il rilancio della nautica da diporto”, ha consentito l’iscrizione nel Registro Internazionale delle navi da diporto (1) che abbiano uno scafo di lunghezza superiore a 24 metri, (2) che abbiano una stazza lorda non superiore alle mille tonnellate e (3) che siano adibite in navigazione internazionale esclusivamente al noleggio per finalità turistiche. Tale ultimo requisito ha dato luogo ad alcune incertezze interpretative, oggi chiarite grazie ad una serie di Risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Secondo l’interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate, l’utilizzazione per finalità di noleggio deve essere esclusiva, nel senso che lo yacht commerciale non può essere utilizzato anche per uso privato dell’armatore. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che lo yacht commerciale può essere utilizzato anche dai soci della società di charter armatrice a condizione che ciò avvenga sulla base di un valido contratto di noleggio ed a fronte del pagamento effettivo di un canone di mercato. Possono essere iscritte nel Registro Internazionale (1) le navi che appartengono a persone fisiche o giuridiche o enti italiani o di altri Paesi dell’Unione Europea, (2) le navi provenienti da un registro non comunitario appartenenti a persone fisiche o giuridiche o enti non comunitari che assumano direttamente l’esercizio della nave attraverso una stabile organizzazione in Italia, e (3) le navi che appartengono a soggetti non comunitari in regime di sospensione da un registro non comunitario a seguito di locazione a scafo nudo a soggetti italiani o comunitari. Per l’iscrizione occorre presentare il titolo di proprietà, il certificato di stazza, il certificato di cancellazione in caso di provenienza da registro estero ed il passavanti provvisorio. è necessario altresì ottenere l’approvazione del nome e l’assegnazione del nominativo internazionale. La procedura di iscrizione si articola in due fasi: (1) un procedimento per l’autorizzazione ministeriale il cui rilascio avviene a seguito di verifica di conformità dei contratti di arruolamento dell’equipaggio ai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali, e (2) un procedimento di iscrizione presso una Direzione Marittima che detiene il Registro che prevede la verifica circa l’osservanza delle norme tecniche di sicurezza contenute nel Regolamento di Sicurezza approvato con Decreto 4 aprile 2005, n. 95 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

 

The Italian flag

 The rules for using the yachts for commercial activities after registration on the relevant registers and the fulfillment of certain formalities

IN THE PREVIOUS ISSUE OF THIS MAGAZINE we provided some guidance on the requirements and rules for registering pleasure boats or crafts, i.e. yachts for private, not for profit use by the owner, in Italy. The same rules also apply to commercial yachts provided that certain requirements are met and certain formalities are performed. The use of pleasure boats and crafts for bareboat charter and for charter, recreational purposes, local touristic use or assisting activities must be recorded in the relevant registry (Registri delle Imbarcazioni da diporto or Registri delle Navi da diporto). The record must include a description of the commercial activity performed, the name and details of the owners (individuals or corporate entities, Italian or international) conducting the commercial activity and the details of their registration in the relevant Chamber of Commerce. The details of the record are shown on the navigation license. Italian regulations allow commercial yachts over 24 meters in length to be registered in the Registro Internazionale as an alternative to the Registri delle Navi da diporto. The Registro Internazionale was initially set up on specific authorization from the Ministry of Transport for the registration of merchant ships engaged in the transportation of goods or passengers. Law 172 dated 8 July 2003 (Rules for the reorganization and relaunch of yachting) introduced the option to register yachts in the Registro Internazionale that (1) are more than 24 meters long, (2) have a gross tonnage of no more than 1,000 metric tons and (3) are used exclusively for international navigation for touristic charter purposes. The interpretation of this latter requirement has raised some issues which have been finally solved thanks to specific Decisions by the Italian Tax Office. According to the interpretation provided by the Tax Office, the charter use must be exclusive, meaning that a commercial yacht cannot be used for private use by the owner. However, the Tax Office has clarified that it may be used by the charter company’s shareholders provided that they have a valid charter contract and they pay a market charter fee. Registration in the Registro Internazionale is allowed for (1) yachts owned by individuals or legal entities, either from Italy or from any other EU member state, (2) yachts previously registered in a non-EU registry owned by non-EU individuals or legal entities who directly operates the yacht through a permanent establishment in Italy, and (3) yachts owned by non-EU legal entities in suspension regime from a non-EU registry and that are bare-boat chartered to Italian or EU entities. The following documents are required for registration: deed of ownership, tonnage certificate, deletion certificate from the previous registry and a passavanti provvisorio (temporary pass). It is also necessary to obtain approval of the yacht’s name and the assignment of an international call sign. The registration procedure is composed of two phases: (1) application for ministerial approval based on a compliance check of the crew employment contracts with the collective contracts signed by national unions, and (2) registration at any of the Maritime Directions holding the Registry subject to compliance with the technical safety regulations set out in the Safety Regulation approved in Ministry of Transport Decree 95 dated 4 April 2005.

(Febbraio 2016)