Italia 9.98 Club, vincere in regata. Divertirsi in crociera Italia 9.98 Club, vincere in regata. Divertirsi in crociera
Il cantiere di Chioggia ha trasformato uno scafo super vincente in regata in una barca adatta alla crociera. Con poche aggiunte e con pochissime... Italia 9.98 Club, vincere in regata. Divertirsi in crociera

 

Il cantiere di Chioggia ha trasformato uno scafo super vincente in regata in una barca adatta alla crociera. Con poche aggiunte e con pochissime rinunce

di Niccolò Volpati foto di Nicola Brollo

La domanda è semplice, la risposta è un po’ più complessa, ma cerchiamo ugualmente di darvela. Può una barca da regata (vincente) trasformarsi in uno scafo da crociera? La barca in questione è Italia 9.98, campione del mondo in carica per ben due volte. Due mondiali, uno dietro l’altro: 2015 e 2016. «Molto del merito va all’armatore e all’equipaggio» – si schernisce Matteo Polli, giovane progettista di Italia Yachts e autore del progetto di 9.98 Fuoriserie. Può darsi che abbia ragione, ma ci permettiamo di far notare che si tratta di due equipaggi diversi. Per noi significa che qualcosa di buono arriva anche dalla barca.Italia_9.98

Per Matteo il segreto di tante vittorie «È una questione di equilibrio. Questa è una barca che va bene in tutte le condizioni senza picchi e cadute. L’equilibrio che abbiamo trovato è quello tra scafo, appendici e piano velico. È dall’armonia di questi elementi che abbiamo ottenuto l’efficienza che serve per vincere le regate». Proviamo a tradurre il concetto un po’ sibillino: tutto funziona come deve e il risultato finale è una velocità molto elevata rispetto al rating che ha la barca. Il vero punto di forza, ormai possiamo svelarlo, sono scafo e pinna.

La distribuzione dei volumi è molto regolare. I volumi sono identici sia quando si naviga in poppa, sia quando lo scafo è sbandato di bolina. Le linee d’acqua non portano problemi nell’equilibrio e quindi è facile da timonare. La cosa più importante del piano velico, invece, è l’ubicazione dell’albero. In base agli studi fatti insieme a North Sail si è deciso di arretrare l’albero in modo da avere un fiocco più grande e una randa leggermente più piccola. A parità di superficie velica, infatti, hanno optato per un fiocco con più tela. Perché serve un fiocco più grande? Perché 9.98 in regata è una delle più piccole e quindi è probabile che sui campi a bastoni navighi dietro i maxi e le barche più grandi. Serve quindi agilità e accelerazione. E il fiocco è proprio quello che fornisce accelerazione subito dopo la virata. Ecco spiegato uno dei segreti di questa barca.

Ma fin qui abbiamo parlato di una bella barca da regata già nota visto che è stata varata nel 2014. Quella che invece abbiamo provato oggi, insieme a Matteo Polli, è Italia 9.98 Club, ovvero la versione da crociera. Che cosa ha di diverso? Poco, davvero poco. Scafo, appendici e piano velico sono identici. Cambia solo qualcosa sottocoperta. Sostituendo i pannelli fissi con degli sportellini sono stati ricavati degli stipetti in dinette e nella cabina di prua. Ai fuochi è stato aggiunto il forno e l’armadio di tela nella cabina di poppa è leggermente più capiente. I cambiamenti sono talmente pochi che la versione crociera pesa solo 50 kg in più rispetto a quella regata.

Italia_9.98_ClubCambia invece il pozzetto dove, al posto della barra del timone, ci sono due ruote che erano però già state previste dal progettista, ed è stata aggiunta la delfiniera che ospita l’ancora all’estrema prua. Il test lo facciamo nel golfo di Trieste che però non ci riserva né bora, né borini. L’aria è poca sempre sotto i dieci nodi. Per apprezzare appieno la sensibilità, Matteo stacca il braccio dell’autopilota. Il timone è davvero piacevole. La sensibilità è simile a quella che si ottiene con la barra. Nonostante sia un cruiser/racer molto racer, non serve un equipaggio numeroso per condurlo. Il trasto di randa è subito a pruavia delle due ruote e la scotta di randa è facilmente raggiungibile dal timoniere. Una seconda persona di equipaggio può lavorare sui winch della scotta del fiocco. L’effetto del fiocco grande per l’albero arretrato lo apprezziamo anche noi che non siamo esperti regatanti.

Appena entra una raffica, infatti, Italia 9.98 Club accelera con prontezza. Anche per questo è piacevole da timonare. Di bolina si comporta davvero bene: stringe, accelera e prende facilmente il passo. Issiamo il gennaker per provarla con le portanti. Qui probabilmente paga qualcosa, ma il comportamento è comunque più che buono. Il timone è sempre un ottimo compromesso tra sensibilità e durezza. Anche quando stringiamo il più possibile e ci portiamo a 100° di angolo con un vento reale di 8,5 nodi, nonostante la tanta tela del gennaker, la rotta si regola senza sforzi particolari. Non c’è il barbecue a poppa e, per la verità, nemmeno il tavolino nel pozzetto, ma si può andare in crociera perché l’abitabilità sottocoperta e più che soddisfacente così come i volumi delle cabine. E soprattutto si può andare in crociera navigando a vela, anche con venti leggeri.Italia_9.98_Club

La risposta alla domanda iniziale è sì. Italia Yachts ha dimostrato che con pochi accorgimenti, predisposti già in fase di progettazione, è possibile trasformare una veloce barca da regata in uno scafo da crociera piuttosto confortevole.

ITALIA 9.98 Club – LA SCHEDA TECNICA

PROGETTO Matteo Polli, Italia Yachts Design Team, KMD Design
SCAFO  lunghezza ft 10.30m • Lunghezza scafo 9.98m • Lunghezza al galleggiamento • Larghezza massima 3.54m • Immersione 1.90m • Dislocamento 4550 kg  • Randa 38 m• Fiocco 32 m2 • Gennaker 105 m2

MOTORE 1 Volvo Penta D1-20 • Potenza 13.8kW (18.8 cv), Numero di cilindri • Alesaggio per corsa 67mm x 72mm • Cilindrata 0.76 l • Rapporto di compressione 23.5:1 • Regime di rotazione massimo 2800/min-3200/min • Peso con sail drive 144 kg • Elica 2 pale abbattibili

CERTIFICAZIONE CE  Cat A – 10 persone

PREZZO 139’000 € (Esclusa IVA) • 198’490 € (3 cabine, 2 bagni)

ITALIA YACHTS
Via Maestri del Lavoro,
50 Chioggia (VE), 0039 041 4967891
[email protected]
www.italiayachts.it


The Chioggia yard has turned a supremely victorious regatta hull into a boat suitable for cruising. With a few additions and very little being overlooked

The question is a simple one, although the answer is a bit more complicated. Nevertheless we will try to provide it. Can a (triumphant) competition boat be converted into a cruiser? The boat in question is the Italia 9.98 which was world champion, not once but twice. Two world championships, one after another: 2015 and 2016. «A lot of the credit goes to the owner and the crew» claims Matteo Polli, the young designer from Italia Yachts who is behind the 9.98 Fuoriserie project. Perhaps he is right, but we have noted that they were two different crews.

To us that means that the boat must also have brought something good to the table. Matteo thinks that the secret behind all these victories «…is a matter of balance. This is a boat that sails well in all conditions, never over or underperforming. The balance that we found is between the hull, equipment and sail plan. We got the efficiency that we needed to win the regattas from the harmony of these elements». We try to translate this slightly enigmatic concept: everything works as it should, and the final outcome is a very high speed for the rating the boat has. The real strong point, we can now say, are the hull and the fin. The volumes are very evenly distributed. The volumes are exactly the same, whether with the wind astern or heeled going upwind. The waterlines do not create problems in the balance and the boat is thus easy to steer. But the most important thing about the sail plan is the location of the mast.

Using research conducted together with North Sail, it was decided to bring back the mast so as to have a larger jib and a slightly smaller main sail. Between two equal sail areas, they chose to have a larger jib. Why is a larger jib needed? Because in a regatta, the 9.98 is one of the smaller boats and so probably on a windward-leeward course it will be sailing behind maxi and other larger boats. It thus needs to be agile and quick to accelerate. And it is the jib which gives acceleration after tacking. So that explains one of this boat’s secrets. But so far we have been talking about a beautiful racing yacht that is already known, and which was launched in 2014. The one that we have been trying out today, together with Matteo Polli, is the Italia 9.98 Club, or the cruiser version. How is it different? Not a lot, really not a lot. The hull, equipment and sail plan are identical. There are just a few changes below decks.

By substituting fixed panels with flap doors, they have obtained cabinets in the dinette and the bow cabin. An oven has been added to the cooking rings and the fabric wardrobe in the stern cabin is slightly larger. There are so few changes that the cruiser version only weighs 50 kg more than the racing one. What does change is the cockpit where, rather than the tiller there are two wheels, which had actually already been planned by the designer, and a dolphin striker has been added in the bows to house the anchor. We do the test in the Gulf of Trieste, but there is no Bora wind for us, or any sign of it. There isn’t much wind about, and it is always below ten knots. To fully appreciate its sensitivity, Matteo takes his hand off the autopilot. The wheel is a real delight, and is just as sensitive as the tiller. Despite the fact that it is very much on the racing side of cruiser/racer, you don’t need a big crew to man it.

The mainsail traveller is immediately forward of the two wheels and the mainsheet can be easily reached by the helmsman. A second crew member can work on the jib sheet winch. We aren’t expert racers, but we can appreciate the effect of having the larger jib with the mast brought aft. As soon as a gust appears, the Italia 9.98 Club takes off. And that is another reason it is nice to steer. Close to the wind it really handles well: it picks up, accelerates and keeps up the pace easily. We raise the gennaker to try it downwind. It probably suffers a bit here, but nevertheless its handling is better than good. The wheel is a good compromise between sensitivity and hardness. Even when we sail as close to the wind as possible and we go to 100 degrees with real wind speed of 8.5 knots, despite the amount of canvas on the gennaker, we stay on course without much difficulty.

There isn’t a barbecue in the stern, and – if the truth be told – not even a table in the cockpit, but you can go cruising because the below-decks liveability is more than satisfactory, as are the cabin sizes. And above all it can be a sailing cruise, even with light winds. The answer to the first question is yes. Italia Yachts has shown that with a few modifications, which had already been anticipated at the planning stage, you can turn a fast racing boat into a fairly comfortable cruiser.

 

 

 

PROJECT Matteo Polli, Italia Yachts Design Team, KMD Design

HULL LOA 10.30m • Hull Length 9.98m • Maximum Beam 3.54m • Draft 1.90 Displacement 4550 k Mainsail 38 m2 • Jib 32 m2 • Gennaker 105 m2

MAIN PROPULSION 1 Volvo Penta D1-20 • Outlet mechanical power 13.8kW (18.8hp) • Number of cylinders 3 • Bore & Stroke 67mm x 72mm • Total swept volume 0.76 l • Compression ratio 23.5:1 • Maximal rotational speed 2800/min-3200/min • Weight-
including the saildrive –
144 kg • Propellers: 2 blades (foldable)

CERTIFICATION EC

Category A – 10 people

PRICE 139’000 € (Exclusive VAT) • 198’490 € (3 cabins, 2 bathrooms)

(agosto 2017)

 

  • Italia_9.98
  • Italia_9.98_Club
  • senza titolo_379
  • Italia_9.98

Iscriviti alla newsletter!

X