Ipek Kiraç – Sirena Marine Ipek Kiraç – Sirena Marine
Sirena Marine fa parte di un gruppo da 800 milioni di euro. Abbiamo incontrato Ipek Kiraç, amministratore delegato del cantiere nautico turco Ipek Kiraç – Sirena Marine

Stupire il mondo

 Sirena Marine fa parte di un gruppo da 800 milioni di euro. Abbiamo incontrato Ipek Kiraç, amministratore delegato del cantiere nautico turco

“Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo.” L’impossibile è avere successo in un settore difficile come quello dell’industria nautica nel momento di massima recessione mondiale. La persona da non disturbare è Ipek Kiraç, brillante manager, biologa marina, vari master nel curriculum, determinata e infaticabile lavoratrice che guida con grande impegno e entusiasmo la Sirena Marine del gruppo turco Kıraça attivo nei settori dell’automotive e dei compositi avanzati. In soli dieci anni sono state costruite circa 350 barche di cui cento a vela. Tecnologia d’avanguardia con metodi costruttivi moderni, come l’uso dell’infusione per la realizzazione degli scafi, in un contesto di grande efficienza. In un’area di circa 160 mila metri quadrati, di cui 35 mila coperti, lavorano circa 620 persone. Abbiamo incontrato Ipek Kiraç nella sede di Orhangazi a pochi chilometri da Istanbul.

Perché un gruppo industriale importante come il vostro ha deciso di investire nella nautica da diporto?

Noi siamo una famiglia e un gruppo industriale, la passione ci ha sempre guidato nelle nostre azioni e la nautica da diporto è una storia di emozioni. C’è sempre stata una relazione tra la navigazione e la nostra famiglia, soprattutto dalla parte di mio padre. Abbiamo sempre avuto un rapporto con il mare e, nonostante l’avventura industriale di mio padre sia iniziata con compagnie automobilistiche, attraverso amici in comune che hanno lavorato con la Fiat, abbiamo iniziato ad avere delle relazioni con Azimut Benetti, uno dei principali cantieri nel mondo che in quel periodo stava cercando un partner produttivo competente e qualificato. Una delle ragioni per cui abbiamo iniziato la collaborazione è stato anche il desiderio di essere parte dell’industria nautica perché, come vi ho detto prima, la navigazione è stata parte della storia della nostra famiglia per molto tempo.

La profonda crisi iniziata nel 2008 vi ha fatto avere dei ripensamenti sul vostro investimento o vi ha indicato un’opportunità in un mercato finanziariamente fragile?

Noi abbiamo cercato di usare questa crisi come un’opportunità piuttosto che come un ostacolo. Nonostante in quel momento il mercato della nautica da diporto non fosse tra i più attraenti, ho deciso di investire ugualmente in persone, tecnologie, strumenti e soprattutto prodotti nuovi. Sapevo che quando il mercato si sarebbe ripreso, la selezione naturale operata dalla crisi avrebbe premiato i più capaci e i più solidi. Aver investito in noi stessi durante questo periodo ci sta ripagando e credo andrà sempre meglio.

Negli ultimi anni la Turchia è stata protagonista di uno sviluppo straordinario e, apparentemente, inarrestabile. Chiunque sia tornato a più riprese a Istanbul ha trovato una città in continua trasformazione. Centri commerciali faraonici che si moltiplicano, nuovi grattacieli che modificano lo skyline, infrastrutture sempre più audaci.

Come il Marmaray, il tunnel ferroviario sottomarino più profondo del mondo. Una galleria che attraversa il Bosforo, correndo 62 metri sotto la superficie, e che collega la parte asiatica con il lato europeo della città. Anche nella nautica da diporto la Turchia è uno dei paesi con il tasso di sviluppo migliore, da cosa dipende? È più facile fare industria nel vostro Paese?

La Turchia è in crescita economica dal 2002 ed è proprio per i supporti finanziari e molti dei progetti menzionati che si può vedere lo sviluppo e notare che l’industria sta migliorando. Anche nella nautica da diporto è evidente questa crescita anche se più lenta. La Turchia è una nazione circondata dal mare su tre lati, la nautica e l’acqua sono parte del nostro patrimonio culturale e auspichiamo grandi sviluppi anche pensando al fatto che ad Istanbul vivono quattro milioni di persone che non hanno mai visto il mare. Non sto scherzando, è la realtà. Non riesco a capire come questo sia possibile, ma penso che il nostro lavoro sia necessario per supportare questa industria al meglio. Penso che noi tutti dobbiamo migliorare questa industria del paese per le persone.

La vostra storia e la vostra organizzazione dicono che avete le potenzialità per crescere nel mercato globale, quali sono i vostri obiettivi?

Per me è importante cambiare la percezione di come le persone pensano alle barche costruite in Turchia, che è già oggi un player di livello mondiale nella nautica e in particolare nel segmento dei superyacht e delle imbarcazioni custom con un alto livello di personalizzazione. Sfortunatamente i nomi di cantieri che oggi costruiscono superyacht di eccellenza in Antalya e Tusla non sono riconosciuti come dovrebbero presso il grande pubblico. La nostra ambizione è quella di costruire dei brand che vengano riconosciuti a livello mondiale per la qualità dei prodotti che offrono. Il nostro intento è di farci riconoscere dai più grandi competitor e clienti come un’industria in grado di creare qualcosa di diverso che faccia sentire parte di una famiglia, perché questo è un business di famiglia e vogliamo che ogni singolo cliente dal 33 piedi, al 54 o all’84 e al 68 si senta parte di una famiglia. Il cliente Sirena Marine si dovrebbe sentire speciale perché questo è quello che la mia famiglia rappresenta ed è così che voglio personalmente esprimere la mia cultura. Vogliamo una barca per cui nessuno debba scegliere tra la performance e la navigazione da crociera, vogliamo che si possa avere entrambe ed essere felici, senza dover accettare compromessi. Il nostro intento è quello di mostrare a tutti che siamo “una vera novità sul mercato”.

Dal punto di vista costruttivo avete introdotto metodologie particolari?

Questa domanda può avere una duplice risposta: da un parte le tecnologie utilizzate da Sirena Marine sono allineate ai migliori standard dell’industria, per esempio la laminazione per infusione è adottata su scafo e coperta di ogni modello prodotto qui. Dall’altra credo che Sirena Marine sia l’unico cantiere in grado di coniugare metodologie di assicurazione qualità di livello industriale sviluppate nel severo contesto automotive, con competenze artigianali e di lavorazioni manuali di altissima qualità. Inoltre il cantiere produce interamente “in casa” acciai, teak, mobili, finiture interne. Questo ci permette di offrire ai nostri clienti un prodotto unico, in termini di contenuti tecnologici, affidabilità e qualità delle finiture.

Quali sono i punti di forza di Sirena Marine?

La passione è il nostro primo punto di forza. Continuerò a dirlo molte volte che nella nostra famiglia questa è la più grande forza. Abbiamo imparato ad essere parte di questa passione e vogliamo fare sempre di più. Penso che un altro punto di forza sia il gruppo di persone giovani e competenti e la possibilità di fare tutto in casa. Ci stiamo in qualche modo preparando per qualcosa di più.

Nella percezione del consumatore a che livello si trova il Made in Turchia?

La Turchia è un paese con una storia millenaria, il luogo dove Oriente e Occidente si incontrano e si mescolano dando vita a una attività artistica e culturale ricchissima. Questa ricchezza si è consolidata in competenze artigianali e produttive uniche, che sono la vera cifra del Made in Turkey. Ancora oggi le golette costruite a Bodrum sono interamente fatte a mano e considerate delle vere opere d’arte che non potrebbero essere realizzate così in nessun altro luogo. Oggi questa unicità si è trasferita anche in brand di notorietà internazionale, riconosciuti ovunque come leader nel loro rispettivo settore, come – per citarne uno – il caso della Turkish Airlines, premiata per quattro anni di fila come la “Europe’s best airline”. La stessa attenzione al cliente, la stessa cura del dettaglio che sono nel nostro Dna, sono gli elementi differenzianti che ci permettono di offrire ai nostri clienti un’esperienza unica.

Collaborare con progettisti di fama internazionale come Ceccarelli, Humphreys, Frérs o Spadolini è una garanzia di qualità?

Come potrebbe non esserlo. Per noi sicuramente è una garanzia di qualità e penso che sia così perché queste persone hanno voglia di lavorare con noi. Hanno scelto di essere qui. Abbiamo Giovanni Ceccarelli, Rob Humphreys, German Frers e anche Tommaso Spadolini ed essere seduta in una stanza con loro è un sogno che si realizza.

L’amministratore delegato della Fiat Chrysler Sergio Marchionne ha detto che “il futuro è tutto da creare e chi vuole veramente bene al suo Paese si deve impegnare ad accettare il nuovo, accettare le sfide anche con l’incognita di esperimenti che non sono totalmente chiari in termini di successo. Uno deve azzardare e prendersi i suoi rischi. Dobbiamo provare a fare cose nella maniera diversa.” Cosa ne pensa di questa affermazione?

Ho pensato molto a questa domanda. Avrebbe dovuto incontrarmi quando ho iniziato questo lavoro. Allora ero una persona molto diversa, ho imparato molto in questi ultimi anni. Io sono una biologa, ho studiato biologia e ho fatto dei master in America, ma ho sempre avuto la passione per il mare e per me questa è stata proprio una sfida. Ho imparato che se hai l’opportunità devi andare avanti in quello che vuoi, in quello in cui credi e qualche volta devi saper prendere delle decisioni e agire nello stesso tempo. Ma ho recentemente scoperto che in realtà alla fine della giornata si deve fare quello in cui si crede, io devo fare quello che credo sia giusto per questa azienda e penso di stare prendendo delle buone misure per raggiungere il massimo. Poiché sono giovane sono la più pazza di tutti, posso portare di più all’azienda poiché posso pensare al di fuori degli schemi. Penso che quello che devo fare adesso in questa azienda e in questa industria è credere nei miei ultimi quattro anni, in quello che i miei genitori mi hanno insegnato e nelle mie origini.

Il suo modo di condurre la Sirena Marine è figlio di una cultura manageriale di tipo internazionale, ma c’è qualche elemento più specifico legato alla tradizione del suo Paese?

Ci stiamo dirigendo verso uno stile internazionale, infatti la maggior parte delle persone oggi parlano in inglese tra di loro più che in turco dovendo collaborare con designer e operatori a livello internazionale. Stiamo anche utilizzando alcune tradizioni del nostro paese, come l’arredamento, la qualità e la produzione a mano. Posso dire che le nostre barche sono tutte costruite con la qualità della manifattura turca.

La Turchia è un Paese giovane, con un’età media sui 30 anni e oltre il 40% della popolazione ha meno di 24 anni. Un fattore molto positivo che si riflette sullo sviluppo economico del suo Paese. Anche lei è molto giovane, ritiene questa condizione un valore aggiunto?

Spero di sì. Come ho appena detto i tempi stanno cambiando, ma ancora la cosa più preziosa che ci circonda è l’esperienza. Io l’ho capito quando sono entrata in questa azienda ed è una delle cose che ho cercato di fare. Dato che ero giovane ho cercato di formarmi con le esperienze e quello era l’unico modo con cui potevo bilanciarmi per poter andare avanti. Credo che sia un valore in più perché l’esperienza è usata per fare le cose in modi differenti, ma quando sei giovane puoi benissimo trovare molti più modi per operare e per questo credo che abbiamo un vantaggio nell’essere giovani.

Avete mai pensato di acquistare qualche marchio internazionale?

Certamente ci è passato per la testa, non avremmo avuto problemi di liquidità nell’acquistare cantieri finlandesi o italiani o qualsiasi altro cantiere, ma per noi è importante costruire qualcosa di nostro. Sarebbe stato molto più facile comprare un cantiere già presente, ma a questa famiglia non piacciono le cose facili, noi facciamo le cose difficili e le facciamo nel miglior modo possibile.

 

Amazing the world

Sirena Marine is a part of a group valued at 800 million EuroWe met Ipek Kiraç, Ceo of the Turkish yard

“WHOEVER SAYS THAT IT’S IMPOSSIBLE SHOULDN’T BOTHER THOSE WHO ARE MANAGING TO SUCCEED”. The impossible is succeeding in a hard field like the boating one at the peak of global recession. The person not to bother is Ipek Kiraç, a brilliant manager, marine biologist with many masters in the curriculum, a determined and tireless worker who is managing with great commitment and enthusiasm the Sirena Marine company, part of the Turkish Kıraça Group which operates in the automotive and advanced composites sector. In just ten years they have built about 350 boats, one hundred of which are sailing boats. A cutting-edge technology and modern building methods, like the use of the infusion process in the hull building, in an environment great efficiency. In a site of about 160 thousand sqm, 35 thousand of which is covered, there are around 620 people working. We met Ipek Kiraç in the Orhangazi site, a few kilometers from Istanbul.

Why has such an important industrial Group as yours decided to invest in pleasure sailing?

We are a family and an industrial group, our actions have always been guided by passion and sailing is a story of emotions. Sailing has been a part of our family for a long time on my father’s side. So we have always had a connection to the sea and although my father’s adventure in his own company first started with the automobile brands, through mutual friends who worked at Fiat, we started a relationship together with Azimut Benetti, one of the most well known ship yards in the world, which was looking for a qualified shipyard. One of the reasons we started the collaboration was also the desire to be part of the marine industry because, as I told you before, the sailing has been part of the history of our family for a long time.

Referring to the deep financial crisis which began in 2008, have you had second thoughts about your investment or have you considered it an opportunity in a financially fragile market?

We tried to use this crisis as more of an opportunity than an obstacle.

Even though in that period the pleasure boating market wasn’t one of the most attractive, I decided just the same to invest in our people, technologies, tools and above all in new products. I knew that when the market picked up again, the natural selection as a result of the crisis would reward the most talented and the most solid. So I think that having invested in ourselves during the crisis is paying off and I’m sure it will get better.

Over the past few years Turkey has enjoyed an extraordinary and apparently unstoppable development. Whoever has returned several times to Istanbul has found a city in constant transformation. Pharaonic shopping centers which are multiplying, new skyscrapers which are changing the skyline, increasingly suggestive infrastructure. Like the Marmaray, the deepest undersea rail tunnel in the world. A tunnel which crosses the Bosforo running undersea for 62 meters connecting both the Asian and European area of the city. Turkey is one of the countries with the best rate of development even in pleasure boating. What is it due to? Is it easier to have industry in your Country?

Well Turkey has been in an economical growth since 2002 and because of the economical support and many of the mentioned projects you can see the development and notice that industry is getting better. But in pleasure boating I think it’s a bit slower. Turkey is a country surrounded by the sea on three sides, boating and water are a big part of our cultural heritage and we hope large developments also thinking about the fact that Istanbul is home to four million people who have never seen the sea. I’m not kidding, this is true. I don’t understand how that can be, but I think our job is important to support this industry as well. I think we all have to improve this industry in our country for the people.

Both your history and organisation show that you have the potential to expand in the global market. What are your aims?

In my opinion it is important to change the way people think about the boats made in Turkey which is already today a worldwide boating player, especially in the superyachts and in the high tailored boats field. Unfortunately the names of the yards which are now building excellent superyachts in Antalya and in Tusla are not as recognized as they should be to the general public. Our drive is to build brands recognized worldwide for the quality of their products. Our aim is to be recognized by all of the top customers and competitors as an industry able to create something different, able to make you feel part of a family, because this is a family business and we want every single owner, from a 33-footer to a 54 or an 84 or a 68, to feel part of a family. The Sirena Marine’s customer should feel special because this is what my family represents and that’s how I want my own heritage to be. We want a boat that no one has had to choose from either performance or cruising, you can have both and be happy without having to compromise. Our aim is to show everyone that we are ‘the new cool kids on the block’ in one way and that we plan to stay.

From a building point of view, have you introduced any special methods?

This question may be answered in two ways: on the one hand the technologies used at Sirena Marina are in line with the best standards of the industry, for instance all the hulls and decks of every model which is built here is laminated by infusion. On the other hand I think that Sirena Marine is the only yard able to put together the industrial qualitative methods developed in the high automotive context with craft skills and high quality manual works. Furthermore the yard produces steel, teak, furniture, interior finishes on site. This allows us to offer our customers a unique product in terms of technological items, reliability and the quality of finishes.

What are the strengths of Sirena Marine?

Passion is our first strength. I’m going to say this many times, that for our family this is our biggest strength. We have learnt from being part of this passion and we want to do even more. I think that another strength is that we are a our group of people who are both young and knowledgeable and we can do everything in house. So we are, in a way, getting ready for more.

At what level is the Made in Turkey for the consumer?

Turkey is a country with a thousand-year history, it’s the place where East and West meet and mix, creating a very rich artistic and cultural activity. This wealth has been consolidated in the craftsmanship and unique manufacturing expertise, which are the real value of Made in Turkey. To this day the schooners built in Bodrum are entirely handmade and they are considered real master pieces which can’t be made in the same way anywhere else. Today this uniqueness stands out even in international brands which are known as leaders in their own field, like, for example, the Turkish Airlines, which has been awarded as “Europe’s best airline” four years in a row. The attention to the customer and the detail which are part of our DNA, are the highlighting elements which allow us to offer our customers a unique experience.

Do you think that working together with internationally renowned designers like Ceccarelli, Humphreys, Frérs or Spadolini is an assurance of quality?

How can it not be. For us of course it is an assurance of quality and I think that it is so because these people want to work with us. They have chosen to be here. We have Giovanni Ceccarelli, Rob Humphreys, German Frers and also Tommaso Spadolini and when I sit in a room with all these people, it’s a dream that has turned into reality.

Sergio Marchionne, the Fiat Chrysler Ceo, said that “The future is all to create and whoever really loves his Country must commit to accepting the new, accepting challenges even with the uncertainty of experiments which are not totally clear in terms of success. One must dare and take his chances. We have to try to do things in a different way”. What do you think about this statement?

I have thought a lot about this question. You should have met me the day I started this job. At that time I was a very different person, I have learnt a lot during these last years. I’m a biologist, I studied biology and I did my master in the US, but I have always had passion for the sea and for me this was a challenge. I have learnt that if you have the opportunity you must go after what you want, in what you believe and sometimes you need to make decisions and act at the same time. But I have recently found out that actually at the end of the day you have to do what you believe in, I have to do what I believe true for this company and I believe I’m taking very good measures to achieve the maximum. Because I’m young I’m the crazier one, I can bring more to the company as I can think unconventionally. In my opinion I believe that what I have to do in this company and in this industry now is believe in my last four years, believe in what my parents have taught me and believe in where I come from.

You are managing the Sirena Marine company with an international style, but are there any other particular details in the tradition of your Country?

We are moving towards an international style, I mean most people now talk in English amongs themselves more than in Turkish because of international designers and international people we are working with. But we are also using some traditions of our country like furniture and craftsmanship. I can say our boats are all handcrafted in a special way as is the Turkish tradition.

Turkey is a young Country, with an average age of 30 years and over 40% of the population is under 24 years old. A very positive influence which is revealed in the economic development of your Country. You are very young too, do you think that this is an additional value?

I hope so. As I have just said, I think that times are changing but again the most valuable thing you have around yourself is experience and I realizd that when I became part of this company and that’s one of the first things that I’ve tried to do. Due to the fact I was young I tried to form myself with experiences and that was the only way I could balance myself in order to move on. I believe that’s an additional value because experience is used to do things in different ways but when you are young you can try to find different ways to do things and I think we have the advantage of being young.

Have you ever thought to aquire an international brand?

Of course it has crossed our mind, I have said that financially we wouldn’t have had problems acquiring a Finnish or an Italian yard or any other yard, but for this family is important to create something of our own.

It would be easier buy an existing yard, but this family doesn’t do things the easy way, we do them the hard way and we do them in the best way we can.

(Marzo 2016)

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