Investire nella nautica al Sud: ecco perché conviene utilizzare il credito di imposta Investire nella nautica al Sud: ecco perché conviene utilizzare il credito di imposta
Il credito di imposta è un interessante strumento realizzato per favorire gli investimenti nel mezzogiorno italiano di Federico Santini*  L’articolo 1, commi da 98... Investire nella nautica al Sud: ecco perché conviene utilizzare il credito di imposta

Il credito di imposta è un interessante strumento realizzato per favorire gli investimenti nel mezzogiorno italiano

di Federico Santini*

 L’articolo 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015 n. 208 (legge di Stabilità 2016) ha introdotto un credito di imposta a favore delle imprese che, a decorrere dal 1 gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, effettuano l’acquisizione di beni strumentali nuovi, nell’ambito delle tipologie descritte dalla norma suddetta, facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

Nonostante tale norma sia in vigore da oltre due anni il ricorso ai benefici da essa previsti non è stato frequente nel settore della nautica, probabilmente a causa di carente informazione. Non tutti sanno infatti che tale strumento può essere utilizzato da coloro che già esercitano ovvero intendono avviare l’esercizio in una delle regioni suddette, di un’impresa di noleggio di imbarcazioni e navi da diporto.

Il credito d’imposta è riconosciuto, sulla base della normativa comunitaria sugli aiuti a finalità regionale, in misura variabile a seconda della dimensione dell’impresa.

In particolare, per le “piccole imprese”, ossia quelle che hanno meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a euro 10 milioni, il credito d’imposta è concesso nella misura massima del 20% e per ciascun progetto di investimenti su un importo massimo di euro 1,5 milioni. Per le “medie imprese”, ossia quelle che hanno meno di 250 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a euro 50 milioni, il credito d’imposta è concesso nella misura massima del 15% e per ciascun progetto di investimenti su un importo massimo di euro 5 milioni, mentre per le “grandi imprese” il credito d’imposta è concesso nella misura massima del 10% e per ciascun progetto di investimenti su un importo massimo di euro 15 milioni.

Se è vero che l’attività di costruzione navale è espressamente esclusa dai benefici, non lo è invece l’attività di noleggio che, anzi, per localizzazione territoriale, caratteristiche dimensionali dell’impresa (piccole o medie imprese) ed investimenti richiesti per acquisto di imbarcazioni, rientra tra le imprese beneficiarie.

L’impresa di noleggio dovrà ovviamente rispettare tutte le condizioni previste dalla norma sulle agevolazioni, per cui, prima di procedere all’investimento, è consigliabile chiedere una specifica consulenza a professionisti del settore sia per valutare la concessione del beneficio ed il rispetto delle condizioni richieste, sia per predisporre la documentazione necessaria.

In linea generale, un’impresa di noleggio esistente o nuova, purché ubicata in una delle suddette regioni, ha diritto di beneficiare del credito d’imposta sull’acquisto, che può essere effettuato anche mediante leasing, in ogni caso entro e non oltre il 31 dicembre 2019, di imbarcazioni o navi. Tali beni devono essere nuovi e destinati ad essere utilizzati per l’esercizio dell’impresa di noleggio, ed il prezzo di acquisto non deve essere superiore agli importi sopra indicati, a seconda che si tratti di piccola, media o grande impresa.

Le disposizioni normative prevedono l’obbligo della presentazione da parte dei soggetti interessati di un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate, il cui modello è allegato al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 24 marzo 2016. La comunicazione deve essere presentata esclusivamente in via telematica, direttamente da parte dei soggetti abilitati o tramite i soggetti incaricati autorizzati dalla legge, i quali hanno l’obbligo di rilasciare all’impresa richiedente un esemplare cartaceo della comunicazione predisposta nonché copia della ricevuta dell’Agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuta ricezione e che costituisce prova dell’avvenuta presentazione.

L’Agenzia delle Entrate provvederà poi a trasmettere le comunicazioni pervenute, per le quali ha rilasciato ricevuta con esito positivo, al Ministero dello Sviluppo Economico. Il beneficiario può utilizzare il credito d’imposta maturato solo in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente tramite Entratel o Fisconline, a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta dell’Agenzia delle Entrate attestante la fruibilità del credito.

L’ammontare del credito utilizzato in compensazione, anche in più soluzioni, non può eccedere l’importo risultante dalla citata ricevuta dell’Agenzia delle Entrate. Il credito d’imposta deve essere inoltre indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello in cui se ne conclude l’utilizzo.

*Federico Santini: è managing partner dello Studio Legale Santini & Partners di Roma. È specializzato in diritto internazionale e diritto marittimo, ha una consolidata esperienza nel mondo dello yachting con particolare riguardo a transazioni relative a super yacht, nuove costruzioni navali, finanziamento per la costruzione di navi, registrazione di yacht, arbitrati internazionali, questioni assicurative e fiscali connesse. È membro dell’Associazione Italiana di Diritto Marittimo ed è consulente di primari studi legali, ed istituzioni ed associazioni internazionali nel settore dello yachting. Per informazioni o chiarimenti: [email protected]

(Investire nella nautica al Sud: ecco come utilizzare il credito di imposta  – Novembre 2018)

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