Individualismo e campanilismo – L’editoriale di Franco Michienzi Individualismo e campanilismo – L’editoriale di Franco Michienzi
Siamo sempre all’anno zero per quanto riguarda l’attenzione della nostra classe politica quando si parla di industria nautica. La regione Toscana è in prima fila... Individualismo e campanilismo – L’editoriale di Franco Michienzi

Siamo sempre all’anno zero per quanto riguarda l’attenzione della nostra classe politica quando si parla di industria nautica. La regione Toscana è in prima fila per non dare risposte adeguate 

di Francesco Michienzi

L’individualismo e il personalismo sono la dimensione collettiva della socialità dei tempi moderni. Il socializzare a distanza zero è vissuto come retrogrado e anacronistico. Nell’era della rete, della virtualità, abbiamo perso il piacere di confrontarci, di discutere, di fare gruppo e di unirci.

Il tema è delicato, ma se penso che nel giro di un mese ci sono stati tre eventi nautici importanti, Seatec, Yare e Versilia Yachting Rendez-Vous, distribuiti in un territorio che è poco più di un distretto industriale, credo che ci sia qualcosa che non stia funzionando a dovere.

Ogni amministrazione pubblica vuole mettere il cappello su un pezzettino di settore senza rendersi conto che forse un poco di sinergia, di visione comune, di ottimizzazione delle risorse produrrebbe effetti molto più efficaci rispetto ad un’idea campanilistica che preserva gli interessi di poche persone.

Sempre nel mese di aprile si sono svolti due eventi colossali come il Salone del Mobile e il Vinitaly. Manifestazioni leader a livello mondiale che rappresentano due comparti dell’eccellenza Made in Italy. A parte l’organizzazione perfetta, la cosa più evidente è stata l’attenzione che la politica ha riservato al settore del mobile e a quello del vino.

Non ricordo una presenza così forte ad un salone nautico. A parte Silvio Berlusconi, a metà degli anni Novanta, non si sono visti presidenti del Consiglio al taglio del nastro degli eventi del nostro settore. A Milano e a Verona ci sono andati tutti, compreso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oltre a ministri e rappresentanti di tutti i partiti.

Siamo d’accordo che in qualche caso la presenza era strumentale, ma l’attenzione che altri comparti hanno rispetto alla nautica è palesemente sproporzionata. Un’attenzione data anche dalla frammentazione degli eventi con il risultato di essere condannati alla totale irrilevanza.

Perché non unire le forze per fare stare insieme i tre eventi nautici della Regione Toscana? Il suo presidente e gli assessori allo sviluppo del territorio non dovrebbero farsi qualche domanda?

L’industria nautica, soprattutto in Toscana, ha bisogno di obiettivi condivisi, di progetti chiari, di strutture efficienti e di una visione strategica che sembra essere totalmente assente nei suoi amministratori.

Viareggio è la capitale mondiale per quanto riguarda la costruzione di navi da diporto, peccato che l’idea di sviluppo del territorio dei cantieri nautici non sia esattamente la stessa dei politici locali. Invece di essere una boutique, dentro e fuori gli opifici industriali, sembra, in alcune parti, un’area degradata di un paese in via di sviluppo.

(Individualismo e capitalismo – L’editoriale di Franco Michienzi – Maggio 2018)