I problemi del Registro Internazionale I problemi del Registro Internazionale
Nonostante i significativi benefici in termini di risparmio fiscale e previdenziale derivanti dall’iscrizione nel Registro Internazionale, nella pratica le iscrizioni di yacht commerciali a... I problemi del Registro Internazionale

Nonostante i significativi benefici in termini di risparmio fiscale e previdenziale derivanti dall’iscrizione nel Registro Internazionale, nella pratica le iscrizioni di yacht commerciali a partire dal 2005 (anno di approvazione del DL 95/2005 contenente il Codice di Sicurezza) sono state poche e sono andate sempre più diminuendo

SECONDO I DATI COMUNICATI DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI, a decorrere dall’anno 2012 non è stato iscritto più alcuno yacht e gli yacht commerciali attualmente iscritti nel Registro Internazionale sono meno di 10. Le ragioni dell’insuccesso di tale strumento sono da ricercarsi, principalmente, negli ostacoli derivanti dall’obbligo di osservare procedure ed adempimenti complessi, farraginosi, spesso anacronistici e comunque non adeguati alla realtà dello yachting commerciale. I principali ostacoli riguardano:

1) procedura di registrazione: la procedura di iscrizione è lenta, per cui i tempi medi possono talvolta superare i 3-4 mesi durante i quali lo yacht non può navigare, ma l’ostacolo più grave, soprattutto quando si tratta di nuova costruzione, deriva dal fatto che l’armatore può intraprendere tale procedura solo dopo aver acquisito la proprietà della nave, cosa che di regola avviene alla consegna, con conseguente impossibilità di utilizzo della stessa per il suddetto periodo.

2) tabella minima di armamento: è prevista la discussione e sottoscrizione della Tabella minima di armamento con le principali Rappresentanze Sindacali Nazionali e la successiva ratifica da parte dell’Autorità Marittima. Anche tale procedura ha una durata pari a circa 1 mese.

3) soluzioni equivalenti e deroghe: l’approvazione di eventuali soluzioni equivalenti e/o deroghe ai requisiti di sicurezza di cui al DM 95/2005 richiede un iter particolarmente macchinoso che può durare anche più di un mese e la decisione finale è alla fine rimessa alla discrezione dell’Autorità Marittima. Finché non intervenga l’approvazione lo yacht non viene iscritto nel Registro e dunque non può navigare.

4) adempimenti amministrativi: sono previste ispezioni periodiche semestrali e annuali che prevedono l’intervento contestuale di diverse amministrazioni ai fini del rinnovo di diversi certificati obbligatori. Un esempio per tutti: è necessario riunire ogni semestre una commissione tecnico-sanitaria composta da un rappresentante dell’Autorità Marittima, un rappresentante dell’Ufficio di Sanità Marittima, un rappresentante sindacale, un rappresentante armatoriale per verificare lo stato della nave in relazione agli aspetti di organizzazione del lavoro a bordo, sicurezza e igiene degli ambienti di lavoro e redigerne apposito verbale

5) registri e giornali di bordo: è prevista la tenuta e l’aggiornamento costante di un numero di registri e giornali ben superiore rispetto a quelli prescritti per unità da diporto iscritte nei registri ordinari, sia pure utilizzati per attività di noleggio.

6) navigazione: nonostante alcune semplificazioni introdotte, in diverse occasioni, dal Ministero dei Trasporti, è ancora previsto l’obbligo della presentazione in ogni porto nazionale del Manifesto di arrivo e di quello di partenza. Sebbene ciò avvenga in via telematica, in alcuni porti è ancora richiesto all’arrivo l’accesso a bordo da parte della Guardia di Finanza ed, ancora, alcuni uffici doganali richiedono la presentazione dell’elenco degli effetti personali dei componenti l’equipaggio.

Una semplificazione sostanziale dei suddetti obblighi appare oltremodo auspicabile ed è in effetti da tempo sollecitata da più parti, sia da parte degli operatori del settore che da parte di diverse associazioni di categoria, in quanto potrebbe rendere finalmente appetibile e competitivo il Registro Internazionale italiano rispetto alle cd. Bandiere di Convenienza, realizzando così l’obiettivo iniziale di incentivare la nautica da diporto nel nostro Paese e di attrarre capitali stranieri, o quanto meno di non far espatriare capitali Italiani.

Si ringrazia l’Agenzia Marittima De Felice di Viareggio per il contributo offerto ai fini della redazione di questo articolo.

 

The issues of the International Register

 Despite the important tax and social security benefits related to the registration in the International Register, in practice the number of commercial yachts registered since 2005 (year of approval of DM 95/2005 “Safety Regulation”) has been very limited and it’s decreasing more and more

ACCORDING TO THE DATA PROVIDED BY THE MINISTRY OF INFRASTRUCTURE AND TRANSPORTS no commercial yacht has been registered from 2012 and at present the ones registered in the International Register are less than 10.

The reasons for the failure of this instrument have to be found mainly in the obstacles arising from compliance procedures and complex, cumbersome and often anachronistic requirements in any case not suitable to the reality of commercial yachting. They are:

1) registration procedure: the application process is slow, exceeding the average time of 3-4 months during which the yacht must not sail, but the most serious problem, especially when it concerns a new construction, stems from the fact that the owner can only begin the procedure after having acquired the ownership of the vessel, which normally takes place upon delivery, so for all the above-mentioned period the boat must not be used.

2) safe manning: it is expected that the safe manning has to be discussed and signed with the main national trade unions and then approved by the Maritime Authority. This procedure takes about 1 month.

3) equivalents and derogations solution: the approval of any equivalent and derogation solutions from safety requirements set out in Ministerial Decree 95/2005 requires a very cumbersome process which can last more than a month and the final decision is left to the will of the Maritime Authority. Until the approval is given the yacht can’t be listed in the register and therefore it can’t sail

4) administrative formalities: Biannual and annual periodic inspections are expected involving the simultaneous intervention of different authorities for the purposes of the renewal of the certificates required. For instance, it is necessary that every six months a commission made up of one representative from the Maritime Authority, one representative from the Maritime Health authority, one representative from the unions and the owner’s representative meet to verify the status of the vessel in relation to the organization of the work on board, the safety and health of the work place, and to make a written report.

5) registers and books on board: the keeping and maintenance of registers and books is greater than that prescribed for pleasure crafts listed in ordinary registers, even if used for charter

6) navigation: despite some simplifications introduced by the Ministry of Transports on several occasions, the obligation to present the public notice of arrival and the public notice of departure in any domestic ports is still required. Although this is done electronically, in some ports it is still required that the Finance Guard has to come on board and futhermore that some customs offices have to see the belongings of each crew member.

A significant simplification of these requirements would be preferred and for some time this has been prompted from different sides, both service providers and trade associations, because it could finally make the Italian International Register compared to the Flags of Convenience more attractive and competitive, thus achieving the initial goal of encouraging the recreational boating in our country and to attract foreign capital, or at least, not to expatriate the Italian one.

Many thanks to the Agenzia Marittima De Felice of Viareggio for its contribution to the purposes of the preparation of this article.

(Aprile 2016)