Guidi, il bello che gli altri non vedono Guidi, il bello che gli altri non vedono
Arte e industria, un matrimonio che si può fare: lo dimostra la passione della Guidi per il bello e la sua voglia di promuovere... Guidi, il bello che gli altri non vedono

Arte e industria, un matrimonio che si può fare: lo dimostra la passione della Guidi per il bello e la sua voglia di promuovere artisti di tutto il mondo

di Luca Sordelli, foto di Jill Mathis

 Fanno filtri, valvole, accessori con un catalogo da 4.200 articoli per la nautica, quella “invisibile”, quella che sta in sala macchine o sotto la linea di galleggiamento. Sono, nel mondo, una delle aziende leader del settore, ma sono rigorosamente “made in Italy” e hanno una passione, l’arte. Sono la famiglia Guidi: papà Bruno, il fondatore, e i figli Daniele e Alessandro, rispettivamente Quality Manager e Responsabile Progettazione.

guidiLa sede è a Grignasco, in Valsesia, ai piedi del Monte Rosa. 50 anni di storia fatta di ricerca tecnologica e investimenti, ma con «Le persone al centro di tutto, siamo un’azienda a gestione familiare illuminata, dove tecnologia e fattore umano si bilanciano e dove una stretta di mano vale come una firma su un contratto», come ama ricordare Bruno Guidi. Mi accolgono nella loro sala riunioni a fianco allo stabilimento.

Sento il rumore delle frese e delle macchine che stanno dando forma al bronzo e alle leghe dei loro prodotti. Ma, intorno a me, noto molte opere d’arte bellissime, grandi, foto della loro produzione e molto altro. Una vera collezione.

Proprio a papà Bruno chiediamo di raccontarci il suo rapporto con l’arte. Partiamo  dall’inizio, dove è cominciato tutto?
Dieci anni fa, con la stesura del libro per i 40 anni di Guidi. Grazie ad Anna Fileppo e al suo studio di comunicazione, incontrai una fotografa eccezionale Jill Mathis, artista americana, di San Antonio. Fotografando tutto il processo che porta alla creazione dei miei prodotti, mi fece notare le cose da un punto di vista per me sorprendente, meraviglioso. Cose che avevo sempre avuto sotto il naso prendevano una nuova vita. Mi ha fatto vedere il mio mondo da una diversa angolatura. Mi ha emozionato. Ci sono dei suoi lavori che amo di più, altri di meno, ma restano sempre sorprendenti. Con lei sono entrato nella realtà degli artisti.

Ma la sua passione dell’arte arriva da più lontano…
Le faccio un esempio. Ha presente il METS di Amsterdam, il salone degli accessori? Lo facciamo dal 1990. Ecco per me è sempre stata, oltre che un impegno professionale importante, anche la grande occasione per poter andare a visitare, ogni anno, i musei della città. guidi

La Guidi mi ha sempre stupito molto. Siete gli unici nel mondo degli accessori nautici, e tra i pochi nella nautica in generale, ad avere un rapporto così stretto con l’arte, e non si tratta di “semplice” collezionismo. Portate avanti un sofisticato lavoro per promuovere l’immagine della vostra azienda attraverso il lavoro di più artisti.  
C’è sicuramente passione per il mondo dell’arte, ma c’è anche un preciso progetto: arte e industria possono benissimo convivere. Un nuovo mecenatismo. Un approccio dove entrambi i mondi possono trarne vantaggi. La nostra è anche un’azione per dare risalto all’immagine dell’azienda, collocandola in “alto”, all’insegna della qualità, che rappresenta anche i nostri prodotti. Abbiamo iniziato con le foto di Jill e poi siamo andati avanti, con le nostre installazioni, i nostri stand ai saloni.

guidiLe vostre “intrusioni” nel mondo dell’arte coinvolgono grandi nomi come Michelangelo Pistoletto, Alessandro Ciffo, Sergi Barnils, Chris Gilmour, Marco Lodola… Beh, difficile parlare di tutti. Per esempio con Alessandro Ciffo, abbiamo partecipato al Venice design a Palazzo Michiel. Da sempre supportiamo Ciffo e le sue creazioni in silicone. All’ultima edizione del Versilia Yachting Rendez-Vous abbiamo studiato un bello stand collettivo con Mase, Tecnoseal e Veco. Ma mi piace ricordare anche Surfin’ bird una scultura di Marco Lodola, un’installazione luminosa raffigurante un motoscafo e realizzata in perspex, led luminosi e pellicole adesive che abbiamo esposto a Portofino. Oppure Motorboat, di Chris Gilmour con la riproduzione di un modello storico della nautica italiana, un classico scafo di Camuffo di Portogruaro. Un cantiere nato nel 1438, semplicemente il più antico al mondo. Ora è arrivato il nuovo, bellissimo libro con le foto di Jill Mathis per i nostri 50 anni. Ed è solo l’inizio…

(Guidi, il bello che gli altri non vedono – Barchemagazine.com – Ottobre 2018)

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