Governo vs porti turistici: tutto ancora in alto mare Governo vs porti turistici: tutto ancora in alto mare
Nessuna soluzione in vista per i contenziosi con i porti turistici sui canoni demaniali retroattivi. Parla Luciano Serra, presidente di Assonat   A fine... Governo vs porti turistici: tutto ancora in alto mare

Nessuna soluzione in vista per i contenziosi con i porti turistici sui canoni demaniali retroattivi. Parla Luciano Serra, presidente di Assonat

 

A fine dicembre è arrivata la doccia fredda. Assonat (Associazione Nazionale Porti e Approdi Turistici) e Ucina si aspettavano una soluzione per l’annosa questione dei canoni demaniali retroattivi. Una scelta fatta molto tempo fa, nel 2006 per l’esattezza, dall’allora Governo Prodi. In sostanza, si stabiliva un aumento dei canoni demaniali che le società private che gestiscono i porti turistici devono dare allo Stato.

Il problema è che la norma prevede che l’aumento non sia dal 2006 in avanti, ma anche retroattivo. E questo ha messo in seria difficoltà molte strutture. Purtroppo la legge di bilancio e la modalità scelta dal Governo Lega/Cinque Stelle di procedere con un maxi emendamento che l’ha riscritta in “zona Cesarini”, ha spazzato via ogni ipotesi di risoluzione dei contenziosi tra Stato e porti turistici.

E la soluzione non è immediata, visto che nel Decreto Semplificazioni in discussione in questi giorni, sono stati stralciati numerosi emendamenti su richiesta del Presidente della Repubblica perché non ha nulla a che vedere con le semplificazioni. Per capire quale sorte toccherà ai porti turistici e quale siano le politiche a sostegno di questo settore, abbiamo intervistato l’avv. Luciano Serra, presidente di Assonat.

Luciano Serra Assonat

Qual è stata la vostra proposta per trovare una soluzione sulla questione dei contenziosi Stato/porti turistici?
Noi non abbiamo chiesto lo stralcio. Noi ci siamo impegnati già negli anni scorsi per fare opposizione davanti alla giustizia amministrativa e civile.

Che cosa c’è di sbagliato nella decisione del 2006 di aumentare retroattivamente i canoni demaniali?
Fu un errore madornale perché si sono equiparati porti e stabilimenti balneari che, invece, sono due cose molto diverse. Per realizzare un porto turistico si costruisce una diga, dei pontili e una struttura e tutto questo rappresenta un investimento elevato. Per fare uno stabilimento balneare, il costo è decisamente più contenuto.

Perché, secondo lei, il Governo Prodi decise di aumentare i canoni demaniali?
Perché pensava di ricavare 200 milioni di Euro, ma l’aumento retroattivo, per alcune strutture, è arrivato perfino al 400%. Tutto questo, oltre che ingiusto, è insostenibile economicamente. Se si aumentano i canoni retroattivamente del 400% si mette in ginocchio un porto turistico, con tutte le conseguenze del caso.

Che cosa hanno stabilito Corte Costituzionale e Consiglio di Stato?
Le sentenze esprimono un concetto corretto e cioè stabiliscono che si deve verificare se al momento del rilascio della concessione c’era solo sabbia o c’era già una costruzione. Se c’era solo sabbia e la costruzione l’ha realizzata il privato titolare della concessione, non si può stabilire che gli si aumenti il canone retroattivamente.

Quindi Corte Costituzionale e Consiglio di Stato vi hanno dato ragione?
Hanno stabilito che c’è una differenza tra chi è titolare di una concessione da prima del 2006 e chi è arrivato dopo. Anzi, per la verità, la data topica è il 2003, perché già da allora si parlava di possibile aumento dei canoni. Insomma, le sentenze stabiliscono che dal 2003 in poi te lo potevi aspettare e lo dovevi mettere in conto. Chi c’era prima, invece, non poteva prevedere di mettere a bilancio un canone così oneroso.

Al Governo Lega/Cinque Stelle che cosa avete chiesto?
Noi avevamo proposto un emendamento al Parlamento che era stato condiviso sia dalla maggioranza, sia dall’opposizione. La Commissione Bilancio lo aveva giudicato legittimo e aveva anche stabilito che c’era la copertura finanziaria. Aspettavamo solo l’approvazione dell’aula. A causa del tira e molla con l’Unione Europea, il Governo aveva timore di non riuscire ad approvare il bilancio entro il 31 dicembre e se non ci fosse riuscito saremmo andati in esercizio provvisorio. La Legge di Bilancio è stata riscritta da un maxi emendamento presentato dal Governo stesso e la questione del contenzioso sui canoni demaniali si è persa per strada.

Pensa che si tratti di una dimenticanza o di una precisa scelta politica?
Di una scelta politica.

 Quale vi aspettate possa essere la soluzione?
Non so quale sarà la strada più rapida. Noi abbiamo immediatamente riavviato il confronto con il Governo perché ci sono 25 porti turistici che rischiano di fallire e 2.200 addetti che potrebbero perdere il posto di lavoro. Non ce lo possiamo permette. Dobbiamo difenderli ad ogni costo. Non risolvere questo contenzioso rischia di essere letale per tutto il turismo legato alla nautica da diporto.

 Pensate di aver perso la guerra con il Governo?
Abbiamo perso solo una battaglia. La guerra ci deve vedere vincitori.

Si dice che il Ministro Centinaio (Agricoltura e Turismo) sia più “terreste” che “marino”?
Non lo so, ma sta a noi fare di tutto per fargli venire la passione per il mare.

(Governo vs porti turistici: tutto ancora in alto mare – Barchemagazine.com – Gennaio 2019)