Giovanni Ceccarelli, la vela e il motore, dalla A alla Z Giovanni Ceccarelli, la vela e il motore, dalla A alla Z
Ha disegnato barche da regata di ogni classe fino alla Coppa America, barche a motore per costruzione in serie ed oggi firma mega yachts: Giovanni... Giovanni Ceccarelli, la vela e il motore, dalla A alla Z

Ha disegnato barche da regata di ogni classe fino alla Coppa America, barche a motore per costruzione in serie ed oggi firma mega yachts: Giovanni Ceccarelli è uno dei più esperti progettisti italiani 

di Niccolò Volpati, foto Andrea Muscatello – Amedeo Volpe

Lo Studio Ceccarelli in Ravenna suda, letteralmente, barche: fondato da papà Epaminonda negli anni 50 contiene mezzo secolo di esperienze che si traducono in modelli, vecchi appunti e disegni di una volta, quelli fatti a mano con le stecche flessibili di pero e i pesi che ancora sono casualmente posati su un tavolo. 

C’era un tempo in cui essere progettista di barche era un mestiere vicino a fare l’artista, spesso praticato assieme a una professione più terrestre e remunerativa. Così non solo le barche ma anche le costruzioni in cemento disegnate dal fondatore sono finite sui libri di storia dell’architettura.

«Mio padre Epaminonda era ingegnere ed è stato molto creativo – dice Giovanni Ceccarelliha disegnato tante barche, ma anche gioielli, lampade, case e mobili. Gli devo molto. Lo ho seguito negli studi di ingegneria per soddisfare la mia curiosità di voler capire la scienza che genera le forme e avere una preparazione concreta».

Giovanni da ragazzo andava a vela: regatava e vinceva, in questo modo ha imparato a sentire e capire come si muove la barca, conquistando un valore fondamentale per un progettista.

I suoi diciotto anni coincidono con l’arrivo del team di Azzurra a Ravenna, ma Cino Ricci lo spinge a studiare senza cedere a troppe distrazioni: dopo un viaggio in Inghilterra alla ricerca di corsi in yacht design decide che è più produttivo rimanere “a bottega” con il padre studiando in Italia.

 

Giovanni Ceccarelli

Grand Soleil 80 Custom

«Per affermarti nel mondo della vela bisognava vincere in regata ad alto livello. Ancora oggi è così»,ci dice Giovanni. La sua prima barca, fatta a quattro mani con il padre, era il minitonner Anita che vinse il campionato italiano e arrivò terza al mondiale. Il successo è ripetuto nel 1985 con Secondanita che timona personalmente.

Da quel momento è un susseguirsi di successi sui campi di regata internazionali: dieci mondiali IOR e ORC, vittoria con record della Centomiglia del Garda. Vincenzo Onorato lo incarica del progetto di Mascalzone Latino per la sfida alla Coppa America del 2003, impegno che ripete cinque anni più tardi con +39.

Giovanni Ceccarelli

RSY 50m

 

«Ho partecipato con estremo entusiasmo alla Coppa, ma se mi facessero la stessa proposta oggi, mi prenderei un giorno per pensarci», confessa. «Dall’esperienza con Mascalzone Latino e +39 ho imparato cosa vuol dire lavorare in team», racconta Ceccarelli. «Ci possono essere molte persone che collaborano a un progetto, ma serve sempre un responsabile».

Prezioso insegnamento applicato anche nel recupero della Concordia dove ha ricoperto un importante ruolo legato all’ingegneria. È utile sapere lavorare in team anche quando si lavora per i cantieri che fanno barche a motore e che, come si usa oggi, prediligono il concorso di più studi di yacht design.

Giovanni Ceccarelli

Eleva – TheFortyTwo

 

Lo studio Ceccarelli è in grado di fare tutto, dal progetto preliminare, allo scafo, la coperta e gli interni.«Io non elaboro semplici concept, ma progetti preliminari sia che mi sia chiesto un tender o un superyacht», spiega. «La differenza è che un progetto preliminare oltre al disegno ha dietro anche l’ingegneria. Ci sono i calcoli e gli studi di fattibilità, è quindi un progetto realizzabile». Ceccarelli lavora così. Disegna a mano e lo fa con una velocità pazzesca.

Mentre mi fa vedere le prime tavole che ha realizzato per Rosetti Superyachts noto che una ha la data di soli due giorni successiva a quella precedente. Da un disegno all’altro il progetto prende corpo e ognuno di questi viene scansionato. Poi con i suoi collaboratori si elaborano le linee portanti per arrivare al rendering in 3D. Giovanni Ceccarelli disegna personalmente le carene con uso del solo software.

«Quando Fulvio Dodich ha fondato Rosetti Superyachts mi sono presentato con dei disegni fatti a mano– racconta Ceccarelli – Sono in realtà due importanti progetti completi per un 35 e un 50 metri. Ho cercato di interpretare il concetto di Explorer con una chiave personale: sono yacht con i quali puoi navigare dappertutto perché Explorer è sinonimo di piacere di essere sul mare, ovunque e comunque. Il mare è sempre lo stesso– prosegue – ma sono le barche che devono essere sempre più sicure e performanti. E le performance di oggi sono il navigare meglio in comfort consumando meno nel rispetto dell’ambiente».

giovanni cecarelli

RSY 35m

 

La stessa ricerca di efficienza si applica al mondo della vela, che non rappresenta certo solo il passato, ma anche il presente. Per il Cantiere del Pardo ha appena disegnato un ottanta piedi custom che è la loro unità più grande, Giovanni è molto orgoglioso di questo progetto per il quale ha curato sia l’architettura navale sia il design di interni ed esterni. «Confido che oltre che bella e ben costruita, sarà anche veloce in regata».

La vela e la competizione rappresentano un’attrazione sempre forte e per Paolo Semeraro ha disegnato la gamma NEO Yachts da 35 a 55 piedi. «Sono racer cruiser moderni innovativi nel design esterno e nelle linee d’acqua costruiti da chi conosce il mare e la regata». Giovanni Ceccarelli continua la sua collaborazione con Eleva Yachts, dopo il successo di The Fifty, esposto nei recenti saloni di Cannes e Genova per la prossima stagione sta lavorando a The FortyTwo un 42 piedi fast cruiser.

Per Eleva Ceccarelli ha voluto realizzare qualcosa di nuovo: un design di rottura con quello che già c’era sul mercato. Disegnare una barca simile a quelle che già costruiscono cantieri più grandi e strutturati non avrebbe avuto senso. «Un design originale può piacere o non piacere– afferma – ma vale sempre la pena provarci. Quella shere line cosi particolare ha motivazioni estetiche e funzionali. C’è ancora molto spazio per progettare qualcosa di nuovo, anche per cantieri con una clientela consolidata».

E Giovanni Ceccarelli continua a fare il suo lavoro dalla A alla Z. Dal primo schizzo a mano al rendering 3D definitivo. «Un tempo si pensava che l’ingegnere si dovesse applicare al calcolo e l’architetto allo stile, ma io non ho mai respirato questa aria, si crea lo stile con un processo creativo, ma ciò che fai deve sempre essere giustificato e realizzabile e quindi basato anche su conoscenze scientifiche che sono gli strumenti per realizzare bene qualsiasi manufatto. Sono convinto che questo sia il processo migliore da percorrere per il designer».

(Giovanni Ceccarelli, la vela e il motore, dalla A alla Z – Barchemagazine.com – Gennaio 2019)

  • Giovanni Ceccarelli
  • Giovanni Ceccarelli  RSY 50m SVY_Ceccarelli_Ext03
  • Giovanni Ceccarelli  Studio G. Ceccarelli- Ita 85
  • RSY 35m SVY_ Ceccarelli_Ext_02
  • Giovanni Ceccarelli  TheFortyTwo (4)
  • Giovanni Ceccarelli Grand Soleil 80 Custom (2)