Fulvio De Simoni, mi piace costruire forme… Fulvio De Simoni, mi piace costruire forme…
Fulvio De Simoni, una grande cultura nautica, unita ad un gusto particolare per il bello, fanno del designer italiano una delle firme più conosciute... Fulvio De Simoni, mi piace costruire forme…

Fulvio De Simoni, una grande cultura nautica, unita ad un gusto particolare per il bello, fanno del designer italiano una delle firme più conosciute nel mondo

di Francesco Michienzi

Fulvio De Simoni team

Fulvio De Simoni Yacht Design

La prima intervista che ho pubblicato di Fulvio De Simoni risale all’aprile del 1999. Un servizio di 16 pagine in una rivista di 160. Gli avevo dedicato il dieci per cento di tutto il magazine perché non avevo osato tagliare neanche una virgola di quel testo poiché riportava una serie di riflessioni di grande spessore culturale. De Simoni ha la fama di essere una persona dal carattere difficile.

In realtà è più semplicemente una persona con un carattere determinato, un uomo che non transige sulle sue idee che porta avanti con grande forza. I compromessi non fanno per lui. Avevo scritto che lui ha scelto fin dall’inizio la via della sperimentazione, intesa come elemento portante di una continua ricerca di forme finalizzate alla definizione di uno spazio preciso e ricco di vincoli come quello di una barca da diporto.

A circa vent’anni di distanza questa ricerca è ancora più forte. Non fa alcuna differenza che si tratti del Pershing 37 di quell’epoca o del Pershing 170 di oggi. «Sono le tipologie di imbarcazioni che possono essere più o meno adatte ad un certo mercato per questioni ambientali e culturali. Gli yacht non sono un prodotto di massa pertanto ogni armatore ha una sua personalità e specifiche esigenze a prescindere dalla sua nazionalità».

Fulvio De Simoni è un progettista che può vantare oltre 3.000 imbarcazioni al suo attivo. Ha sempre cercato di individuare nuove strade che avessero come comune denominatore l’equilibrio tra una barca bella e una efficiente. Spezzino di nascita e milanese d’adozione, con un curriculum vitae che molti gli invidiano, De Simoni inizia la sua attività di progettista navale nel 1972 a Milano, presso lo studio di Alberto Mercati.

Nel 1977 fonda la Yankee Delta in collaborazione con Massimo Gregori e dal 1983 è unico titolare della Italprojects di Milano e principale protagonista della Fulvio De Simoni Design, azienda creata insieme ai suoi collaboratori più fidati. Gli abbiamo chiesto quale è la barca di cui è più orgoglioso tra le tre mila che ha disegnato.

«Il Pershing 88 è comparso su più di cinquanta copertine in tutto il mondo. È stato un caso eclatante, come il Tiger di Caliari trent’anni fa, tanto che tutti gli open hanno seguito quel modello. Però non mi interessa stupire, come nel caso di oggetti senza capo né coda, creati solo con il fine di essere snob, per nulla pratici e difficili da manovrare. La difficoltà è fare un oggetto delle stesse dimensioni, come il Pershing 115, che segua le norme e navighi bene; o del Pershing 140, prossimo al varo».

Fulvio De Simoni Pershing 170 2

Pershing 170

Il Pershing 140 è il risultato di molte sinergie. Si tratta di un grande lavoro in team di eccellenze progettuali, innovazioni ingegneristiche e competenze produttive. «Questa ammiraglia è fortemente innovativa, come è da sempre nel Dna del marchio. Al tempo stesso, abbiamo pensato a un cambiamento che fosse il meno invasivo possibile, salvaguardando quegli elementi di design iconici che rendono ogni Pershing inconfondibile sin dal primo sguardo. E proprio questa evoluzione coerente, conforme a una visione della nautica che esprime ogni volta grande originalità, regala al Pershing 140 una cifra stilistica inedita e in linea con una storia di cui sono fiero di far parte». 

Chiediamo a Fulvio se il design conta ancora molto nella scelta dell’armatore per quanto riguarda la tipologia di barca da acquistare. «Conta perché è il primo approccio insieme alla fiducia nel cantiere. L’aspetto emozionale conta ancora tantissimo. Il mercato si sta dividendo tra coloro che vogliono una barca più piccola, consumare meno percorrendo più miglia, e quelli che hanno poco tempo da dedicare alla navigazione perché hanno mille interessi e quando vogliono andare in barca desiderano correre più veloci e sentire anche un po’ di adrenalina». 

Il passaggio da barca molto veloce a dislocante presenta però un differente approccio. «Per me è un tema che vivo molto serenamente. Mi sono sempre occupato di tutto e vedo la barca sempre come una sfida progettuale. Sono felice sia quando disegno barche veloci sia quando disegno barche lente. Non faccio differenza tra una barca più piccola e una più grande. In quella più piccola ci sono ugualmente un numero elevato di disegni e se la vuoi fare veramente bene i dettagli devono essere curati in modo maniacale».

In merito alla definizione di design, l’architetto risponde: «Potrebbe essere un po’ romantica, nel senso che questo aspetto spiega la mia passione per i dipinti di barche e per tutti gli oggetti antichi che si richiamano alla nautica. Recentemente ho comperato quattro libri antichi di navi. In realtà mi piace il design, mi piace costruire delle forme, come una barca».

Per Fulvio De Simoni lo stile ha un linguaggio universale. Le sue proporzioni, la cura dei dettagli ed il movimento delle superfici sono istintivamente apprezzabili da chiunque. «Di solito non mi lascio condizionare dalle tendenze, ma sono attento ai cambiamenti delle abitudini e delle esigenze degli armatori».

Il concetto su cui si basa il lavoro di uno dei progettisti italiani più famosi nel mondo è molto chiaro: «Vetrate ampie, linee ben definite, barche più semplici ed economiche da gestire, confortevoli ed accoglienti non possono essere considerate tendenze, ma miglioramenti del modo di vivere in mare. Un tempo le barche erano per soli appassionati disposti anche a sacrifici pur di assecondare la propria voglia di andare per mare. Oggi gli armatori hanno aspettative differenti. La barca deve essere un ambiente in cui passare piacevolmente e senza pensieri il poco tempo libero. La tecnologia ha certamente migliorato la qualità di vita a bordo intervenendo sulla tenuta in mare, sulla riduzione dei moti e più in generale sulla fruibilità».

De Simoni ha progettato barche per i più importanti cantieri navali in Italia e nel mondo. Marchi come Pershing, Antago, Mochi Craft, Ilver, Gianetti, Raffaelli, Abacus Marine, Astondoa, Austin Parker, Evomarine, Rodman, Sea Share, Wider hanno costruito yacht che portano la sua firma. Più recentemente si sono aggiunti Rossinavi e Ocea Yacht.

(Fulvio De Simoni – Barchemagazine Aprile 2018)

 

 

  • Fulvio De Simoni  TEAM FDS 2018-02-22 ok mod
  • Fulvio De Simoni  Pershing 170
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