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Sono anni che aspettiamo dal Parlamento italiano provvedimenti concreti per rilanciare il settore nautico... ISTITUZIONI LATITANTI   

Sono anni che aspettiamo dal Parlamento italiano provvedimenti concreti per rilanciare il settore nautico…

 by Francesco Michienzi

Mi domando spesso perché il Governo dimentica completamente il comparto della nautica da diporto che, nonostante la crisi finanziaria internazionale, ha reagito con determinazione lavorando per superare le difficoltà economiche e umane. Purtroppo non possiamo aspettarci molto dai nostri amministratori, siamo alla vigilia di elezioni politiche e siamo certi che il populismo ostile al nostro settore impedirà di prendere qualche provvedimento utile. Prodigalità di aiuti di Stato verso settori decotti dell’economia e cattiva gestione del sistema bancario non sono una peculiarità di destra o di sinistra. Fanno parte del sistema che i politici adottano per galleggiare con le loro poltrone.

Ricordo perfettamente la dichiarazione dell’assessore della Regione Campania Ennio Cascetta che durante una manifestazione pubblica del 2009 disse: «Entro l’anno prossimo risolveremo il problema del porto di Mergellina eliminando i fatiscenti pontili di legno, sostituendoli con moderni pontili galleggianti a norma e stroncheremo tutte le situazioni di illegalità e abusivismo». Sono passati 8 anni è non è accaduto proprio nulla. Tutto come allora. Quell’assessore non è più al suo posto e non possiamo chiedere conto di quello che ha inutilmente promesso. Ma i politici sono così, per mantenere il loro potere fanno carte false, tanto una promessa non costa nulla.

Il problema è come si forma il consenso attraverso l’informazione che non esercita più il suo ruolo. Ci si occupa di tutto meno che degli interessi dei cittadini che lavorano e che rischiano le risorse proprie e non quelle delle prodigalità governative. In questo momento c’è enorme bisogno di una stampa libera, seria, oggettiva che aiuti la formazione delle idee e faccia fare ai governi scelte utili per gli imprenditori e i cittadini tutti. I danni che possono procurare i cattivi giornalisti economici sono ben più pericolosi di quelli di altri colleghi. Ormai sono anni che aspettiamo alcuni provvedimenti per rilanciare il mercato: la semplificazione degli adempimenti a carico dei diportisti, la soluzione dei problemi legati al rilascio delle patenti nautiche, la destinazione d’uso per la nautica minore delle strutture demaniali con caratteristiche idonee agli ormeggi a secco, l’inserimento della cultura del mare nei piani formativi scolastici. Quasi tutti hanno promesso che interverranno concretamente, ma la legislatura sta finendo e sono certo che ritroveremo questi provvedimenti nelle future promesse elettorali.

Institutional apathy

We’ve been waiting for years for the Italian parliament to take concrete action to re-launch the nautical sector

I often wonder why the government seems completely oblivious to the yachting and boating sector, which, despite the international financial crisis, has reacted with determination, working to overcome both economic and practical difficulties. Sadly, we can expect little or nothing from our politicians: with elections on the horizon it goes without saying that populist hostility towards our sector will act as a deterrent to prevent any useful action being taken. State largesse in bailing out insolvent areas of the economy and poor management of the banking industry are not the exclusive domain of the right or the left, but rather an integral part of the system that politicians use to stay afloat and hang onto their seats.

I clearly recall the promise made by Campania Regional Councillor Ennio Cascetta during a public event in 2009: «We’ll solve the problems of the port of Mergellina by the end of next year, removing the decaying wooden jetties and replacing them with state-of-the-art floating pontoons, cracking down on widespread illegality and flouting of rules». But eight years have passed and absolutely nothing has been done. Everything is just as it was. Cascetta is no longer in office so he can’t be brought to account for failing to deliver on his promise, but that’s typical of politicians: they’ll say whatever is required to stay in power – after all, promises come cheap. The problem lies in the way they attract votes, with the complicity of a media that is no longer doing its job properly, looking after everything but the interests of hardworking citizens who risk their own capital rather than relying on government hand-outs.

There’s currently an enormous need for a free, serious, and objective press that can help voters make informed decisions and force governments to pass legislation that can actually assist businesses and citizens. The havoc that can be wreaked by irresponsible financial journalists is far more insidious than the damage caused by the incompetence of their colleagues. We’ve been waiting for years for some much-needed changes in the law to re-launch the market: minimising the red tape faced by boat owners, clearing up problems linked to the issue of certificates of competence, allocating state-owned infrastructure to create dry berthing facilities for recreational craft, and introducing maritime culture into education programmes in schools. Virtually every single politician has vowed to take concrete action, but the government is approaching the end of its mandate and it’s clear to me that these important provisions are destined to re-emerge only in the form of future election pledges.

(Giugno 2017)